Archivio Categoria: Teatro

Marisa Laurito e gli auguri di Pasqua al pubblico del Teatro Trianon

La resurrezione è al centro del videomessaggio con il quale Marisa Laurito fa gli auguri di Pasqua al pubblico del Trianon Viviani di Napoli e ai fans, nonché agli ammiratori e gli studiosi della canzone napoletana.
Nel video la parola, che sintetizza il mistero fondante della Cristianità, è anche la metafora laica di una nuova vita della comunità, nonché dello stesso teatro che, con la nuova direzione della popolare artista, intende diventare il punto di riferimento della canzone napoletana. «Voglio farvi tantissimi auguri di una bellissima Pasqua – esordisce la popolare artista che ha assunto dal 1° gennaio scorso la direzione artistica del teatro pubblico di Forcella – e anche se stiamo in casa (mi raccomando!) dobbiamo festeggiare, perché mai come in questo momento la parola “resurrezione” è importantissima: perché questo problema finirà presto, riprenderemo a sorridere, a lavorare e risorgeremo brillantemente».
«Noi naturalmente stiamo chiusi adesso – prosegue Laurito nel video postato sul profilo Facebook del Trianon Viviani, alludendo alle misure governative e regionali di contrasto della pandemia di covid-19 –, ma stiamo lavorando per darvi una prossima stagione bellissima, all’insegna della canzone napoletana doc, la più bella, la più vera, con concerti e spettacoli che vedranno impegnati grandissimi protagonisti».
«Già lo so, vi aspetto tutti al teatro Trianon Viviani – conclude Laurito nel suo messaggio – : a prestissimo e per ora tanti auguri!».

http://facebook.com/teatrotrianon/posts/10158193856562962

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“We Will Rock You”: date del tour spostate dal 5 al 10 maggio 2020

La produzione di “We Will Rock You” comunica che, a seguito del DPCM del 4 marzo recante misure di contenimento e gestione dell’emergenza sanitaria da COVID-19, le repliche dello spettacolo teatrale musicale a Milano, inizialmente previste dal 17 al 22 marzo al Teatro degli Arcimboldi, verranno recuperate dal 5 al 10 maggio 2020. La location resta invariata. I biglietti per le nuove date saranno presto disponibili in prevendita presso i circuiti Ticketone, Ticketmaster e Vivaticket e presso la biglietteria del teatro. Su tutti i circuiti sarà attiva la modalità “stampa a casa”, che consentirà ai singoli utenti di recarsi direttamente agli ingressi saltando la coda in cassa. Per il circuito Ticketone sarà inoltre attivo il ritiro sul luogo dell’evento.

Le repliche rimangono identiche, pertanto i biglietti precedentemente acquistati sono validi nello stesso giorno, orario e posizionamento scelto, secondo la seguente tabella. Non sono previsti cambi o rimborso.

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Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito del Teatro degli Arcimboldi (teatroarcimboldi.it).

“WE WILL ROCK YOU” a MILANO

TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI, Viale dell’Innovazione 20

Da martedì 5 a domenica 10 maggio

Martedì, mercoledì, giovedì ore 20.45

Sabato ore 16.00 e ore 21.00

Domenica ore 16.00 e ore 21.00

Biglietti presto disponibili online presso i circuiti Ticketone, Ticketmaster e Vivaticket e presso la biglietteria del teatro.

Prezzi biglietti

Platea Gold: biglietto intero a partire da 55 €

Platea Bassa: biglietto intero a partire da 45 €

Platea Alta: biglietto intero a partire da 35 €

Prima Galleria: biglietto intero a partire da 30 €

Per informazioni:

Biglietteria (aperta dal lunedì al venerdì ore 14 – 18). Telefono: + (39) 02.64.11.42.212

In occasione di concerti e spettacoli la biglietteria è aperta a partire da un’ora prima dell’orario d’inizio recita in cartellone.

Info gruppi e prenotazioni: info@grattacielo.netprenotazioni@grattacielo.net.

Coronavirus: teatro Trianon sospende gli spettacoli fino al 3 aprile

Il Trianon Viviani sospende gli spettacoli fino a venerdì 3 aprile prossimo.

Il teatro pubblico di Forcella ottempera così al decreto della presidenza del Consiglio dei ministri (dpcm) del 3 marzo 2020, che ha stabilito le «misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus covid-19 (coronavirus)».

