Archivio Categoria: salute

Covid-19: la situazione migliora in Italia

Sono 26.323 i tamponi positivi in 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Le vittime sono 686.

I tamponi per il coronavirus eseguiti in Italia in 24 ore sono 225.940, secondo i dati del ministero della Sanità.

Il tasso di positività è quasi dell’11,7%, in calo dell’1,1% circa rispetto a venerdì. La situazione, quindi, migliora nel nostro paese.

Fonte Ansa

ALMANACCO DEL PAZIENTE PARKINSONIANO

Attualmente la cura della Malattia di Parkinson si avvale di trattamenti sintomatici, cioè di farmaci che se da una parte permettono di combattere alquanto efficacemente contro i gravi sintomi della malattia, dall’altra risultano ininfluenti sulle sue cause e sulla sua evoluzione.

A ciò consegue inevitabilmente che la malattia prosegue nella sua evoluzione in un lasso di tempo variabile e con differenze da una persona all’altra.

Di fondamentale importanza, pertanto, risulta l’intera gestione della malattia. La persona colpita deve abituarsi a convivere con una malattia che dura tutta la vita. Cura e Gestione richiedono rispettivamente un neurologo ed un geriatra competenti, ma anche l’impegno del paziente e del suo entourage, perché una malattia cronica non è solo quella di un individuo ma anche della propria famiglia.

Da ciò nasce l’idea di questo almanacco, scritto dal dott. Gennaro Barbato, allo scopo di soddisfare le due seguenti importanti richieste: di informazione e di ottenere da paziente e caregiver una maggiore collaborazione.

Senza alcun dubbio questo manuale può rappresentare una fonte di informazioni pratiche anche per il Medico di Famiglia che interagisce e collabora prima di tutti proprio con lo Specialista del Territorio. Così, attraverso l’informazione ed il dialogo si può sperare che le strategie a lungo termine possono risultare efficaci per migliorare la vita di tutti i giorni del paziente parkinsonismo e dei suoi familiari.

A.I.L.E. onlus per la ricerca scientifica

L’Associazione Italiana Linfoistiocitosi Emofagocitica – Mario Ricciardi’s Brothers – Progetto HLH è nata nel 2015 grazie all’iniziativa della famiglia e degli amici di Mario Ricciardi, un ragazzo a cui improvvisamente a fine maggio 2012 si manifestò la Linfoistiocitosi Emofagocitica e perse la sua battaglia il 31 ottobre di quello stesso anno a causa di questa malattia a soli 14 anni.
Ugo, il papà di Mario, dalla perdita del figlio, ha deciso di combattere contro questa terribile malattia, proponendosi di creare un’associazione che potesse promuovere la ricerca medico-scientifica e nel tempo divenire punto di riferimento nazionale per tutti coloro che cercassero informazioni su questa patologia, sulle cure, sui centri specializzati. In questi anni ha trovato il supporto di altre famiglie, che sfortunatamente hanno conosciuto la Linfoistiocitosi Emofagocitica, e di medici esperti del settore. Attraverso l’AILE racconta la storia di suo figlio affinché questa tragica esperienza possa servire per effettuare diagnosi più precoci, insieme a tutti i sostenitori lotta affinché a chi sopravviva a questa malattia sia garantito il diritto ad una vita migliore.

La maggior parte dei medici e dei pediatri non ha ancora una conoscenza approfondita della Linfoistiocitosi Emofagocitica o addirittura non la conosce affatto: questa è sicuramente un’emergenza che va affrontata.

La vision di A-I.L.E può essere riassunta in tre parole:
“Individuare, Conoscere e Guarire dalla HLH”
Le malattie rare sono quelle su cui è più difficile fare ricerca sia in termini di casi di studio sia in termini economici. Tutto ciò aumenta i costi della ricerca e della produzione dei cosiddetti “farmaci orfani”, ovvero quei farmaci destinati alla cura di malattie con bassissima frequenza nella popolazione (meno di 1 abitante su 2000).
È necessario sensibilizzare le istituzioni e i soggetti privati sull’importanza che assume la ricerca scientifica per sostenere il diritto alla salute di ogni individuo e, nel contempo, far sì che si crei una rete tra tutti i portatori di interesse al fine di diffondere informazioni e sostegno e sentirsi meno soli.
Crediamo nel valore dell’expertise che dovrebbe essere patrimonio di tutti i centri di cura, evitando di costringere i pazienti ad emigrare per le varie regioni italiane in cerca della struttura più esperta sulla propria malattia.

