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Elezioni, ad Ischia parla Vitale Pitone

Incombono le elezioni ed anche nell’isola d’Ischia c’è chi vuol far bene il proprio lavoro. E’ il caso del dott. Vitale Pitone, il quale si candida ed espone i suoi progetti:

A tutti Campani e ai cittadini delle isole del golfo. Vi invito a sostenermi con il vostro voto per raggiungere il mio obbiettivo prioritario che è battermi da subito per una proposta di legge che applichi il modello Genova per il Terremoto dell’Isola d’Ischia, che il 21 ago 2017 colpi Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio d’Ischia. Noi tutti siamo disperati, anche perché non si ravvisano prospettive positive nell’immediato. È con la stessa determinazione impegnarmi per le problematiche della sanità campana, trasporti, infrastrutture  turismo e la Sicurezza a 360g. Sostieni un professionista ingegnere e perito industriale che sarà garante del buon esito delle istanze provenienti da tutti i cittadini. Chi vive il dolore come gli altri, ed è partito dal basso non potrà mai tradire.   

Per contatti  3773778554 anche whatsapp. Ing. Per. Ind. Vitale PitoneCandidato alla carica di Consigliere Regionale.

Consiglio regionale della Campania, parla Nicola Perna

Essere al servizio della comunità e dare impulso a progetti di rilancio e sviluppo del territorio, perché solo valorizzando le risorse locali la Campania tutta potrà diventare il traino di un nuovo e moderno Mezzogiorno.

Sono queste le ragioni che animano la mia candidatura al Consiglio regionale della Campania nella lista ‘Più Campania in Europa’ del partito Più Europa. Una sfida che rappresenta il proseguimento di un cammino nell’impegno sociale iniziato come volontario, e poi come presidente, dell’Associazione Carlo La Catena, il giovane vigile del fuoco napoletano rimasto ucciso a Milano nella strage di via Palestro del 27 luglio 1993. Il mio impegno passa, anzitutto, la presentazione di un programma con punti chiari dai quali intendo partire, se eletto, per dare un contributo concreto al miglioramento del tessuto sociale.

Dare nuovo impulso alle politiche occupazionali è l’obiettivo primario, affinché i nostri giovani non siano più costretti ad emigrare. In quest’ottica solleciterò investimenti concreti sul settore dell’artigianato, di cui Napoli vantava una ricca tradizione che è andata affievolendosi. In secondo luogo, mi batterò per un rilancio concreto di Pozzuoli e dell’area flegrea, tanto decantati da grandi poeti e tanto bistrattati: è necessario pensare per Pozzuoli a un progetto integrato dove turismo, servizi per i visitatori utili a fornire una mappatura facile dei luoghi da visitare, nuove strutture ricettive, potenziamento dei trasporti per le isole e manifestazioni inedite si coniughino alla perfezione.

Non meno importante, a mio avviso, è un aiuto economico ai pendolari: occorre ripensare gli abbonamenti livellandosi in base al reddito, ciò allo scopo di alleggerire le spese affrontate da chi già ogni giorno compie molti sacrifici per raggiungere il lontano posto di lavoro a bordo di mezzi pubblici che non brillano per efficienza e puntualità. E, poi ancora, il progetto per il rilancio del dimenticato Palazzo Fuga a Napoli, che spero possa diventare un polo che comprenda: il più grande museo dell’archeologia greco-romana gestito dal MANN; un centro scientifico universale a cura dei distretti universitari campani per il recupero, la tutela e la valorizzazione del Patrimonio Nazionale artistico/culturale di opere archeologiche; un centro che si occupi anche dell’Osservatorio Nazionale per la tutela dell’ambiente allo scopo di studiare e prevenire le calamità che distruggono i borghi con le loro opere d’arte, le ricchezze delle tradizioni che caratterizzano la nostra “Bella Italia”. Tutto questo senza dimenticare battaglie essenziali per chi è chiamato a rappresentare i cittadini: l’azione di contrasto alla Terra dei Fuochi, a chi inquina e avvelena i nostri luoghi. Ché l’obiettivo è consegnare alle future generazioni un territorio dove non ci sia mai più una ‘Terra dei fuochi’ e un mare avvelenato.

Turismo in rosa: la marcia in più che hanno le donne L’imprenditoria femminile trova ampio spazio nelle attività ricettive

Secondo l’Osservatorio dell’Imprenditoria femminile di Unioncamere e InfoCamere, le imprese femminili nel turismo e nel tempo libero in Italia sono oltre 148 mila, pari al 29,5% del totale delle realtà del comparto.

