Archivio Categoria: Moda

VERSACE SPRING/SUMMER 2021: SI RIPETONO GLI ABITI MA IL RISULTATO È MERAVIGLIOSO

Una scenografia che toglie letteralmente il fiato, con effetti visivi che paiono lo specchio del mare dove si infrangono i raggi del sole. Le rovine di un sito archeologico dove è chiaro l’omaggio al simbolo della griffe, la Medusa. Un medaglione che si posa sulla sabbia e dove le sirene di Donatella sono libere di guizzare sinuosamente.

VERSACE SPRING/SUMMER 2021. SI RIPETONO GLI ABITI MA IL RISULTATO È MERAVIGLIOSO.
Sembra che Donatella non abbia avuto molta fantasia nello scegliere la foggia degli abiti, visto il ripetersi di mini dress con gonne che si aprono di pieghe (e finte balze) che ricordano la coda di pavone, meravigliosa alga del Mediterraneo.

La stilista calabrese, però, interviene con i dettagli. Paillettes colorate, scintillanti, che disegnano animali marini, splendide Stelle Marine che dobbiamo tutelare così come i coralli, sempre più minacciati dal surriscaldamento globale.

Fonte: Mam-E

MODA E LAVORO, 8 GIOVANI SU 10 SCELGONO UN DRESS CODE BUSINESS, ANCHE DA REMOTO

PER SENTIRSI PIÙ CONFIDENT: ESPLODE IL TREND DELL’ABBIGLIAMENTO CONFORMAL

Come testimoniano studi internazionali, l’abito fa il monaco anche in smart working e risulta essere uno dei fattori più importanti in una videochiamata, secondo solo al background. Il look formale si rivela ancora il prediletto in ogni parte del globo, tanto che in Nuova Zelanda si è sviluppato il fenomeno del “formal Friday”.

Fiducia ed esperienza? Vanno cercate nell’armadio! Se per alcuni il pigiama è stato il grande compagno delle settimane da remoto, sono tantissimi coloro che hanno riscoperto l’importanza degli abiti formali per vedersi più confident e, di conseguenza, far fronte a stress e incertezza per il futuro. Nasce così lo stile conformal, ultima tendenza a dettare legge in ambito lavorativo che unisce la sicurezza in se stessi (in inglese confident)agli abiti formali. Come dimostra uno studio pubblicato dall’Harvard Business Review, infatti, il look business professional è il prediletto da chi vuole apparire esperto agli occhi di clienti e colleghi, anche per quanto riguarda le videochiamate. Fra gli over 60 la percentuale di chi sceglie un abbigliamento formale da remoto è addirittura del 46% ma, a differenza di quanto si possa pensare, il trend riguarda da vicino anche le nuove generazioni. Per impressionare positivamente, sono ben 8 su 10 i giovani che optano per un dress code business anche su Skype e Zoom. In videochiamata, i vestiti sono infatti considerati uno degli elementi più importanti per fare bella figura, secondi solo al background. Infine, per il 39% degli intervistati oltre al tipo di vestito è il colore scelto a giocare un ruolo fondamentale: da quelli brillanti per sembrare più affidabili (33% degli intervistati), ai toni neutri per apparire esperti (74%), fino alle fantasie per dare l’idea di essere innovativi (34%).

“Non sono bastati mesi di smart working per mettere la parola fine all’importanza dell’eleganza, in ambito lavorativo e non solo – afferma Stefano Bigi, cravattaio di terza generazione e amministratore unico di Bigi Cravatte Milano – L’abito continua ad essere l’outfit d’eccellenza per l’uomo in quanto porta con sé un’aura di professionalità che pone immediatamente chi lo indossa in una posizione privilegiata, godendo di fiducia ed emanando professionalità e sicurezza. Provate ad entrare in un negozio, in un ufficio o al ristorante in giacca e cravatta e noterete di sicuro un’attenzione differente. La cravatta, in particolare, rafforza questa percezionepositivae permette di aggiungere a qualsiasi look maschile un tocco di eleganza e di personalità: giocando con i colori sarà possibile adattarla ad ogni situazione, da quella più formale sino a quella che richiede un abbigliamento più casual. Mai come in questo momento indossare un abito classico ed elegante e una bella cravatta di qualità è un segno di distinzione”.

