Archivio Categoria: Teatro

La Cantata dei Pastori – Una luce nella notte, da mercoledì 18 dicembre al Politeama di Napoli

Al Teatro Politeama di Napoli, in Via Monte di Dio 80, da mercoledì 18 a domenica 29 dicembre 2019 sarà in scena “La Cantata dei Pastori – Una luce nella notte” di e con Peppe Barra, liberamente ispirata all’opera teatrale sacra di Andrea Perrucci.

Testo di teatro gesuitico, scritto espressamente per contrastare la ‘diabolica’ Commedia dell’Arte, “La Cantata dei Pastori” è, tra versi arcadici e lazzi scurrili, tra lingua colta e dialetto, tra sentimento cattolico e rito pagano, una storia che racconta le traversie di Giuseppe e Maria per giungere al censimento di Betlemme e gli ostacoli che la santa coppia dovrà superare prima di trovare rifugio nella grotta della Natività.

Nel difficile viaggio vengono accompagnati da due figure popolari napoletane: Razzullo, scrivano assoldato per il censimento, e Sarchiapone, barbiere pazzo in fuga per omicidio. 

Lo spettacolo cambia ogni stagione, pur mantenendo la sua struttura drammaturgica che affonda le radici tra prosa classica e teatro popolare. In questa edizione le novità riguardano anche le musiche, del M° Carmelo Columbro, eseguite da un ensemble di undici orchestrali diretti dal M° Giorgio Mellone. 

Oltre 10.000 spettatori all’anno confermano l’altissima qualità della messa in scena e la potenza comunicativa di valori sacri come la famiglia e le tradizoni. Al riguardo, Peppe Barra racconta che durante i giorni delle festività natalizie si incantava a guardare il presepe di sera, al buio, quando spente tutte le luci della stanza si illuminava, e assaporando quel momento sognava. Una di quelle sere, la voce della madre, Concetta Barra: «Peppì… ma che staie facènno sulo sulo lloco ‘nnanze?». Peppe rispose che voleva sapere perché Benino, il pastorello dormiente, lo si metteva sempre in alto e sempre nello stesso posto del presepe. E la madre: «Pecché accussì è l’usanza. Adda stà llà e basta!… È stato sèmpe accussì!». 

Peppe Barra capì allora che nelle tradizioni non ci sono spiegazioni, bisogna solamente viverle, sognarle e lasciare che parlino con il muto linguaggio della poesia e dell’amore. Per questo motivo da oltre tre secoli non c’è Natale senza “Cantata dei Pastori” e da oltre quarant’anni non c’è “Cantata dei Pastori” senza Peppe Barra.

Peppe Barra (Razzullo) è protagonista, autore e regista dello spettacolo.

Con lui in scena Rosalia Porcaro (Sarchiapone).

Con Patrizio Trampetti (Cidonio/Diavolo Oste), Maria Letizia Gorga (Zingara/Gabriello), Francesco Iaia (Demonio), Enrico Vicinanza (Ruscellio), Francesco Viglietti (Armenzio), Chiara Di Girolamo (Maria Vergine), Andrea Carotenuto (Giuseppe), Ciro Di Matteo (Diavolo mangiafuoco) e Giuseppe De Rosa (Benino). 

Le musiche sono del M° Carmelo Columbro, la “Canzone di Razzullo” è del M° Roberto De Simone. 

L’orchestra è diretta dal M° Giorgio Mellone. 

Scene di Tonino di Ronza, costumi di Annalisa Giacci, coreografie di Erminia Sticchi.

Media partner Radio Antenna Uno

Prezzi 

Platea e palchi 1° livello € 38,00

Palchi 2° e 3° livello € 28,00

Informazioni sui biglietti sono disponibili sul sito del teatro Politeama di Napoli o chiamando il numero 0817645001. In alternativa telefonando al botteghino del Teatro Augusteo al 081414243.