Le aziende in rosa sono fortemente concentrate nel segmento della ristorazione, con 56.152 attività attualmente gestite da donne. Nonostante l’impatto del coronavirus sul turismo sia stato ”devastante’ resta una delle voci di bilancio più rilevante per il nostro Paese, tra i più ricchi al mondo per la presenza di beni culturali. Siti storici, monumenti di grande valore, immensi parchi naturali e spiagge dalle acque cristalline: le opportunità offerte dall’Italia ai turisti sono innumerevoli. Non a caso, nel 2018 il settore ha contribuito al Pil italiano per il 13,2%, per un totale di 232 miliardi di euro (dati Federturismo). Non è difficile quindi intuire come il comparto sia un’occasione importante per l’imprenditoria “in rosa”, che trova qui un terreno privilegiato per avviare un’impresa

A testimoniare il valore aggiunto del turismo in rosa,  Giuliana Apuzzo, 39 anni, candidata al consiglio comunale di Positano, meta turistica internazionale di eccellenza.

D: Per quale motivo, in un quadro che le vede spesso in secondo piano, le donne trovano ampio posto nel settore turistico e delle vacanze? 

R: Da donna, lavoro e collaboro in maniera attiva per il turismo, cercando di rendere il soggiorno dei nostri amati ospiti un sogno da ricordare per sempre. La relazione, ovvero creare empatia con l’ospite, è una delle cose fondamentali: il cliente vuole sentirsi coccolato e viziato e noi donne abbiamo la capacità di rendere l’ambiente accogliente ai bisogni dell’ospite fino alla cura dei dettagli, sono proprio quelli che riescono a trasformare una semplice permanenza in piacere e relax, accogliendo gli ospiti facendoli sentire a proprio agio. 

D: Pensa che per il turismo ci siano margini di crescita nonostante il momento difficile causato dalla pandemia?

Sì. Credo che Positano in particolare possa migliorare ulteriormente diventando sempre più leader indiscussa della qualità e dei servizi. Sono pronta a lottare per questo, creando anche nuovi indotti di lavoro laddove necessario per l’economia turistica e marittima. Ho scelto di candidarmi a sostegno di Giuseppe Guida, perché credo fermamente che sia la persona ideale per fronteggiare questa fase di estrema difficoltà per tutto il settore. Positano, come tutto il Sud, vive della curiosità dei viaggiatori che ogni anno scelgono di condividere emozioni e ricordi, magari a bordo di una barca o sorseggiando un buon vino locale da uno dei nostri punti panoramici al tramonto. Sono pronta a mettere la mia professionalità,onestà e determinazione al servizio della comunità che ho sempre amato. Il bene comune rappresenta uno dei miei primi obiettivi. 

Rafforzare la resilienza dell’intera catena turistica, ottimizzare l’uso delle tecnologie nel settore, promuovere la sostenibilità e facilitare la creazione di partenariati per consentire al turismo di contribuire ulteriormente al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, gli obiettivi primari per la rinascita di un nuovo modo di fare turismo.

Premier Conte: “Agito sempre con responsabilità”

Il premier Giuseppe Conte in Puglia, a Ceglie Messapica. Cosa non rifarei? “Non saprei dire una cosa in particolare. Anche i famosi Dpcm a monte avevano dei decreti legge e li abbiamo assunti sempre avendo alla base le valutazioni di tutti gli esperti, con grande condivisione di tutti i ministri e dei rappresentanti degli enti locali. Le decisioni le abbiamo sempre prese con grande ponderazione e responsabilità”. Il lockdown nazionale è troppo severo? “Io vorrei ricordare che dopo il verbale del giorno 7 del Cts – ha detto il premier intervistato dal direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino all’evento La Piazza -, quando il Cts si è convinto che ci voleva una misura più radicale per Alzano e Nembro è successo un fatto nuovo, che molti si sono recati da Nord a Sud. A quel punto abbiamo ritenuto fosse prioritario mettere in sicurezza il Sud, che significava mettere in sicurezza il Paese. E di questo sono orgoglioso”.

Fonte: Ansa

Conte: “La mafia non vincerà”

“Adesso più che mai dobbiamo vigilare. Le mafie si nutrono delle difficoltà dei cittadini. Di fronte alla pandemia che sta danneggiando il tessuto occupazionale, il sistema produttivo, la risposta dello Stato deve essere forte, rapida e incisiva”. Lo scrive su Fb il premier Giuseppe Conte nell’anniversario della strage di Capaci. “Gli uomini e alle donne facendo il loro dovere, con amore e dedizione, ogni giorno ci dimostrano che l’Italia è un grande Paese e ci rafforzano nella convinzione che il “piano” delle mafie è destinato a fallire”, aggiunge.