La passione per il conformal è arrivata anche in Nuova Zelanda, come racconta The Guardian: dall’isola dell’emisfero australe è partito infatti il fenomeno del #formalFriday, in totale controtendenza con quello in auge da qualche anno a questa parte che prevede di indossare abiti casual il venerdì. Ed è così che in tantissimi hanno iniziato a postare le loro foto sui social vestiti di tutto punto, tanto che questo hashtag conta oggi oltre 37 mila post. A sottolineare il legame fra eleganza e comodità è anche l’editorialista americano Robert Armstrong che sulle pagine del Financial Times scrive: “Siamo a nostro agio quando ci vestiamo bene. I completi maschili sono comodi, in quanto sono disegnati per esserlo. Può darsi che quando torneremo in ufficio in un mondo ancora pieno di incertezze ci renderemo conto che il lavoro è un privilegio, qualcosa per il quale occorre essere all’altezza e ben vestiti”. Sul tema è intervenuto anche Giovanni Maria Conti, docente di Storia e Scenari della Moda presso il Politecnico di Milano: “L’abito formale da sempre pone chi lo indossa sotto una luce diversa; comunica maggiore rispetto e quindi ‘distanza’ in rapporto a modi di fare più amicali. Dona autorevolezza e determina comportamenti più ricercati”. E ancora sul cambio di paradigma innescato dalla pandemia spiega: “Il lockdown ci sta portando a nuove o rinnovate soluzioni di abbigliamento; credo che il #formalFriday sia la risposta al fatto che ci si voglia ‘dare attenzione’, prendersi cura di sé indossando abiti di un certo tipo, belli”. E non è la prima volta che dopo un momento buio della storia si assiste a una riscoperta dello stile come riporta il New York Times. Il primo esempio risale addirittura all’epidemia di peste bubbonica che colpì l’Europa nel quattordicesimo secolo: in quel periodo, infatti, gli abiti si arricchirono di ornamenti e l’abbigliamento divenne sempre più importante. A cambiare sarà anche il modo di acquistare: d’accordo con un’analisi elaborata dalla Royal Society, una delle più antiche accademie scientifiche, contrariamente a quanto avvenuto in Cina dove subito dopo la fine del lockdown si è assistito al “revenge buying”, nel resto del mondo le persone stimano di comprare meno vestiti, ma di spendere la stessa cifra. I consumatori punteranno quindi di più sulla qualità, acquistando meno ma meglio, lasciandosi alle spalle il fast fashion e il continuo desiderio di nuovo che per anni ha regnato sovrano.

Miss Europe Continental: evento rimandato al 2021

A seguito degli eventi verificatisi conseguentemente alla pandemia Covid-19 sul territorio mondiale, al fine di tutelare gli interessi e la sicurezza delle candidate, la società Miss Europe dichiara che:

l’evento finale 2020 del concorso di bellezza Miss Europe Continental, precedentemente in programma nel mese di novembre 2020 al fine di eleggere la vincitrice del titolo, è posticipato nel 2021, in data da stabilire tra settembre e dicembre.

La società ringrazia per il tempo, la comprensione e il costante supporto, impegnando a garantire lo svolgimento della manifestazione secondo i consueti standard.

Il coronavirus non può fermare le emozioni. Al via la promozione speciale dei capi di alta moda Ferdinand