Il Cyrano di Pazzaglia e Modugno ritorna in scena dopo 40 anni

Debutto nazionale: dal  6 al 15 dicembre al teatro Augusteo di Napoli

Dopo 40 anni, una delle pièce francesi più apprezzate al mondo, un’opera senza tempo, sempre attuale, il “Cyrano”, torna sotto forma di musical in teatro, e precisamente al Teatro Augusteo di Napoli.
Scritta da Riccardo Pazzaglia e musicata da Domenico Modugno, la commedia andò in scena per la prima volta nel 1978, al Teatro Tenda di Roma. Modugno era Cyrano, Catherine Spaak una vibrante Rossana e Paolo Malco un appassionato Cristiano. Questa storica edizione fu ripresa dalla Rai e poi, purtroppo, chiusa  “nel cassetto” poiché la sua messa in scena richiedeva mezzi imponenti e l’impiego di diverse figure artistiche  poliedriche e di spessore, dai tecnici agli artisti (attori, cantanti, ballerini e acrobati).

Cyrano de Bergerac, poeta/soldato dal naso importante, abile spadaccino e altrettanto bravo con le parole, capace di magnifiche dichiarazioni d’amore, è il protagonista del capolavoro scritto nel 1897 da Edmond Rostand, ispirandosi ad una figura realmente esistita: il drammaturgo/filosofo/soldato del XVII secolo Savinien de Cyrano de Bergerac.   Nessuno credeva sarebbe stato un successo ma  Rostand, che fino ad allora aveva scritto solo drammi  collezionando insuccessi, con Cyrano ottenne un trionfo inaspettato fin dalla prima rappresentazione.  Ad interpretare Cyrano, il personaggio – compendio di tutto quello che Rostand avrebbe voluto fosse, un attore particolarmente dotato e poliedrico: Gennaro Cannavacciuolo.

Grazie alla passione ed all’impegno di una compagine del Sud, ovvero l’associazione “Immaginando Produzioni”, capitanata dal produttore Rosario Imparato, che ha voluto recuperare  i modi e l’impegno di un vero Teatro che oramai purtroppo sta scomparendo. il musical sarà rappresentato nello storico teatro Augusteo dal 6 al 15 dicembre. Compagine composta dal regista Bruno Garofalo, costumista e scenografo della prima edizione, affiancato dal musicista Ermanno De Simone, dalla costumista Silvia Polidori, dal coreografo Orazio Caiti. Nel cast, assolutamente di grande spessore, spiccheranno nel ruolo di Rossana la bellissima Cosima Coppola, e in quello di Cristiano  il giovane attore  Gianluca di Gennaro. Con loro una folta schiera di comprimari di  grande livello,  e poi, ballerini, acrobati e spadaccini.

CYRANO
DAL 6 AL 15 DICEMBRE PRESSO IL TEATRO AUGUSTEO DI NAPOLI
Musiche Originali di Domenico Modugno
Testo nella rielaborazione e riduzione di Riccardo Pazzaglia
Costumi di Silvia Polidori 
Coreografie di Orazio Caiti
Rielaborazioni musicali di Ermanno De Simone
Maestro d’armi Flaviomassimo Grumetti

Scene e regia di Bruno Garofalo
Organizzazione Mario Minopoli
Vocal coach Gabriella di Carlo

P.A.T. DISTRIBUZIONE

NOTE DI REGIA

di Bruno Garofalo

Non  è certo una novità che un classico del Teatro di prosa  ispiri una operazione così complessa, diversa ed esaltante come la trasposizione  in opera musicale,  e di questo abbiamo numerosi ed affascinanti esempi. Ma quando  a farlo, per chissà quale ispirata magìa,  ci hanno pensato un delicato, sensibile  scrittore  come Riccardo Pazzaglia, ed un impetuoso, visionario  artista  come Domenico  Modugno, allora si vive  l’emozione che solo un capolavoro teatrale  come il Cyrano può provocare!

Questa emozione l’ho provata da giovane scenografo e costumista, quando fui chiamato  a curarne la messa in scena, nell’ormai  lontano 1978,  per il famoso Teatro Tenda di piazza Manciuni, in Roma, un tempio del Teatro italiano e internazionale negli anni 70 / 80,  eretto e condotto da Carlo Molfese, impresario eclettico, geniale  e lungimirante.