AILE Onlus

Sede Legale
Viale Formisano n. 59 – 80046 – San Giorgio a Cremano (NA)

Sede operativa
Via G. Capuozzo n. 39 – 80046 – San Giorgio a Cremano (NA)

Tel: 081 1856 0506
Cell: 338 922 4807

Email: info@aileonlus.eu
PEC: aileonlus@pec.it

Premier Conte: prime dosi vaccino forse a dicembre 2020

La corsa al vaccino per il Covid è entrata nella fase decisiva, con diversi candidati che sembrano molto vicini ad avere i dati preliminari dei test, necessari per le prime richieste di approvazione.

In l’Italia è stato il premier Giuseppe Conte ad aprire alla possibilità che le prime dosi arrivino già a dicembre, e anche negli Usa si spera in una approvazione entro l’anno, mentre in Cina già si parla di produzione di massa. Le previsioni, ha ricordato lo stesso presidente del Consiglio a Bruno Vespa per il libro “Perché l’Italia amò Mussolini (e come ha resistito alla dittatura del Covid), dipendono dall’esito dei test di fase 3 in corso. “Se le ultime fasi di preparazione (il cosiddetto ‘rolling value’) del vaccino Oxford-Irbm Pomezia-Astrazeneca saranno completate nelle prossime settimane, le prime dosi saranno disponibili all’inizio di dicembre”.

Il vaccino di Oxford è uno dei due in corso di valutazione da parte dell’Ema, l’autorità europea sui farmaci, insieme a quello studiato da Pfizer. Questo secondo candidato è uno di quelli su cui si appuntano le speranze anche negli Usa, con il Ceo della compagnia che ha annunciato che la prima analisi preliminare sui dati della sperimentazione, e quindi la successiva richiesta per un’approvazione di emergenza all’Fda, potrebbe arrivare nella terza settimana di novembre. La stessa timeline teorica, con l’analisi ad interim a novembre e l’eventuale approvazione a dicembre, è stata ipotizzata anche dall’amministratore delegato di Moderna, un’altra azienda che ha un vaccino in fase 3. “La prima analisi avverrà probabilmente in novembre, ma è difficile dire esattamente in che settimana perché dipende dal numero dei casi. Se invece ci vorrà di più ad ottenere i risultati il via libera potrebbe arrivare l’anno prossimo”.

Fonte: Ansa

Governo italiano vuole l’obbligo delle mascherine all’aperto

Introdurre l’obbligo di mascherine all’aperto in tutta ItaliaE’ l’orientamento del governo, che emerge dalla riunione serale a Palazzo Chigi del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza, il ministro Francesco Boccia e il sottosegretario Riccardo Fraccaro. L’orientamento sarebbe favorevole alla proposta del ministro della Salute Roberto Speranza, di introdurre l’obbligo per frenare la risalita dei contagi. Ma la decisione verrà presa, viene spiegato da fonti di governo, solo dopo il confronto con il Parlamento: Speranza riferirà martedì alle Camere e poi il governo adotterà il dpcm con le nuove misure. Un divieto, inoltre,per le Regioni di adottare norme anti-contagio meno restrittive di quelle del governo: è l’ipotesi discussa, a quanto si apprende, in serata. La stretta potrebbe arrivare con le nuove misure anti-Covid, attese in settimana: l’idea è quella di permettere ai governatori di adottare proprie disposizioni ma solo se più restrittive di quelle nazionali e invece vietare di introdurne di più “soft”, come avvenuto la scorsa estate con le discoteche.