Secondo il Trianon Viviani la condizione dettata dal dpcm – il rispetto della distanza di sicurezza tra le persone di almeno un metro – non è applicabile per la specifica condizione dei luoghi di spettacolo e per la particolarità del lavoro artistico.

La direzione del teatro invita pertanto gli abbonati e i possessori dei biglietti dei prossimi spettacoli programmati a rivolgersi al botteghino per comunicazioni.

Il botteghino è aperto tutti i giorni: dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi, dalle 10 alle 13:30.

Per informazioni: telefono 081 2258285, sito web all’indirizzo www.teatrotrianon.org.

Carlo Buccirosso al teatro Augusteo di Napoli con lo spettacolo “La rottamazione di un italiano perbene”

Carlo Buccirosso al teatro Augusteo di Napoli con lo spettacolo “La rottamazione di un italiano perbene”, tratto da “Il miracolo di Don Ciccillo”, in scena da venerdì 6 marzo a domenica 15.

Lo spettacolo, scritto, diretto e interpretato da Carlo Buccirosso, nel ruolo di un ‘contribuente’, vedrà in scena, in ordine di apparizione, Donatella De Felice (la moglie), Elvira Zingone (la figlia), Giordano Bassetti (il figlio), Fiorella Zullo (la cognata), Peppe Miale (il cognato), Gino Monteleone (il sacerdote), Matteo Tugnoli (il filippino), Davide Marotta (il postino) e Tilde De Spirito (la suocera).

Alberto Pisapìa, ristoratore di professione, gestisce un ristorante di periferia sull’orlo del fallimento. Sposato con Valeria Vitiello, donna sanguigna dal carattere combattivo, è padre di Viola e Matteo: la prima anarchica e irascibile, l’altro riflessivo e pacato.

Alberto vive da quasi quattro anni una situazione di grande disagio psichico, un vero e proprio esaurimento nervoso, a causa della crisi economica del Paese e in seguito a una serie di investimenti avventati, consigliati dal fratello Ernesto, suo avvocato e socio in affari. Alberto si ritrova a combattere una battaglia contro gli attacchi spietati di Equitalia, che con inesorabile precisione lo colpisce con cartelle esattoriali di tutti i tipi. A peggiorare la situazione anche la malvagità di sua suocera Clementina, spietato e integerrimo funzionario dell’Agenzia delle Entrate.

Alberto, ormai indeciso se farla finita con la propria vita o con quella della suocera, sarà aiutato solo dall’amore della moglie e dei figli, che si prodigheranno per salvare la vita di un onesto contribuente di ‘iniquitalia’.

Le scene sono di Gilda Cerullo e Renato Lori, i costumi di Zaira de Vincentiis, le musiche di Paolo Petrella, il disegno luci di Francesco Adinolfi. Produzione esecutiva A.G. Spettacoli, produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro.

Giorni e orari spettacoli: venerdì 6 marzo ore 21:00; sabato 7 marzo ore 21:00; domenica 8 marzo ore 18:00; martedì 10 marzo ore 21:00; mercoledì 11 marzo ore 18:00; giovedì 12 marzo ore 21:00; venerdì 13 marzo ore 21:00; sabato 14 marzo ore 21:00; domenica 15 marzo ore 18:00.

Prezzi: platea € 35,00 – galleria € 25,00

Informazioni sono disponibili al sito del teatro Augusteo o telefonando al botteghino: 081414243 – 405660, dal lunedì al sabato tra le ore 10:30 e le ore 19:30. La domenica dalle ore 10:30 alle ore 13:30.

“Kohlass” e “Una notte sbagliata” in scena al Teatro Nuovo di Napoli

La voce diviene racconto ed evoca visioni, l’elemento visivo fa da contrappeso a quello verbale, in perfetto equilibrio. Questo è il cuore dell’arte del buon narratore e il luogo dove si giocano l’abilità e la pratica, ormai, trentennale di Marco Baliani, che torna sul palcoscenico del Teatro Nuovo di Napoli con due spettacoli in successione: Kohlass, in scena giovedì 27 febbraio, e Una notte sbagliata, in scena da venerdì 28 febbraio a domenica 1 marzo.

Gli spettacoli di Marco Baliani sono soliti tracciare storie che hanno al centro il bisogno insaziabile, nell’uomo, di “un posto nel mondo dove sentirsi nel giusto, nel diritto”, proprio secondo le parole di Michele Kohlhaas. La forza interiore di sfidare il destino, la paura e la vita, diventano elementi fondamentali delle scelte personali e del percorso di ognuno.