Modugno  era Cyrano, Paolo Malko un appassionato Cristiano, Catrine Spak una vibrante  incarnazione della bellezza capace di profondere  nello spettacolo come nell’atmosfera che la circondava una tangibile, vibrante poesia!

Ora mi si presenta l’occasione di far rivivere tutto questo anche da regista,  forse perché sono rimasto tra gli ultimi testimoni  diretti, e mi piace credere, anche perché ho contribuito  con grande passione affinché quell’evento si realizzasse così come lo  ricordiamo ancora adesso. Ora  tutto questo lo affronto con la consapevolezza della mia esperienza di  teatrante, ma ancor di più, di uomo. Quella storia è una favola, una struggente favola dove l’amore non ha età, dove i  sentimenti si intrecciano tra realtà e fantasia, dove gli innamorati si riconoscono nell’amore ma dove anche uomini come me, di un’altra generazione, si riconoscono in quella sublimazione dei sentimenti per cui  anche celati dietro all’impossibile, ogni uomo o donna è consapevole del fatto che anche se vissuto soltanto nella propria mente, l’amore è un valore immenso, tanto da sacrificare e celare se stessi avendo come scopo la felicità del soggetto desiderato, in un sacrificio che può sembrare disumano, ma che dimostra che la felicità della persona amata è al di  sopra della propria. E questo il messaggio che, grazie al veicolo della messa in scena teatrale – fatta di musica, di scenografie, di danza,  costumi, di luci – si insinuerà nell’animo degli spettatori  come già accaduto mille volte:

l’ispirazione ad essere forse un po’ meno egoisti, meno materiali, meno superbi… Questo messaggio è un invito  all’amore – essenziale, profondo, autentico – tra persone, oltre ogni logica anagrafica  imposta dal nostro sentire comune. Una favola morale e romantica  come poche! Il sacrificio di se stessi per il bene degli altri. Sembra troppo e troppo presuntuoso, ma se soltanto una scintilla di questo racconto toccherà qualche anima, allora oltre la realizzazione  di uno “Spettacolo”, i nostri sforzi  saranno  compensati in maniera molto particolare e la Magìa del Teatro, da Shakespeare a Rostand, rivivrà ancora una volta sulle tavole di un palcoscenico.

La proposta produttiva scaturisce ancora una volta dalla passione e dall’impegno di una compagine del Sud, retta  da Rosario Imparato, al quale va la mia sincera gratitudine per gli sforzi quotidiani compiuti perché il vero Teatro non vada disperso nei rivoli del commercio più bieco, ed al quale voglio pubblicamente dare testimonianza della mia gratitudine e di tutti quelli che amano ancora il Teatro. Quello vero.

“Quando la vita ti viene a trovare”: il 5 dicembre al Teatro Nuovo a Napoli

Lucrezio e Seneca, a un secolo di distanza l’uno dall’altro, si sono occupati, con visioni profondamente opposte, di politica, di religione, della felicità, dell’amore e della morte. Enzo Vetrano e Stefano Randisi, da quarant’anni artefici di un teatro di ricerca e sperimentazione, portano in scena, giovedì 5 dicembre 2019 alle ore 21.00 al Teatro Nuovo di Napoli, queste due figure emblematiche in Quando la vita ti viene a trovare di Ivano Dionigi, firmandone anche la regia.

Presentato da Emilia Romagna Teatro Fondazione in collaborazione con Cooperativa Le tre corde-Compagnia Vetrano/Randisi e Ravenna Festival, l’allestimento si avvale delle musiche originali di Alessandro Cipriani, le scene e i costumi di Mela Dell’Erba, video e luci di Antonio Rinaldi.

Quando ci si affaccia all’antichità classica, ci si ritrova a fare i conti con la più bruciante attualità, e, in Quando la vita ti viene a trovare, si rivela ancor di più, attraverso un dialogo che vede contrapporsi le idee filosofiche di Lucrezio e Seneca, vissuti a un secolo di distanza l’uno dall’altro.