Il ministro della Salute Roberto Speranza riferirà martedì alle Camere sul nuovo dpcm anti-Covid e sulla proroga dello stato di emergenza, poi in Consiglio dei ministri verranno adottati i relativi provvedimenti. E’ questo l’iter ipotizzato sempre nel corso della riunione. Per rendere effettiva la proroga serve una delibera in Consiglio dei ministri ma anche un decreto che disegni la cornice normativa, dal momento che le norme del precedente decreto Covid sono valide fino al 15 ottobre: un Cdm ad hoc potrebbe essere convocato martedì stesso o mercoledì. Quanto al dpcm con le specifiche misure anti contagio, il provvedimento sarà firmato dal presidente del Consiglio subito dopo il confronto con il Parlamento, probabilmente la sera di martedì 6 ottobre, dal momento che il precedente dpcm scade il 7. Possibile anche che si rendano necessari due diversi dpcm: uno ‘ponte’ che traghetti al 15 ottobre ed un successivo che contenga le misure in vigore fino alla fine di gennaio.

Sono in lieve calo rispetto a sabato i casi di contagio per Covid 19 in Italia. In 24 ore sono stati registrati 2.578 nuovi casi (sabato erano stati 2.844). Ma è minore anche il numero di tamponi effettuati: 92.714, circa 26mila in meno rispetto al giorno prima. Il totale dei contagiati dall’inizio dell’emergenza sale a 325.329. In calo il numero delle vittime: 18 in un giorno, per un totale di 35.986 (ieri erano state 27). Il maggior numero di nuovi casi, che si rileva in tutte le regioni, si registra ancora in Campania (+412), seguita da Lombardia (+314) e Veneto (+261).

L’obbligo di indossare la mascherina all’aperto in tutta Italia “è una delle ipotesi che stiamo valutando. Ci sarà un passaggio parlamentare martedì e il governo farà le sue scelte solo dopo il passaggio parlamentare”, ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella trasmissione ‘Mezz’ora in più’ di Rai 3. Anche se “non abbiamo i numeri di casi degli altri Paesi europei”, ha rilevato il ministro, “ora siamo in una fase di crescita significativa del contagio”. Per questo “vanno conservate e rafforzate le tre regole fondamentali e una di queste sicuramente riguarda le mascherine, il cui uso è fondamentale, veramente decisivo”.

“E’ già deciso che Juve-Napoli non si giocherà. Ma parliamo troppo di calcio, lo dico con rispetto anche nei confronti di un pezzo di economia del Paese: so che intorno al calcio ci sono interessi – ha detto ancora -e tante persone che vanno rispettate. Le cose importanti in questo momento però sono altre: è il lavoro degli ospedali e dei sanitari e l’attenzione alle nostre scuole, che sono un punto fondamentale di ripartenza del Paese. Un po’ meno calcio e un po’ più scuola, se possibile“.

I numeri relativamente ai casi finora segnalati nelle scuole “sono ancora assolutamente sostenibili“. “Siamo intorno al migliaio di scuole nelle quali si sono registrati dei casi, ci sono stati pronti interventi da parte dei dipartimenti territoriali e delle aziende sanitarie. Quello che stiamo provando a ricostruire è una nuova relazione organica e non episodica fra il Servizio sanitario nazionale e il sistema scolastico”.

Vogliamo tenere le scuole aperte. Finora nelle scuole si sonoregistrati un migliaio di casi, ma è del tutto evidente che ce ne saranno molti altri nelle prossime settimane. Proveremo a essere il più veloci possibile” nell’intervenire. “Stiamo investendo risorse come non è mai avvenuto nella storia recente, nè soprattutto sulla sanità. Abbiamo messo più soldi in cinque mesi che negli ultimi cinque anni e tanti altri ne dobbiamo ancora investire”, ha aggiunto il ministro.

E si pensa anche a un contingentamento delle presenze alle feste private e in occasione di eventi e cerimonie. E’ una delle indicazioni del Cts -che in queste ore il governo potrebbe prendere in considerazione- in merito alle misure anti contagio previste dal prossimo Dpcm, che sarà varato mercoledì prossimo. A quanto si apprende la linea del Cts, per allontanare un aumento significativo del contagio e la necessità di un lockdown generale, sarebbe quella di una restrizione progressiva delle misure nella stagione autunnale: a cominciare da una stretta sulla movida agli orari anticipati di chiusure dei locali sino ad un aumento significativo dei controlli, oltre all’obbligo di mascherina all’aperto.