Fonte: Ansa

Gualtieri: “L’Italia ce la farà”

Approvato dal Cdm il decreto Rilancio, con aiuti per 55 miliardi a famiglie e imprese. Tagliati 4 miliardi di tasse. Il premier Conte parla di “premessa per concretizzare la ripresa” dell’Italia. ‘Misure per reggere il colpo e ripartire’, afferma il ministro Gualtieri. Accordo tra Governo e regioni per velocizzare il pagamento della cig, direttamente dall’Inps. Intesa sulla regolarizzazione dei migranti ed emersione del nero, con la Bellanova che si commuove annunciando la misura. Gualtieri mette in evidenza invece l’arrivo di nuove norme per velocizzare i prestiti alle imprese. Arrivano 190 milioni di incentivi al personale sanitario. Arriva un “buono mobilità” fino a 500 euro per bici e 331 milioni alla scuola anche per la didattica a distanzaLe opposizioni all’attacco.

“Con le misure contenute nel dl Rilancio si vuole far sì che l’economia italiana possa “reggere il colpo ma cerchiamo anche di dare sostegno per la ripartenza. Sono sicuro che l’Italia ce la farà“. Così il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, a Unomattina su Rai 1.
La “principale misura” di riduzione fiscale presa con il dl Rilancio è lo stop alla rata Irap: “una misura importante di sostegno alle imprese, risultato di un dialogo positivo con l’associazione delle imprese”.  “Un governo che prende misure per lavoratori e imprese deve ascoltare le posizioni di lavoratori e imprese. C’era una richiesta su questo e riteniamo giusto averlo fatto”, ha detto il ministro dell’Economia. “L’indennità per i lavoratori autonomi, la seconda tranche di 600 euro, arriverà immediatamente, appena il decreto andrà in Gazzetta, senza bisogno di fare domanda: tutti coloro che l’hanno già avuta avranno un secondo bonifico da parte dell’Inps”, ha aggiunto.

Il Decreto Rilancio stanzia “155 miliardi per far ripartire l’economia italiana”, ora “massimi impegno per far arrivare subito le risorse e rilanciare insieme il Paese”, aveva scritto ieri sera Gualtieri su twitter dopo il Consiglio dei ministri.

Nel dl Rilancio ci sono 26 miliardi per le misure legate al lavoro tra le quali 16 miliardi per la proroga della cassa integrazione. Lo ha detto la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo in una intervista a Skytg24 spiegando che è prevista anche una nuova misura chiamato Reddito di emergenza mentre sono state prorogate misure come l’allungamento della Naspi e della Discoll, il congedo parentale pagato al 50% della retribuzione e il bonus baby sitter.

Fonte: Ansa

Nuovo decreto del governo Conte: ecco tutte le attività che possono riaprire

L’Italia riparte con il decreto firmato ieri sera dal premier Conte ma con prudenza e gradualità per evitare una ripresa dei contagi. Oggi riaprono i cantieri pubblici e le aziende votate all’export, ma la vera fase 2 scatterà il 4 maggio, con una maggiore libertà di movimento nel rispetto dei protocolli di sicurezza. Solo allora riaprirà la maggior parte delle attività produttive, ma i negozi dovranno attendere il 18 maggio, parrucchieri ed estetisti l’inizio di giugno. Chi si è trovato lontano da casa al momento del lockdown potrà farvi ritorno e si potrà far visita ai parenti ma senza essere in troppi. Gli spostamenti tra regioni andranno comunque giustificati. Dal 4 maggio bar e ristoranti potranno vendere cibo da asporto, riapriranno i parchi e si potrà fare sport anche lontano da casa. Mascherine obbligatorie su tutti i mezzi pubblici e ovunque non sia possibile rispettare il distanziamento. Le varie categorie stanno stilando protocolli ad hoc per garantire la sicurezza di personale e clienti. Ma Brusaferro (Iss) avverte: ‘Pronti a nuovi stop se i contagi risalgono’.

Questo il quadro del provvedimento

– EDILIZIA: ripartono le attività produttive e industriali prevalentemente votate all’export e i cantieri per carceri, scuole, presidi sanitari, case popolari e per la difesa dal dissesto idrogeologico. Al ministero delle Infrastrutture è stato firmato un protocollo che prevede un serie di precauzioni: misurazione della temperatura prima dell’accesso al cantiere, accesso contingentato a mense e spogliatoi, pulizia giornaliera e sanificazione periodica delle aree comuni. Sempre domani riparte il commercio all’ingrosso funzionale ai settori dell’export e all’edilizia.