Da una parte il sostenitore dell’otium, del vivere appartati e di un’idea di religione frutto dell’ignoranza delle leggi della fisica e della natura quindi fonte di paure e affanni; dall’altra il sostenitore del negotium, pronto a coniugare la politica con la religio romana. Una contrapposizione che diviene simbolo della duplicità del nostro tempo: politica o antipolitica, credere o capire, otium o negotium appunto.

Stefano Randisi (Seneca) ed Enzo Vetrano (Lucrezio), entrambi di origine palermitana e uniti in uno straordinario e storico sodalizio artistico, danno vita a questo dialogo immaginario, incredibilmente concreto, sottolineando “la comprensibilità e la lucidità delle parole di questi filosofi”.

I dialoghi tra Lucrezio e Seneca sono trasparenti, c’è un confronto vivo tra le due personalità, che si rinfacciano scelte di vita e mettono a bilancio le loro esistenze. Anche dal titolo, il confronto è tra quello che si è pensato e la vita che si è vissuta, l’eterna difficoltà di sintesi tra l’idea e la prassi.

Quando la vita ti viene a trovare è un discorso appassionante, soprattutto perché i personaggi-filosofi parlano con le parole di duemila anni fa, ma i loro argomenti sono ancora vivi: l’esistenza, la natura, l’universo, la morte, il potere, la moralità, in un luogo scenico ideale che, inevitabilmente, riassume e fonde il passato e il futuro.

Bolivar, divertimento e trasgressione con “I morti fanno paura?” di Salieri

Venerdì 6 e sabato 7 dicembre la commedia vietata ai minori di 18 anni scritta e diretta dal maestro dell’hard: nel cast tre pornostar internazionali

Divertimento e trasgressione venerdì 6 e sabato 7 dicembre al teatro Bolivar di Napoli (via Bartolomeo Caracciolo, 30) con “I morti fanno paura?”, commedia in due atti scritta e diretta dal maestro dell’hard Mario Salieri (spettacolo alle ore 21, biglietto 25 euro, prevendite su www.go2.it). 

Una farsa macabra, vietata ai minori di 18 anni, ispirata all’atto unico scritto da Eduardo De Filippo nel 1926 dal titolo “Requie a l’anema soja…”. E non è la prima volta che Salieri si misura con il drammaturgo napoletano. Negli ultimi anni infatti ha realizzato due opere audiovisive rispettivamente intitolate “Il cilindro di Mario Salieri” e “I morti non fanno paura”, entrambe ispirate alle omonime commedie eduardiane.

Nel cast, oltre a consumati attori di teatro, quali Ciro Grano, Carlo Maratea e Alberto Pagliarulo, sono annoverati giovani talenti come Anika Russo, Fausto Bellone, Massimo Polito, Raffaele Calafiore e Bianca Maria Stella. Tra i protagonisti compare anche Franco Pinelli, che nella sua lunga carriera ha lavorato con Eduardo e Luca De Filippo, Pupella Maggio, Aldo Giuffrè e tanti altri mostri sacri del teatro italiano. Da segnalare anche la partecipazione di Rossella Visconti, Valeria Borghese e Monique Covet, tre pornostar di fama internazionale.

La vicenda è ambientata a fine anni 60 nel quartiere di Montecalvario dove una coppia di sposi per arrotondare le esigue entrate economiche è costretta ad affittare uno spazio del proprio appartamento ad un commesso viaggiatore, un uomo che nella vita ha subito molte disgrazie e che è ossessionato dalla paura dei morti. Da questa premessa si sviluppa una storia divertente e al tempo stesso tragica, incentrata sulle superstizioni tipiche del popolo partenopeo. Ma in questa commedia nulla è come sembra e lo spettatore si troverà direttamente coinvolto in situazioni inattese, spesso dal sapore trasgressivo. 