Intanto i nuovi positivi nelle ultime 24 ore nel territorio della Asl di Latina sono 73, distribuiti in 20 comuni diversi. Lo si apprende dalla direzione della Asl. “E’ un aumento preoccupante – commenta il direttore generale della Asl Giorgio Casati – In questo momento, fino a quando non ci sarà un quadro chiaro, invito a uscire solo in caso di necessità e a evitare le uscite superflue“. Dalla Asl spiegano che non c’è un “cluster specifico”.

“Senza la responsabilità e l’autodisciplina di ogni cittadino, i problemi sono destinati ad aggravarsi. Si metteranno in campo nelle prossime ore azioni mirate in relazione ai fenomeni di assembramenti pericolosi e in relazione anche ai problemi relativi all’apertura dell’anno scolastico. Si è concordato sulla necessità di mettere in campo forti azioni mirate per il rispetto delle ordinanze nazionali e regionali, e per il contrasto di comportamenti irresponsabili”. Lo dice il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che ha partecipato a Roma a un incontro di lavoro tra con il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il Capo della Polizia Franco Gabrielli.

Un incontro di preparazione alla nuova fase della stagione autunnale e invernale, in previsione di un aumento della necessità di dispositivi di protezione individuale e di ‘possibili mancanze’, è stato fissato domani dal Comitato tecnico scientifico insieme ai dirigenti del ministero della Salute, che hanno convocato il Commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri. A quanto si apprende, lo scopo è di fare un punto della situazione Sull’approvvigionamento di materiali ospedalieri, in particolare sui dpi dei sanitari come le mascherine Ffp2 e Ffp3, in previsione dell’aumento della pressione sulle strutture ospedaliere vista l’evoluzione epidemiologica in Italia. Per scongiurare eventuali mancanze dei dispositivi sarà previsto un aumento degli approvvigionamenti.di mascherine.Ma al momento – viene fatto sapere – non ci sarebbero criticità.

“L’Italia – ha detto anche il premier Giuseppe Conte – che sta faticosamente uscendo dalla pandemia dovrà essere una comunità rigenerata: il nemico non è stato ancora sconfitto, siamo consci che non possiamo disperdere i sacrifici compiuti”

Fonte Ansa

La salute prima dello Sport: la Fondazione Polito per il Passaporto ematico

Prima la salute, poi lo sport“: a dichiararlo è Davide Polito, presidente della Fondazione Fioravante Polito che ha sede a S. Maria di Castellabate in provincia di Salerno.

Polito, con i suoi collaboratori ed i presidenti onorari, Giovanni Malagò presidente del Coni, Salvatore Gagliano dirigente sportivo, porta avanti il progetto del Passaporto ematico.

Le proposte e il disegno di legge sono finalizzati a prevenire e impedire le patologie ematiche per tutti coloro che si accingono a praticare attività sportive, agonistiche e non. I controlli dei valori ematici e cardiaci sono indispensabili per il rilascio del certificato di idoneità all’attività sportiva. Essi hanno il preciso scopo di indagare e rilevare eventuali anomalie, disturbi fisici o altre patologie, e permettono di intervenire tempestivamente a tutela della salute. Il suddetto certificato di idoneità, fondamentale per la pratica di ogni tipo di sport, agonistico e non, potrà essere rilasciato ai giovani sportivi a partire dai sei anni di età, solo se i controlli ematici e cardiaci obbligatori avranno dato un esito negativo.