<<Il mio obiettivo è realizzare i sogni delle future spose, oggi, ho deciso di regalare un sogno a chi non può
permetterselo >>, questo il messaggio del noto stilista vesuviano Ferdinando Borrelli, ceo e fondatore della
maison di moda Ferdinand Concept, che ha deciso di rispondere alla crisi post coronavirus attraverso un
lancio promozionale della sua collezione moda luxury per venire incontro a tante donne che hanno dovuto
affrontare, e affronteranno, un drastico “cambio di piano” in merito al proprio giorno del “Sì”. La pandemia
da Covid 19, con le sue conseguenze sulla economia, ha colpito duramente il settore del wedding
determinando non solo la cancellazione o lo slittamento di migliaia di matrimoni, ma mettendo in ginocchio
anche tutta la filiera economica legata al mondo degli eventi e delle cerimonie. Tante sono state le coppie e
in particolare le spose, ma anche future 18enni o 30enni intente a festeggiare il proprio compleanno, che
hanno visto il proprio sogno infrangersi, e così per molte di loro si è trattato di un difficile cambio di
programma in vista delle restrizioni su assembramenti e divieti di baci e abbracci. Tanti i messaggi ricevuti
dallo stilista , in questi mesi di lockdown, da parte delle sue clienti che hanno raccontato la tristezza di
dover abbandonare il sogno di non poter indossare l’abito tanto desiderato. Messaggi, come quello di
Sarah che dice “Continuerò a sognare di poter indossare un tuo abito”, o di Katia che confida “Spero per i
miei 18 anni di indossare una tua creazione e la mamma mi ha promesso che farà di tutto per rendermi
felice” o ancora di chi racconta “A causa del covid 19 dovrò attendere per realizzare il mio sogno…”;
migliaia di confidenze che Ferdinand ha raccolto in un video emozionale, diffuso a partire da oggi 25 maggio
sui suoi canali social, e che lo hanno spinto a dire “La pandemia non fermerà le emozioni”. Nasce così la
decisione di lanciare una campagna promozionale degli abiti di alta moda che hanno sfilato sulle passerelle
delle più importanti kermesse nazionali come la Milano Fashion Week o l’Alta Moda Roma e che saranno
“accessibili” a tutte, con sconti dal 20 al 70%, previa appuntamento in atelier. <<La nostra non è una
operazione di marketing – chiarisce lo stilista – ma un modo per sentirmi vicino alle mie donne, alle mie
clienti, che si affidano a me per realizzare i propri sogni e che in questo momento così drammatico mi
hanno confidato le proprie paure e i propri dispiaceri. Per tutte loro, e per le loro famiglie, ci sono state
difficoltà economiche a causa della quarantena e dunque comprendo che un abito “prezioso” di alta
sartoria potrebbe in questo periodo essere inaccessibile; dunque ho deciso di renderle felici come loro da
sempre rendono felici me scegliendo le mie creazioni”.

Moorer ora produce mascherine

L’azienda di abbigliamento Moorer ha “fornito oltre 1,5 milioni di mascherine del tipo Ffp2, Ffp3 e chirurgiche, 250mila camici monouso e 15.000 tute impermeabili a una lunga lista di enti di pubblica utilità italiani.
    L’operazione – spiega una nota – è stata resa possibile in seguito alla scelta di Moorer di convertire l’intera produzione del suo marchio-icona Jan Mayen, che opera in Cina, nella realizzazione di dispositivi di protezione”.
    “A ulteriore supporto e per velocizzarne i processi – spiega ancora la nota – è stata attivata anche una parte del polo produttivo di Moorer in Italia che ha contribuito a produrre in poco tempo una quantità di dispositivi per il supporto di realtà collocate nelle zone più colpite dalla pandemia in Italia, tra le quali Ats Bergamo e Brescia, Croce Rossa italiana, diversi comuni lombardi, case di riposo, ospedali, istituti farmacologici e di ricerca. Grazie al rapporto commerciale con la Cina, Moorer ha potuto garantire all’Italia un celere approvvigionamento di mascherine certificate Ce messe a disposizione dei soggetti richiedenti al solo costo di produzione, per una vendita, dunque, dalla quale l’azienda non ha ottenuto alcun guadagno. A sostegno solidale della sua zona di origine, inoltre, il brand è riuscito a donare 25.000 dispositivi ( 20.000 mascherine chirurgiche e 5000 camici) agli istituti ospedalieri del Veronese. La decisione del brand allo scopo di mettere in sicurezza il lavoro dei soggetti più esposti, come il personale medico e gli operatori sanitari, nonché di sostenere tutta la comunità, in buona parte ad oggi ancora sprovvista di adeguati dispositivi di protezione”.

Fonte: Ansa

Ecco come la Moda dovrà ripartire

Si è detto in questi giorni che più di ogni altra cosa, per dare misura di quello che sta succedendo servono i numeri. E i numeri sono chiari: giovedì 12 marzo si sono registrati 8 nuovi casi di Covid-19 in Cina (il dato giornaliero più basso mai registrato da quando a gennaio è iniziata la segnalazione nazionale), mentre in Italia nello stesso giorno sono 189.