Kohlhaas, presentato da Trickster Teatro,è lo spettacolo che ha inaugurato un nuovo modo di fare teatro in Italia, e che ha dato il via alla grande stagione del teatro di narrazione. Uno spettacolo che, però, riprende una tradizione antica, quella del racconto orale. La storia di Kohlhaas è un fatto di cronaca realmente accaduto nella Germania del 1500, scritto da Heinrich von Kleist in pagine memorabili.

E’ la vicenda di un sopruso che, non risolto attraverso le vie del diritto, genera una spirale di violenze sempre più incontrollabili, sempre in nome di un ideale di giustizia naturale e terrena, fino a che il conflitto generatore dell’intera vicenda non si risolve tragicamente, lasciando intorno alla figura del protagonista un’ambigua aura di possibile eroe del suo tempo.

In Una notte sbagliata, presentata da Marche Teatro, Baliani porta in scena il corpo di un essere umano fragile, e in quella notte, definita sbagliata, diventa un capro espiatorio su cui accanirsi. Entrare e uscire dalle teste e dai corpi dei protagonisti notturni della vicenda, compreso un cane, diviene una gincana d’attore, tra continui cambi percettivi e linguistici, circondato da una rete di rimandi sonori e visivi.

Dopo il precedente spettacolo Trincea, ecco un’altra tappa di quello che Baliani ama definire teatro di post-narrazione. Una narrazione dove il linguaggio orale del racconto non riesce più a dispiegarsi in modo lineare, ma si frantuma, produce loop verbali in cui il Tempo oscilla, attraverso flussi di parole che prendono strade divaricanti e cercano di circoscrivere l’accadimento di quella “notte sbagliata”.

Non è la cronaca di uno dei tanti episodi di accanimento contro la diversità, di cui sempre più spesso siamo testimoni. Quella manciata di minuti, che tanto durerebbe nel Reale il puro accadere dell’evento, si amplifica e diviene big bang di quell’universo di periferia, si espande nelle teste dei partecipanti all’evento, compreso il cane, risucchiando come un buco nero anche chi è vicino ai cuori e alle coscienze di chi sta agendo.

L’Oro di Napoli arriva al Teatro Trianon Viviani

L’Oro di Napoli arriva in teatro, al Trianon Viviani, da giovedì 27 febbraio. La “prima” alle 21.

La raccolta di racconti di Giuseppe Marotta, divenuta popolare con il film omonimo di Vittorio De Sica del 1954, è ora una commedia con musica in due atti, riscritta per il palcoscenico da Manlio Santanelli con la regia di Nello Mascia.

Santanelli ha ripreso liberamente alcune storie del libro di Marotta del 1947, in precedenza pubblicate sul Corriere della Sera, con i continui inserti musicali, suonati e cantati, che fanno dello spettacolo una sorta di musical.

«Nel trasferire l’opera di Giuseppe Marotta dalla pagina alla scena mi sono trovato di fronte due problemi – spiega l’autore–: rendere unitaria l’azione, che nel libro è segmentata in più racconti, e a un tempo prendere le dovute distanze dal film che ormai appartiene all’immaginario collettivo», senza «deludere il pubblico che ha il diritto di trovarsi di fronte a quel Marotta che ha conosciuto attraverso il noto film».

«Ne è sortito uno spettacolo corale – prosegue Santanelli – in quanto la contestualità degli episodî vede spesso tutti i protagonisti in scena; e, come del resto accade a Napoli, le vicende individuali vengono vissute dall’intera collettività come proprie: non c’è disavventura personale che non diventi all’istante di tutti».

Per il regista Nello Mascia «c’è tanto oro in questo spettacolo: non solo quello dei racconti di Marotta, che descrivono con assoluta precisione l’autentico spirito dei napoletani e il loro legame indissolubile con la loro città, ma anche quello del lavoro di Manlio Santanelli, che ha voluto assecondare l’amore e l’ammirazione sia per l’opera scritta da Giuseppe Marotta, sia per le immagini scolpite nella memoria collettiva di quel film indimenticabile; assicurando pure la sua presenza costante in tutte le prove, montando e smontando il suo adattamento secondo le esigenze che via via si presentavano, con umiltà e infantile passione».

Del film lo spettatore troverà quattro dei sei episodî: “Il guappo”, “Pizze a credito”, “I giocatori” e “Il professore”, la storia di don Ersilio Miccio, interpretato dallo stesso regista Nello Mascia, che «vende saggezza» e consiglia lo sberleffo del pernacchio per punire il nobile spocchioso del quartiere.