– CANTIERI PRIVATI: Dal 4 maggio partono tutte le attività di manifattura, il commercio all’ingrosso e i cantieri privati. In attesa sarà possibile preparare gli ambienti di lavoro.

– TAKE AWAY – Dal 4 maggio sarà consentito andare a comprare cibo da asporto, da consumare a casa o in ufficio.

– SPORT: può ripartire l’attività motoria individuale anche distante da casa. Dal 4 maggio via libera anche ad allenamenti dei professionisti per le discipline individuali. Per gli sport di squadra l’orientamento è quello di attendere il 18.

 – I PARCHI E GIARDINI PUBBLICI: riapriranno il 4 maggio. L’orientamento è di permettere che all’aperto possa stare vicino un numero molto limitato di persone se componenti di una stessa famiglia. Resteranno chiuse le aree per i bambini.

– NEGOZI E PARRUCCHIERI: Il commercio al dettaglio ripartirà il 18. L’obiettivo è evitare che ci siano orari di punta, prevedendo aperture e chiusure diverse fra le varie attività. Parrucchieri ed estetisti dovranno aspettare il primo giugno.

– RISTORANTI E MUSEI: I musei riaprono il 18 maggio. La data giusta per i ristoranti dovrebbe essere il primo giugno. La Federazione italiana pubblici esercizi ha approvato un protocollo che prevede: un metro di distanza tra i tavoli, porte di ingresso e uscita differenziate, pagamenti preferibilmente digitali al tavolo, pulizia e sanificazione.

– MEZZI PUBBLICI: Gli orari diversificati di apertura e chiusura delle attività imporrà una rimodulazione del servizio pubblico, che comunque dovrà essere potenziato nelle ore di punta. Le linee guida allo studio prevedono inoltre: termoscanner in tutte le stazioni e gli aeroporti, obbligo su tutti i mezzi di trasporto (dai treni alle navi, dagli aerei a bus e metro) distanziamento dei passeggeri, mascherine, biglietti sempre più elettronici, contingentamento degli accessi nelle stazioni e negli scali

– SPOSTAMENTI: dal 4 maggio sarà possibile far visita ai parenti, ma non saranno permesse le riunioni di famiglia. Ancora in ballo la decisone sull’autocertificazione per gli spostamenti nel comune. Resta il divieto di spostamento al di fuori della regione, “salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”

– FUNERALI: nessun via libera alle messe. Dal 4 maggio saranno permessi i funerali, ma con la sola presenza dei familiari del defunto, per un massimo di 15 persone.

– SCUOLA: Gli studenti non torneranno sui banchi fino a settembre. Il governo sta lavorando per definire le modalità per far svolgere “in presenza, ma in piena sicurezza” gli esami di Stato.

– REGIONI: qualche Regione, intanto, fa da sé. In Lombardia da mercoledì possono riaprire i mercati alimentari scoperti, il Veneto e le Marche permettono il take away per il cibo, mentre in Toscana da domani possono riaprire le aziende dei distretti tessili, in particolare quello di Prato, per la manutenzione dei macchinari. In Friuli Venezia Giulia, da domani, oltre al via ai take away, ci si potrà allontanare da casa per attività sportive e saranno possibili interventi di manutenzione sulle imbarcazioni. In Liguria via libera da domani a cibo da asporto, negozi di abbigliamento per bambini, toelettatura animali.

Fonte: Ansa

Politica: Trump annuncia stop immigrazione negli USA

Donald Trump ha annunciato su Twitter che firmerà un decreto per sospendere temporaneamente l’immigrazione negli Stati Uniti. La decisione, spiega il presidente americano, è motivata “dall’attacco del nemico invisibile” del coronavirus: “Dobbiamo proteggere i posti di lavoro del nostro grande Paese”, ha aggiunto Trump.

”Trump ha fallito nell’agire rapidamente contro la pandemia e questo sta costando enormemente all’America”: parola dell’ex vicepresidente Joe Biden, candidato democratico alla Casa Bianca, secondo cui per il tycoon “è finito il tempo delle scuse”. “E’ chiaro che il presidente non ha alcun interesse a risolvere il problema e a salvare le vite umane, con gli Usa che sono i primi nel mondo per decessi e casi di contagio e che contano già 22 milioni di americani che hanno chiesto un sussidio di disoccupazione”, ha attaccato Biden.