L’obiettivo di Salieri è certamente quello di creare una crepa nella linea di demarcazione che storicamente divide il mondo del porno da quello dei puristi della settima arte. E lo ha fatto dedicandosi alla realizzazione di film ispirati alla drammaturgia eduardiana, candidandosi alla direzione artistica del teatro Trianon Viviani di Napoli, recentemente assegnata a Marisa Laurito, e mettendo in scena la commedia che sarà rappresentata al Teatro Bolivar di Napoli il 6 e 7 dicembre.

“Patrizio VS Oliva”: da venerdì 29 novembre al Teatro Nuovo di Napoli

Un grande Patrizio Oliva torna a a Teatro e lo fa alla grande con un nuovo spettacolo in scena al Teatro Nuovo di Napoli da venerdì 29 novembre fino a domenica 1 dicembre.

Ormai il teatro si sta rivelando la sua grande e nuova passione. Già in scena nel 2013 con “Due ore all’alba”, Oliva si ripropone con questo spettacolo che rappresenta la sua vita.

Ananke, per gli antichi greci Dea pre-olimpica del Fato, della Necessità dell’agire umano, era definita da Omero la “necessità di combattere”.

Patrizio Oliva è stato uno dei più grandi pugili della boxe italiana. Scorrendo la sua vita appare evidente come sia stata una qualche Ananke a seguirlo da vicino e le sue fatiche sportive ci ricordano le gesta di un semidio.

La sua determinazione a prendere a pugni, più che gli avversari, le ferite della vita, hanno reso la sua parabola sportiva ineluttabile: titoli italiani, oro olimpico, titolo europeo, titolo mondiale. Ma nel ring aperto di un teatro, la sua storia ci racconta le peripezie, le crisi, gli ostacoli che ad ogni passo, sia tu un uomo o un semidio, ti fanno dubitare, anche solo per un attimo, che il tuo destino sia già scritto.

Tra i vapori di una sauna olimpica, dove nel tempo sospeso di una preoccupante seduta, si sudano i grammi di troppo per rientrare nel peso consentito, tra i fumi delle macerie di un terremoto familiare più esistenziale che fisico, tra le nuvole bianche su cui troppo presto è volato a riposare un amato fratello, ci convinciamo che Patrizio facendosi, da pugile-semidio, un semplice attore, sia il solo che può raccontare la sua storia.

O pugile, semidio e attore sono forse sinonimi?

Patrizio Oliva appartiene a quella categoria di persone tenaci e caparbie, e capace di trovare, fra mille difficoltà, le risorse che gli hanno permesso di eccellere sia nel ring sia fuori. La sua storia, che ha rappresentato, e ancora rappresenta, un sano esempio per i giovani, arriverà sul palcoscenico del Teatro Nuovo di Napoli, venerdì 29 novembre 2019 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 1 dicembre) con lo spettacolo Patrizio vs Oliva di Fabio Rocco Oliva, per la regia di Alfonso Postiglione.

Presentata da ArteTeca, Laprimamericana e Teatro Segreto, la pièce è la trasposizione teatrale del libro autobiografico Sparviero – La mia storia (Edizioni Sperling&Kupfer), che il campione napoletano ha scritto a quattro mani con il nipote Fabio Rocco Oliva.

Patrizio Oliva sperimenta, in scena, le vesti di attore, non spogliandosi in realtà mai dei panni a lui più congeniali, e la sua determinazione a prendere a pugni, più che gli avversari, le ferite della vita, hanno reso la sua parabola sportiva ineluttabile.

Al suo fianco Rossella Pugliese, nel ruolo di madre, tratteggia il ritratto di una donna calabrese abituata al sacrificio, ma fortemente piegata da un doloroso e incedibile fardello.

Il protagonista assimila il palco a un ring, metafora delle tante volte in cui la vita ha provato, talvolta riuscendoci, a prendere a pugni Patrizio, emblema dei tempi d’oro della boxe, quasi un “Dio” con le sue 155 vittorie su 160 incontri disputati.

È un uomo con i guantoni in perenne posizione di guardia e lo sguardo sempre fisso a sfidare ostacoli, crisi, disgregazione familiare e il dolore mai sopito per la prematura perdita del fratello Mario.