In scena, con Nello Mascia, Rossella Amato (donna Sofia la Pizzaiola), Roberto Azzurro (il Marchese), Cloris Brosca (Concetta e la Marchesa di Mola), Ciro Capano (don Carmine il GuappoGiancarlo Cosentino (Criscuolo il Vedovo), Rosaria De Cicco (Rosaria), Gianni Ferreri (don Vito il pizzaiolo, marito di donna Sofia), Roberto Mascia (Postino e secondo Signore), Massimo Masiello (CameriereMarchesinoCantante e Capo dei fujenti), Giovanni Mauriello (don Saverio il Pazzariello), Matteo Mauriello (PreteCliente agitato e primo Signore), il musicista Ciccio Merolla, che ha anche curato la colonna sonora dello spettacolo, e Rosario Minervini (Cafiero).

Con Merolla eseguono le musiche dello spettacolo Mariano Bellopede e Davide Afzal.

La produzione è di Nonsoloeventi – teatro Palapartenope con Attori indipendenti. I costumi di Annalisa CiaramellaNicola Miletti è l’aiuto regia.

L’Oro di Napoli sarà replicato tutti i giorni, da giovedì 27 febbraio a domenica 1° marzo. Le rappresentazioni sono tutte alle 21, tranne quelle domenicali, programmate alle 18.

Lo spettacolo è il decimo del cartellone predisposto dal direttore artistico uscente Nino D’Angelo. Chiuderà la stagione un’edizione particolare del fortunato spettacolo musicale “Carosone, l’Americano di Napoli”, in occasione del centenario della nascita del grande cantante, compositore e pianista partenopeo: scritto da Federico Vacalebre, biografo del musicista, vede protagonista in scena Andrea Sannino, affiancato da Giovanni Imparato e Claudia Letizia, con gli arrangiamenti di Lorenzo Hengeller e la regia di Nello Mascia.

Il botteghino del teatro è aperto tutti i giorni: dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 13:30.

Informazioni: telefono 081 2258285, sito web all’indirizzo www.teatrotrianon.org.

“Tartassati dalle tasse”: Biagio Izzo al Teatro Augusteo di Napoli dal 21 febbraio

Al Teatro Augusteo di Napoli, da venerdì 21 febbraio a domenica 1 marzo 2020, Biagio Izzo sarà protagonista in scena con lo spettacolo “Tartassati dalle tasse”, una commedia scritta e diretta da Eduardo Tartaglia, con Mario Porfito, Stefania De Francesco, Arduino Speranza, Roberto Giordano e Adele Vitale. 

“Io le tasse le pagherei volentieri, se le cose funzionassero veramente!” Quante volte abbiamo ascoltato simili confidenze? Quante volte lo abbiamo pensato? Il problema è che se poi davvero ragionassimo tutti quanti sempre così, come potrebbero veramente funzionare le cose?

Sarà costretto a domandarselo anche Innocenzo Tarallo, 54 anni ben portati, imprenditore napoletano nel settore della ristorazione, il classico “self made man” che da nipote e figlio di baccalaiuolo si ritrova proprietario orgoglioso di un ristorante internazionale di sushi all’ultima moda, e che dopo tanti sacrifici avrebbe voluto godersi un po’ la vita, magari anche grazie a qualche piccola ‘furbizia’ di contribuente. Tarallo si ritroverà invece in balia di mille peripezie e problemi, costretto a risolvere un quesito che angustia la maggioranza degli italiani: come è possibile che due parole, che da sole evocano così tanta bellezza: “Equità” e “Italia”, unite si contraggono dolorosamente come chi è in preda alla più dolorosa delle coliche addominali?          

Una produzione esecutiva di Giacomo Monda, con le scene di Luigi Ferrigno, i costumi di Marianna Carbone, le musiche di Antonio Caruso e il disegno luci a cura di Francesco Adinolfi.  

Giorni e orari spettacoli: venerdì 21 febbraio ore 21:00; sabato 22 febbraio ore 21:00; domenica 23 febbraio ore 18:00; martedì 25 febbraio ore 21:00; mercoledì 26 febbraio ore 18:00; giovedì 27 febbraio ore 21:00; venerdì 28 febbraio ore 21:00; sabato 29 febbraio ore 21:00; domenica 1 marzo ore 18:00.

Prezzi: platea € 35,00 – galleria € 25,00

Informazioni sono disponibili al sito del teatro Augusteo o telefonando al botteghino: 081414243 – 405660, dal lunedì al sabato tra le ore 10:30 e le 19:30. La domenica dalle ore 10:30 alle 13:30.