A riguardo, il compianto prof. Franco Mandelli, massimo ematologo italiano e già Presidente dell’AIL, redasse, come risulta agli atti della Fondazione, l’elenco di alcuni esami di laboratorio per gli atleti (a scelta delle società) che costituiscono il sostrato della proposta e del disegno di legge sul “Passaporto Ematico”, quali l’emocromo completo, il Gruppo Sanguigno, la Transaminasi, la Bilirubinemia, la Colesterolemia, la Sideremia, la Ferritinemia, la Proteinemia totale ed elettroforesi, l’Azotemia, la Creatininemia, l’LDH, il Test HIV, i Tests Epatite B e C, gli Ormoni tiroidei, nonché l’elettrocardiogramma, gli ecocardiogrammi a riposo e sotto sforzo, l’ergo spirometria per la valutazione del consumo di ossigeno sotto sforzo. Con l’ECG basale, l’ecocardiodoppler cardiaco e l’ECG sottosforzo si riescono a escludere pressoché tutte le cardiopatie congenite a rischio di vita (sindrome di Brugada, QT lungo, Cardiomiopatia ipertrofica o dilatativa) e in età infantile è possibile eseguire un prelievo ematico per la ricerca di geni in grado di codificare malattie che portano alla morte cardiaca improvvisa.

Appare opportuno evidenziare come in questo specifico ambito non sia possibile prevenire le malattie (essendo spesso geneticamente determinate), ma che sia possibile diagnosticare preventivamente una serie di patologie associate a morte improvvisa. L’ECG a 12 derivazioni a riposo, in particolare, è considerato il test con il più alto profilo di accuratezza diagnostica nell’atleta asintomatico.

Purtroppo va tenuto presente che dal 2012 ad oggi sono morti in Italia 592 ragazzi sotto i 30 anni facendo sport – uno ogni 4 giorni – pur avendo eseguito normali test di routine.

Si ribadisce, ne muore uno ogni 4 giorni.

La morte improvvisa ha un’incidenza che si aggira tra gli 1 e i 7 soggetti per 100.000 persone in un anno e spesso è la prima manifestazione di una malattia silente in soggetti apparentemente sani. Non sempre lo studio dell’atleta e della famiglia consente di identificare condizioni patologiche definite o predisponenti, perciò la valutazione sistematica e accurata si è dimostrata essere di grande ausilio per la caratterizzazione e la stratificazione del rischio.

Le proposte di legge, dunque, intendono rendere obbligatori i controlli medici sopracitati per tutti coloro che svolgono l’attività sportiva, senza distinzione alcuna tra la pratica agonistca e non, dal momento che tutti i giovani atleti hanno eguale diritto alla tutela della propria salute. Inoltre, si prefiggono l’obiettivo di far ripetere periodicamente tali esami così da monitorare in maniera sistematica e continuativa i livelli del sangue degli sportivi e le loro condizioni cardiache, nel tentativo di evitare conseguenze irreparabili. Difatti, iniziando i controlli sulla salute fin da piccoli, è possibile praticare una forma di prevenzione volta a indagare e accertare le eventuali patologie che, se individuate in una fase iniziale, possono essere più facilmente curate e rimosse.

In perfetta armonia con i principi fondamentali sanciti dalla Costituzione e nell’ottica di un’adeguata tutela della salute dei giovani sportivi, tali proposte rappresentano, a nostro avviso, un segno di civiltà e di responsabilità per l’intera società, con il fine di promuovere lo sport sano e impedire che lo stesso continui a essere accompagnato da drammatici episodi.

Iperidrosi: quando sudare è troppo bisogna consultare un medico

Arriva il grande caldo, anche con picchi di umidità. È fondamentale mantenere il corpo alla giusta temperatura. L’organismo, oltre al circa mezzo litro d’acqua al giorno che si perde con la perspiratio insensibilis, compensa l’aumento di temperatura con il sudore. È un meccanismo del tutto normale, ma in alcuni casi la produzione è esagerata. Ed allora il dermatologo diventa lo specialista da consultare, perché si soffre di iperidrosi.

Il sudore non è tutto uguale
Se sudiamo per l’ansia, il sudore viene prodotto soprattutto dalle ghiandole eccrine, che non inducono un particolare odore. Ma può diventare un problema quando si mescola con altre sostanze secrete dalla pelle, e in particolare dalle ghiandole apocrine e dalle ghiandole sebacee. Non tutto il sudore, insomma, è uguale. E nemmeno si manifesta allo stesso modo nel corpo.