Patrizio vs Oliva è tutto questo, ma è soprattutto il racconto di come un bambino, nato in Via Stadera e segnato interiormente dalla perdita di figure maschili di riferimento, riesca con tenacia, sudore e sacrificio a tener fede alla promessa fatta di non intraprendere cattive strade e di lasciarsi  salvare dall’agonismo inteso come valore sano.

Nel ring aperto di un teatro, la sua storia racconta le peripezie, le crisi, gli ostacoli che ad ogni passo fanno dubitare, anche solo per un attimo, che il destino sia già scritto.

Il palcoscenico “rivela” l’interezza e la complessità di chi, round dopo round, ha vinto nella vita come nello sport: una splendente e naturale evoluzione del campione di ieri nell’uomo di oggi.

L’allestimento si avvale dello spazio scenico a cura di Daniele Stella, i costumi di Giuseppe Avallone, i disegni e le illustrazioni di Daniele Bigliardo, le musiche di Stefano Gargiulo.

“Fuoco amico”: scuola, cultura e associazionismo per una risposta comune alla devianza giovanile

Fuoco amico” è la risposta di più di cinquanta soggetti del mondo delle associazioni, della scuola e della cultura agli ultimi gravi atti di devastazione e intimidazione da parte di bande giovanili che hanno colpito la sede dell’Associazione giovanile cattolica nel quartiere Mercato.

Venerdì 29 novembre, alle 10, associazioni, scuole, sindacati e fondazioni con la Municipalità esprimeranno la loro solidarietà ad Asso.Gio.Ca. con un’assemblea pubblica, che si terrà presso il teatro Trianon Viviani, alle 10. Al centro dell’incontro la discussione sul monitoraggio del disagio giovanile e la necessità di risposte condivise agli episodi di devianza. Seguirà un corteo di solidarietà da piazza Vincenzo Calenda fino a piazza Mercato, dove, davanti alla porta bruciata di Asso.Gio.Ca., gli allievi delle scuole di Forcella e del Mercato bruceranno simbolicamente i loro pensieri negativi.

Presidio di legalità in un luogo dove la criminalità cerca di farsi strada, Asso.Gio.Ca. si occupa di minori a rischio. La sua sede, di proprietà comunale, è stata lambita da un incendio doloso appiccato ai locali adiacenti il 22 ottobre scorso; quindi ulteriormente danneggiata e derubata il 9 novembre da una sedicente “Baby camorra”. Il 14 novembre, ancòra, alcuni ragazzini, armati di pistole ad aria compressa e incappucciati, hanno seminato all’esterno il panico tra i passanti.

GIGI SAVOIA in “LO SCARFALIETTO” al TEATRO TOTO’

 Da giovedì 21 novembre a domenica 1 dicembre 2019

 di Eduardo Scarpetta

Regia, adattamento e scene di Gigi Savoia

con Renato De Rienzo

Musiche Alessandro Tumolillo

 

 

Riprende giovedì 21 novembre la stagione artistica del Teatro Totò con  l’attore e regista Gigi Savoia e la celebre commedia di Eduardo Scarpetta  “Lo Scarfalietto”. In scena nella storicizzata struttura di via Frediano Cavara a Foria diretta da Gaetano Liguori, il lavoro  scritto nel 1881 dal grande innovatore del teatro napoletano moderno porterà in palcoscenico l’essenza di colui che tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, con il suo Felice Sciosciammocca, prese di fatto il posto di Pulcinella. In cartellone fino a domenica 1 dicembre (feriali ore 21.00 -sabato doppio spettacolo ore 17.30-21.00 e domenica ore 18.00) “Lo Scarfalietto”, tratta da Scarpetta dall’opera “La Boule” dei librettisti e commediografi francesi Meilhac e Halévy,  è forse la commedia napoletana più esilarante di tutti i tempi. Una commedia senza pause, dove giochi di parole e personaggi assurdi velocemente divengono i plausibili frequentatori di una coppia in perenne crisi matrimoniale. La rottura di uno scaldaletto è l’ennesimo motivo di scontro tra i due coniugi protagonisti della vicenda ed il banale incidente li spinge  addirittura a chiedere la separazione in tribunale con avvocati che balbettano, innamorati impacciati e testimoni improbabili.