E ci vorrà del tempo per vedere anche i nostri numeri calare, come ha riferito il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella conferenza stampa dell’11 marzo, «è importante essere consapevoli che abbiamo cominciato da poco a cambiare le nostre abitudini, l’effetto di questo nostro grande sforzo potremo vederlo solo tra poche settimane, un paio di settimane». LEGGI ANCHE› Coronavirus ed economia: quali effetti sull’industria della moda?

Ma da come la Cina ha reagito all’emergenza si può apprendere qualcosa per fronteggiare la crisi: può e lo farà l’industria italiana della moda, con il Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Carlo Capasain prima linea per pensare al “dopo isolamento”.

Il problema principale è il calo della domanda

Il settore moda italiano in questo momento vive problematiche su diversi fronti: da una parte il calo di produzione, dall’altra quello della domanda. Con i negozi di beni non indispensabili chiusi definitivamente – in seguito al decreto annunciato l’11 marzo, che impone l’apertura in tutta Italia dei soli rivenditori di beni di prima necessità, come farmacie e alimentari – fino al prossimo 3 aprile lo shopping subisce un’evidente e necessaria frenata.

Fonte: iodonna.it

Emanuele Bilancia Couture: alta moda primavera/estate in scena al “Crudo Home” a Pompei

Domenica 1 marzo è andata in scena l’alta moda primavera/estate 2020 dello stilista nato in Puglia, ma ormai campano di adozione.

Fra le stanze maiolicate di “Crudo Home” in Via Sacra a Pompei hanno preso posto i tantissimi ospiti per assistere a questo piccolo racconto di una donna contemporanea e femminile, che esterna le sue sensualità osando con volumi importanti e couture mixati a giochi di piume, trasparenze e piccoli bagliori che possono essere indossati da tutte le donne in maniera trasversale senza limite d’età per poter essere sempre belle.

La seta declinata in organze, mikado e voile, costituisce la colonna portante di questa collezione che ci parla dell’altra anima dello stilista, quella più glamour e sfavillante che si apre al mercato internazionale.

La musica impetuosa e solenne, l’allestimento in perfetto stile mediterraneo EBC, hanno enfatizzato il lavoro di Emanuele che continua ad investire nel territorio con la caparbietà che solo i giovani sognatori hanno e che può essere da esempio per tutti i giovani imprenditori che come lui hanno deciso di “restare” e non “partire”

A rendere magico il tutto: Tiziana Illustrazione, Mariangela Salvati, Crudo Lounge Pompei, Alfonso Cerrato, Alfonso Nappo ed Eventi White Pompei.

Moncler Genius fedele al suo messaggio “One House, different voices”

Dodici installazioni, dodici visioni per Moncler Genius, fedele al suo messaggio “One House, Different Voices” che, alla terza edizione, accoglie lo sguardo creativo del nordirlandese JW Anderson e si apre ad esperienze oltre il piumino, come la collaborazione con Rimowa, da cui sono nate le valigie con led dove far apparire il messaggio che si vuole tramite un’app. A indicare l’apertura ad altri mondi, un’installazione di bici nata dall’incontro con i danesi di Mate Bike, che accoglie i 4000 ospiti – tra cui l’attore Will Smith – all’ingresso dell’ex macello di viale Molise, che domenica si aprirà anche al pubblico, che potrà accedere alla presentazione registrandosi sul sito del brand.
    Nell’enorme spazio abbandonato, 10 box diversi nascondono le collezioni dei vari ‘genius’ al lavoro per Moncler, a partire da Jonathan Anderson, che ha rivisto i capi più iconici del suo brand, JW Anderson, riproponendo come decorazioni pois e borchie a punta in nylon. Ha lavorato inoltre sul contrasto opaco-lucido e aggiunto rimandi country ai codici dell’abbigliamento urbano.
    “Sono affascinato dalla tecnicità e dall’essenzialità dei capi Moncler. Un piumino – dice il creativo – deve assolvere una funzione ben precisa ed è un aspetto che ho sempre tenuto a mente disegnando questa collezione, reinterpretandolo attraverso il mio gusto per l’astrazione pura”.
    Per Moncler 1952, Veronica Leoni ha immaginato “un esercito di donne in cerca di un paradiso perduto. Mi sono ispirata – racconta – all’esotismo dell’inizio del XX Secolo, interpretandolo in un’ottica moderna e funzionale. Femminilità, eleganza e praticità sono le parole chiave. Sono particolarmente fiera della collaborazione con Girl Up, che si batte per la parità di genere, con cui ho realizzato degli special items con lo slogan “It’s her right”. Per la collezione uomo 1952, invece, Sergio Zambon ha reinterpretato lo stile di Los Angeles con quattro creativi locali. Ha scelto la strada della collaborazione anche Hiroshi Fujiwara, che per la linea Fragment ha incontrato Lewis Leathers, Pokemon, Kool & the Gang e Converse. Tra le presentazioni più scenografiche quella di Craig Green, con stampanti che sembrano dar vita ai piumini, e quella di Sandro Mandrino, con acrobati che si arrampicano sulle pareti per mostrare i nuovi piumini bianchi su cui la luce disegna dei graffiti. Ottica al femminile per Simone Rocha, che porta tutti al cinema per un video ispirato a Fellini creato insieme a Petra Collins