Giovedì 20 febbraio 2020, Teatro Elicantropo di Napoli Scannasurice di Enzo Moscato

Ampiamente applaudito da pubblico e critica nei teatri delle più importanti città italiane ed europee, vincitore di ben cinque premi, ritorna al Teatro Elicantropo di Napoli, giovedì 20 febbraio 2020 alle ore 21.00 (repliche dal giovedì alla domenica fino all’8 marzo), lo spettacolo Scannasurice di Enzo Moscato, che, dopo la tappa partenopea, sarà in scena al Teatro Vascello di Roma (10˃15 marzo) e al Teatro Ca’ Foscari di Venezia (17 marzo).

A circa quarant’anni dal debutto nel 1982, il regista Carlo Cerciello ha (ri)portato in scena la potente lungimiranza e la feroce attualità dello straordinario testo del drammaturgo partenopeo, in cui protagonista assoluta, “reclusa” nella scena creata da Roberto Crea, è Imma Villa, avvolta dal suono di Hubert Westkemper, il disegno luci di Cesare Accetta e le musiche originali di Paolo Coletta, con i costumi di Daniela Ciancio.

Presentato da ElleDiEffe e Teatro Elicantropo, Scannasurice è una sorta di discesa agli “inferi”, post terremoto, di un personaggio dall’identità androgina nell’ipogeo napoletano, dove abita, all’interno di una stamberga, tra gli elementi più arcani della napoletanità, in compagnia dei topi, metafora dei napoletani stessi e dei fantasmi delle leggende metropolitane partenopee, dalla Bella ‘mbriana al Munaciello, tra spazzatura e oggetti simbolo della sua condizione, alla ricerca di un’identità smarrita dentro le macerie della storia e della sua quotidianità terremotata.

“Ho scelto – così Carlo Cerciello in una nota – un testo in lingua napoletana di un autore antioleografico per eccellenza come Moscato, mettendo in scena il suo Scannasurice, scritto dopo il terremoto del 1980, nell’intento di allontanarmi dalla malsana oleografia di ritorno, che, nuovamente, appesta Napoli di retorica e luoghi comuni, in una città che ha smarrito la memoria stessa della sua vita culturale, seppellita dalla banalità e dal conformismo”.

Il personaggio fa la vita, “batte”. E’, originariamente, un “femminiello” dei Quartieri Spagnoli di Napoli, ma i femminielli di Enzo Moscato sono creature senza identità, quasi mitologiche. Oltre l’identità sessuale, sono quasi magiche.

Da qui nasce la scelta di farlo interpretare a un’attrice, naturalmente, oltre l’identità sessuale, rendendone evidenti l’ambiguità e l’eccesso. Una volta smontata la sua appariscente identità, indosserà la solitudine e la fatiscenza stessa del tugurio in cui vive. Sarà cieca Cassandra, angelo scacciato dal Paradiso, sarà maga, sarà icona grottesca e disperata, ma sempre poetica. Nel finale, infine, si ucciderà.

“Il terremoto etico, sociale, politico della seconda metà del 900 – aggiunge Cerciello – mi vede, oggi, sopravvissuto, confuso e smarrito, aggirarmi tra le macerie di ideologie, emozioni e sentimenti, proprio come, da napoletano, vissi il terremoto dell’80”.

“Strada Ketelos” il 15 febbraio al Teatro Nuovo di Napoli

Sarà il sound meticcio e trascinante di Strada Ketelos ad animare, sabato 15 febbraio 2020 alle ore 21.00, il palcoscenico del Teatro Nuovo di Napoli, per il secondo appuntamento de Il Nuovo Suona Giovane 2020, quarta edizione della rassegna musicale per le giovani generazioni, presentata dal Teatro Pubblico Campano, diretto da Alfredo Balsamo, con il coordinamento artistico di Victoriano Papa.

Il collettivo di musicisti partenopei e non si esibirà, per l’occasione, in una formazione di otto strumentisti composta da Dario De Luca (chitarra manouche), Marcello Smigliante Gentile (mandolino), Alfredo Pumilia (violino), Bruno Belardi (contrabbasso), Pasquale Benincasa (percussioni), Gabriele Cernagora (clarinetto), Biagio Daniele (armoniche e voce), Luca Grazioli (tromba).