 

Gli incroci tra i personaggi e la loro dinamicità liberano gli attori da qualsiasi vincolo logico lasciandoli correre verso una farsesca e spassosa follia che coinvolge il pubblico in una travolgente comicità.

 

A interpretare i protagonisti della commedia sono oltre allo stesso Gigi Savoia, gli attori Alessandra D’Ambrosio, Renato De Rienzo, Giovanni Allocca, Ivana D’Alisa, Marco Lanzuise, Carmine Iannone, Anna D’Auria, Salvatore Felaco, Gianni Sanseverino, Giusi Ferro, Diego Consiglio, Peppe Miccio. Una compagine di artisti del palcoscenico formata da tanti interpreti di riconosciuta esperienza teatrale per l’occasione in scena insieme ai giovani attori della Compagnia Stabile di Tradizione: giovani e tradizione, punti di forza del progetto teatrale di Gigi Savoia e Renato De Rienzo.

 

“Proprio nei giovani – spiega Savoia – ho riscontrato un’enorme voglia di cimentarsi nel teatro di prosa della nostra tradizione. Non va disattesa questa loro necessità. Loro sentono geneticamente l’appartenenza a questo teatro e vorrebbero essere protagonisti partecipi sulle tavole del palcoscenico.” Le musiche sono di Alessandro Tumolillo, le scene di Gigi Savoia, i costumi di Annalisa Ciaramella e il disegno luci di Andrea Savoia.

 

 

PAOLO CAIAZZO  – MARIA BOLIGNANO  – CIRO CERUTI in  “Fatti Unici”

PAOLO CAIAZZO  – MARIA BOLIGNANO  – CIRO CERUTI in  “Fatti Unici”

Nuovi episodi 2019/2020 di Ceruti – Caiazzo – Mormone 

regia di Lello Arena 

Prodotto da Tunnel Produzioni 

Dal 21 Novembre 2019

Dopo la fortunata avventura dello scorso anno, FATTI UNICI ritornerà nel cartellone del teatro Cilea con un nuovo episodio dal titolo “Trovatello” e anche quest’anno sarà uno spettacolo di innovazione artistica al servizio della comicità, figlio della fortunata serie televisiva andata in onda su RAI 2 sia nel 2016 che nel 2019, raccogliendo consensi sia di pubblico che di critica. Il maestro Lello Arena ispirato da un’idea vincente del produttore Nando Mormone, dirige un cast di attori ben assortito capitanato da Paolo Caiazzo, Maria Bolignano e Ciro Ceruti.
La trama è ricca e variegata, il punto di forza del racconto è indicato nella sua semplicità, che si traduce in storie dal sapore quotidiano e in tempi teatrali ritmati. Lo spettacolo si avvale anche della tecnologia per avere la possibilità, durante il racconto, di cambiare più location. La prima location è ambientata in un commissariato dove Maria Bolignano, il commissario Marisa, cerca di dirigere un disorganizzato ufficio di polizia e, contemporaneamente, gestire le vicissitudini familiari con il fidanzato-collega Paolo Caiazzo e il fratello truffatore, con obbligo di firma, Ciro Ceruti. La seconda location è la casa dei tre protagonisti arricchita dalle stravaganze di Floriana, sorella di Ciro e Marisa, con chiari problemi mentali.  