Quando fa molto caldo o dopo che abbiamo fatto una corsa la sudorazione si concentra sulla fronte, sul collo, sul dorso e sul torace. Quando invece il fenomeno è legato a tensione o a forti emozioni invece emerge il classico sudore delle ascelle, quello che lascia il fastidioso alone su camicie e magliette, oltre che al palmo delle mani e alla pianta dei piedi.

L’iperidrosi, cioè un forte eccesso di sudorazione, in questo senso non va vista sempre come una patologia e può essere legata all’ambiente, quando ad esempio si passa di colpo ad un clima caldo umido, oppure dopo uno sforzo fisico, o nel corso della menopausa, in occasione delle classiche vampate di calore. Ma può anche non avere cause precise. In queste circostanze si manifesta soprattutto durante la pubertà, per poi attenuarsi col tempo.

L’eccesso di produzione delle ghiandole sudoripare si concentra soprattutto sul palmo delle mani, sotto la pianta dei piedi e alle ascelle. A peggiorare il quadro possono concorrere, oltre a determinate patologie, anche l’eccesso di assunzione di caffeina, la nicotina delle sigaretta o magari solo l’ansia.

A mettere in difficoltà è il “cocktail” di sudore che si crea: il sudore delle ghiandole apocrine, che più risente dell’azione degli ormoni come l’adrenalina, viene prodotto quasi costantemente ma aumenta in presenza di stimoli ormonali e di emozioni intense. Inoltre può essere attaccato molto facilmente dalla flora batterica causando la formazione di odori sgradevoli, così come il classico sebo.

Attenzione: molto spesso il fenomeno può essere controllato con deodoranti e altre strategie come l’impiego dell’acido tannico o la ionoforesi che limita temporaneamente la secrezione delle ghiandole e quindi modifica l’azione delle cellule secretorie. I deodoranti, in particolare, debbono prevenire o mascherare i cattivi odori ma senza danneggiare la pelle.

Esistono diversi principi che possono essere utilizzati, dagli antimicrobici fino ai classici antitraspiranti, passando per composti ad azione coprente o adsorbente. I primi contengono sostanze in grado di impedire che la flora batterica colonizzi le secrezioni cutanee. Quelli battericidi uccidono i microrganismi, ma pur avendo una lunga durata d’azione possono compromettere l’equilibrio fisiologico cutaneo. I batteriostatici possono limitare la crescita di microorganismi, rispettando maggiormente la flora batterica cutanea fisiologica.

Anche alcune sostanze naturali possono avere questa funzione, come la salvia, il timo, la lavanda o il limone. In altri casi si punta invece a proporre sostanze enzimatiche che vengono degradate dagli enzimi batterici al posto delle componenti del sebo, interrompendo così la formazione degli odori, oppure preparati che impediscono la produzione dei composti responsabili della formazione del cattivo odore.

Fonte: dilei.it/salute

Fondazione Fioravante Polito organizza la II edizione della giornata mondiale sulla tutela della salute nello sport

La II edizione della giornata mondiale sulla tutela della salute nello sport, organizzata dalla Fondazione Polito di S.Maria di Castellabate (Salerno), a causa della epidemia di Covid-19, si terrà in modalità virtuale dal 24 al 26 aprile 2020.

L’edizione, è dedicata alla memoria del grande Andrea Fortunato, indimenticabile giocatore della Juventus e della nazionale italiana nel venticinquennale della sua morte

Von Der Leyen: “Approccio graduale al ritorno in società”

La presentazione delle linee guida per allentare le restrizioni introdotte a seguito del Covid-19 “non è un segnale per togliere oggi le misure di contenimento, ma per fornire una cornice alle decisioni degli Stati membri. In generale raccomandiamo un approccio graduale. Ogni azione deve essere continuamente monitorata”. Così la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, presentando il documento preparato da Commissione e Consiglio europeo per la ripartenza dopo la paralisi da coronavirus.

Fonte: Ansa