Formato da giovani artisti diversi sia per provenienza geografica (Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Francia), sia per estrazione musicale (jazz, pop, folk, classica), il gruppo, ibrido e multiforme, ha una struttura flessibile per le diverse performance, e si muove all’interno di un lessico sonoro poliedrico.

Il repertorio dell’ensemble, sorto nel 2017 dall’incontro di personalità musicali unite dalla comune passione per le sette note e per il contatto diretto col pubblico, è caratterizzato da una continua ricerca, da una sperimentazione che attinge a più linguaggi, a diverse tradizioni e alle differenti esperienze dei performers.

Improvvisazione, estro, versatilità sono le carte vincenti della band, che trascorre dal jazz, al jazz manouche, al blues, swing, funky, gypsy, folk, bluegrass. Tecnica e interplay dei musicisti coprono un’ampia gamma sonora grazie alla presenza di una sezione di fiati, strumenti a corde, sino all’armonica a bocca, alla voce e alle percussioni

Il percorso artistico di Strada Ketelos ebbe inizio nell’ambito del fertile humus musicale partenopeo, suonando, prim’ancora che in vari eventi, nelle vie del centro storico, e quindi scegliendo la strada quale ‘palestra’ a cielo aperto.

Ormai, però, arrangiamenti e scaletta vanno sempre più delineandosi in maniera chiara, pur senza mai tralasciare un’indefessa ricognizione tra vari spunti, suggestioni e nel personale bagaglio di ognuno dei protagonisti, che ha condotto sino alla registrazione di un primo cd demo.

Ritmo, vivacità, brio e soprattutto la capacità di coinvolgere gli spettatori restano punti di forza di ogni concerto di Strada Ketelos e della sua sintassi sonora viscerale, autentica e rigorosamente ‘on the road’.

“Mater Dei” al Teatro Elicantropo di Napoli il 6 febbraio

Sarà il Teatro Elicantropo di Napoli a ospitare, giovedì 6 febbraio 2020 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 9), Mater Dei di Massimo Sgorbani, ultima creazione scenica firmata Piccola Compagnia della Magnolia in una particolare versione concerto per voce e suono, che si avvale della performance vocale creata al microfono da Giorgia Cerruti, in scena con Davide Giglio, accompagnati dal sound designer e fonico Luca Martone e la composizione sonora originale di Guglielmo Diana.

Mater Dei è un testo scritto ormai qualche anno fa come proposta per un festival teatrale sul mito. Quel festival fu, poi, annullato e il testo è rimasto inedito, mai rappresentato.

Libera variante sul tema del mito, Mater Dei ha come protagonisti una madre e un figlio, collocati in un tempo immaginario e in un luogo altrettanto immaginario.

La fusione tra la drammaturgia di Massimo Sgorbani e l’identità artistica di Piccola Compagnia della Magnolia si avvera nel segno di alcuni comuni denominatori, quali la rielaborazione del mito, il tema della mortalità dell’amore e della passione iperbolica, propria dei legami di sangue, e soprattutto il lavoro di impasto tra tradizione e ricerca nel segno del contemporaneo.

Mater Dei – così l’autore in una nota – è nato quando, qualche anno fa, Roberta Torre mi chiese di scrivere un testo basato su una sua idea: quella di una donna madre di dodici dei. A quei dodici ne ho aggiunto un tredicesimo, ed è intorno a quest’ultimo e, per l’appunto, a sua madre che si sviluppa la storia che va in scena”.

Chi parla è la madre, vittima molti anni prima della violenza di un dio che, attratto dalla sua bellezza, è sceso sulla terra sotto sembianze animalesche e l’ha posseduta con la forza.

Una sorta di rivisitazione del mito di Giove ed Europa dove la donna, invece che essere rapita, è stuprata e ingravidata dal dio autoritario e passionale.

La gravidanza, iperbolica e paradossale, genera ben tredici figli, tutti dotati dei paterni attributi divini, tranne l’ultimo. L’ultimo è un dio mancato, debole, troppo umano, cui la madre ha dedicato la sua vita per nasconderlo e proteggerlo.

Ora però qualcuno sta arrivando a prenderlo qualcuno intenzionato a “correggere l’errore”, e nel tempo di quest’attesa si svolge l’azione drammatica.

Mater Dei – secondo Giorgia Cerruti – è un’opera rara, oggi, nel panorama della drammaturgia contemporanea. Massimo ha il dono poetico, tratta la superficie delle parole come un’alchimista, che fa brillare la natura profonda dei metalli. La parola non è svilita a segno, ma ci regala l’ebbrezza dell’incomprensione”.