Cast: Paolo Caiazzo, Ciro Ceruti , Maria Bolignano, Camilla Bruno, Floriana De Martino, Mario De Prisco, Paco De Rosa, Adriana Di Vaio, Luisa Esposito, Francesco Mastandrea, Esmeraldo Napodano, Ciro Pauciullo, Angelo Pepe, Piera Russo

Scene: Roberto Crea
Costumi: Rita Boccarossa
Video scenografie: Mariano Soria
Musiche : Frank Carpentieri
Make up: Ciro Florio

Spettacoli: giovedì – venerdì – sabato ore 21 domenica ore 18

“Totòtruffa” in teatro: il Trianon Viviani omaggia Mario Scarpetta

Tutto per truffa, truffe per tutti, l’inedita trasposizione teatrale di Mario Scarpetta del celebre film Totòtruffa ’62, sarà portata in scena grazie al sostegno del Trianon Viviani.

Il teatro pubblico di Forcella lo annuncia nel giorno del quindicesimo anniversario della scomparsa del grande attore e commediografo partenopeo, per ricordarne la memoria ma soprattutto per rendere omaggio alla grande famiglia teatrale Scarpetta. Mario era nipote di Vincenzo Scarpetta, che inaugurò il Trianon nel 1911 debuttando nel ruolo di don Felice Scosciamocca nella classica commedia paterna Miseria e Nobiltà.

Con il sostegno del Trianon Viviani sarà, quindi, finalmente allestita la commedia scritta da Mario Scarpetta per tributare un nuovo sincero omaggio al Principe della risata, un modo per “ricambiare” Totò del suo interesse per il teatro del bisnonno Eduardo, tradotto, negli anni ’50, nelle fortunate trasposizioni cinematografiche de Un turco napoletanoMiseria e Nobiltà e Il medico dei pazzi. Con Tutto per truffa, truffe per tutti, scritta nel 2003, Mario intendeva rinnovare il successo di un’altra sua riduzione teatrale di un film di Totò, La Banda degli onesti, portata in scena dal 1998 al 2004, anno della sua scomparsa.

“Questa sera si recita a soggetto” di Luigi Pirandello

“Questa sera si recita a soggetto”

di Luigi Pirandello

 

adattamento e regia Vincenzo Borrelli

con

Rosaria De Cicco  

Vincenzo Borrelli

Marco Lanzuise

e con

Cristina Ammendola

Marina Billwiller

Antonio Tatarella

Marco Gremito

Chiara Casamassima, Federica Navatti, Francesco Gallucci, Francesco Gambini, Maria Tafone, Chiara Ferrara, Stefano Moracas, Cristina Di Fiore

Musiche: Marco Autiero Scene e costumi: C.T.S.

Audio – luci: Chiara Rita Aprea

Pantomime: Cristina Ammendola

Il Centro Teatro Spazio apre la stagione teatrale 2019/2020 con un riadattamento di Vincenzo Borrelli dell’opera di Luigi Pirandello “Questa sera si recita a soggetto”. Lo spettacolo andrà in scena nei weekend dall’1 al 17 Novembre presso il Centro Teatro Spazio di San Giorgio a Cremano in Via San Giorgio Vecchio, 23/31 (NA). 

Dove finisce la mano dell’autore? Quanto vale l’attore? Qual è la loro rispettiva importanza?

È una lotta che dura da quando ha avuto inizia la storia del teatro. Ma come dice l’autore stesso:

… “ciò che a teatro si giudica non è mai l’opera dello scrittore (unica nel suo testo), ma questa o quella creazione scenica che se n’è fatta, l’una diversa dall’altra; tante, mentre quella è una? Per giudicare il testo bisognerebbe conoscerlo; e a teatro non si può, attraverso un’interpretazione che, fatta da certi attori, sarà una e, fatta da certi altri, sarà per forza un’altra. L’unica sarebbe se l’opera potesse rappresentarsi da sé, non più con gli attori, ma coi suoi stessi personaggi che, per prodigio, assumessero corpo e voce. In tal caso sì, direttamente potrebbe essere giudicata a teatro.”

Dobbiamo, dunque, rimanere con questo eterno dubbio senza nemmeno proporre una scena, un’opera, una rappresentazione?

No, andiamo in scena con la nostra idea di teatro, ponendo risposte fatte di parole che “bisogna che nascano”, sulle tavole di un palcoscenico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via San Giorgio Vecchio – 23/31, San Giorgio a Cremano (NA)

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