Nelle ultime 24 ore negli Stati Uniti sono morte altre 1.433 persone a causa del coronavirus, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. I decessi complessivamente da quando e’ esplosa l’epidemia sono oltre 42 mila nel Paese. I contagi sono oltre 784 mila.

Fonte: Ansa

Conte: “Forse aziende le possiamo far riaprire già a fine aprile”

Via libera del Consiglio dei ministri all’annullamento dell’ordinanza del sindaco di Messina Cateno De Luca sulle registrazioni obbligatorie online per chi attraversa lo Stretto. Lo spiegano fonti governative al termine della riunione sottolineando come, a prescindere dal merito dell’ordinanza, il provvedimento di De Luca aveva un difetto di competenza in quanto investiva un ambito territoriale regionale e non circoscritto al Comune di Messina. Ieri il Consiglio di Stato aveva dato il suo ok alla proposta del Viminale di annullare l’ordinanza.

Il record nel numero di guariti – 2.099 nelle ultime 24 ore, secondo l’ultimo bollettino della Protezione Civile (VIDEOporta Confindustria va in pressing sul governo e sul premier Giuseppe Conte per chiedere di porre fine al lockdown, l’Oms frena sull’inizio della ‘Fase 2’: “non c’è ancora una diminuzione netta” dei contagi “ma solo un rallentamento, riaprire ora è difficile”. Il premier Conte, in una intervista alla BBC, spiega che è necessario ‘individuare alcuni settori che possono ricominciare la loro attività. Se gli scienziati danno il loro assenso, potremmo cominciare ad allentare alcune misure già alla fine di aprile” ribadendo come la guardia non sarà abbassata e spiegando che ”solo gradualmente” verranno messe in campo le riaperture. E sulla possibilità che la Russia abbia legato i suoi aiuti all’Italia sul coronavirus alla condizione che Roma allenti le sanzioni europee nei confronti di Mosca, il premier si ‘offende profondamente’. “E’ un’offesa al governo italiano…e anche a Vladimir Putin, che mai si è sognato di usare gli aiuti come leva” sulle sanzioni”..

Altro fronte caldo quello dei decessi nelle case di cura per anziani: oltre un terzo sarebbe dovuto al coronavirus.

E sul lato del difficile reperimento dei presidi medico-chirurgici per affontare il virus, la Guardia di Finanza ha scoperto una turbativa sulla prima gara bandita da Consip del valore complessivo di 258 milioni di euro: “Una puntata d’azzardo giocata sulla salute pubblica e su quella individuale”, l’ha definita il gip nell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di un imprenditore.  

La posizione degli industriali alimenta le tensioni nel governo, già diviso sulle scelte da prendere subito dopo Pasquetta quando dovrà essere rinnovato il Dpcm con le misure di contenimento e con le limitazioni agli spostamenti. Conte deciderà entro sabato, anche se un dato è già chiaro a tutti gli italiani: non ci sarà il ‘liberi tutti’, non si tornerà a circolare liberamente; non si tornerà a correre nei parchi; non apriranno negozi, bar e ristoranti. A tutto ciò il governo penserà nelle prossime settimane anche sulla base della mappa che l’Inail sta predisponendo, con tutte le attività lavorative e il relativo indice di rischio connesso. L’obiettivo è di indicare le linee guida sulle modalità con cui le diverse professioni potranno ripartire. La mappa prevede tre diversi indici di rischio (basso, medio e alto): ad ogni livello dovrebbero corrispondere adeguate misure di protezione e di distanziamento sociale. La ratio è di fornire una serie di misure organizzative per consentire la ripresa delle attività, con particolare attenzione ai lavoratori fragili e alle situazioni dove è richiesta una sorveglianza sanitaria speciale. Per ora si resta ancora a casa, anche se i dati ormai da giorni continuano a mantenersi su un trend positivo. L’incremento delle vittime è sceso per il quarto giorno consecutivo ed è il secondo più basso dal 10 marzo, fermandosi a 542; sono invece cinque i giorni nei quali si registra una diminuzione dei ricoveri in terapia intensiva: anche oggi 99 in meno rispetto a martedì. Continua anche la discesa del numero complessivo dei ricoverati negli ospedali: martedì erano 258 in meno, oggi sono 233 in meno. Numeri rafforzati da quelli sui tamponi effettuati, visto che questi ultimi stanno aumentando sempre di più giorno dopo giorno e oggi hanno superato i 50mila. Tutto ciò però non basta alla scienza per dire che si può ripartire senza rischi.

Fonte: Ansa