Fonte: Ansa

BIKER E STIVALETTI SNAKE PRINT: L’ANIMA SAUVAGE DI DEICHMANN PER LA P/E 2020

I modelli animalier print, da sempre la stampa più amata dalle fashioniste di tutto il mondo, per la prossima primavera si colorano in versioni inedite e sempre più trendy.

I biker e gli stivaletti animalier DEICHMANN, pratici e grintosi, completano il guardaroba dal fascino animale: l’anfibio pitonato dai toni aggressive dona un twist in più ad outfit casual e 100% urban. Abbinato con un mini dress nero, una jumpsuite o ancora con jeans a sigaretta o boyfriend style è ideale per sfoggiare un look ruggente.

L’irrefrenabile animalier style si diffonde a macchia di leopardo anche sugli stivali cowboy, declinati in delicate sfumature pastello, con applicazioni e stampe dall’appeal aggressivo e graffiante, per far emergere l’innato istinto felino. Evergreen perfetti per affrontare con determinazione avventure quotidiane nella frenetica giungla urbana.


Il Gruppo DEICHMANN, con sede principale a Essen (Germania), è stato creato nel 1913 ed è leader sul mercato europeo del commercio al dettaglio di calzature. I piani per quest’anno prevedono l’ingresso nel mercato dell’Estonia con il concept DEICHMANN. Nuovi negozi DEICHMANN verranno aperti entro breve anche a Dubai con un franchise partner mentre in Cina sarà in vendita una selezione di scarpe donna e kids attraverso la piattaforma online T-Mail Global.

Angelo Cruciani: uno stilista nel talent show di Netflix

Lo stilista Angelo Cruciani è stato scelto per il talent show di Netflix ‘Next in Fashion’, condotto da Tan France e Alexa Chung, che debutterà a livello mondiale il 29 gennaio, già tradotto in 14 lingue. La première a New York, in occasione della fashion week. Il programma, in 10 puntate e con 18 concorrenti, mette in palio 250mila dollari e una collezione su Net-a-Porter.
    Attivista per i diritti Lgbt, creatore dei flash mob del Gay pride e stilista con la sua linea Yezael, il 42enne Angelo non nasconde la sua soddisfazione: “Non mi aspettavo di essere scelto, hanno fatto prima una selezione tramite i direttori di giornali moda, poi un casting durato 6 mesi, ci hanno portato in 28 a Los Angeles, e siamo rimasti in 18, ognuno famoso nel suo Paese ma non altrettanto a livello internazionale. Io non mi aspettavo di entrare perché sono una briciola rispetto agli altri concorrenti e ad altri colleghi italiani che sfilano in calendario e hanno un percorso ben avviato”. Se la sua moda nel programma Netflix è stata definita grunge, glamour, rock e fashion, per lui l’importante è “mandare un messaggio, dare un mio punto di vista sul pensiero positivo e credo che questo sia stato un punto forte per la selezione. Per Netflix è importante il mio attivismo sociale e ideologico anche con Amnesty, che patrocina sempre le mie mostre. La mia – sottolinea – è una moda impegnata e non una decorazione, per me devi essere consapevole che quello che appari sei: ogni monaco sceglie suo abito”

Fonte: Ansa