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Rogiosi editore: a luglio in libreria con sette nuove pubblicazioni

A luglio in libreria con sette nuove pubblicazioni:

“Dio nel frammento. La fede in tempo di pandemia” di Don Tonino Palmese, “Carcere. Idee, proposte e riflessioni” di Samuele Ciambriello, “Il merito del mezzo” di Franco De Luca, “Casomai avessi dimenticato” di Matteo Cosenza, “Nel nome del mare” di Oreste Ciccariello, “Inferno 1860” di Marco Lapegna, “Arrivò Claude e vinse il buio” di Moira Lilli.

“Durante il lockdown, la casa editrice che ho fondato e dirigo ha proseguito il lavoro sulle pubblicazioni che a luglio sarebbero dovute arrivare in libreria – racconta Rosario BiancoRogiosi Editore –. Non è stato un lavoro semplice, ma ho provato a tenere alto l’entusiasmo e la voglia di fare dei miei collaboratori, e i lettori italiani troveranno sugli scaffali sette nuovi titoli. Abbiamo anche continuato a lavorare sulla rivista l’Espresso napoletano e abbiamo dato vita a nuovi progetti, come ‘OMBRE, leggende metropolitane’ in 8D”.

“Dio nel frammento. La fede in tempo di pandemia” di Don Tonino Palmese

“Penso che il virus ci stia dicendo che il nostro modo di pensare al progresso, al benessere e alla forza di un corpo sempre più sano, consista nel ridisegnare l’esistenza tutta, con la logica della piccolezza, dell’umiltà e della semplicità e credo che allo stesso tempo anche la stessa fede in Dio, debba assumere le stesse forme della “piccolezza” e perciò della pervasività, aldilà degli steccati confessionali. Dobbiamo sviluppare un’immagine di Dio e del Suo agire come un frammento quasi impercettibile per determinare l’ingresso onnipotente di Dio e della Sua Signoria nella storia. Un frammento della nostra fede e delle nostre semplici esistenze in grado di poter ospitare il “Tutto” presente nel Totalmente Altro”. Don Tonino Palmese.

“Carcere. Idee, proposte e riflessioni” di Samuele Ciambriello

“Carcere è l’anagramma di cercare. Cercare per ricostruire, per ritrovarsi, per seguire una strada che è tracciata anche dalla Costituzione: assumersi le responsabilità, per trovare se stessi, rispettando i diritti delle persone”. È questo lo slogan di Samuele Ciambriello, giornalista, scrittore, professore, attivamente impegnato da 40 anni nella lotta per i diritti delle persone sottoposte a restrizioni della libertà personale e Garante dei Detenuti della Regione Campania da ottobre 2017. Presidente dell’Associazione La Mansarda, il Professor Ciambriello, dopo diversi anni, ha sentito l’esigenza di ‘scrivere di carcere’, di trattare del complesso sistema penitenziario, ma soprattutto delle esperienze di vita vissuta in esso annidate, di diritti negati, di affettività, partendo da un’attenta analisi, attraverso attività di monitoraggio, osservazioni, colloqui, sopralluoghi, progetti, il tutto rifacendosi all’art. 27 della Costituzione, che recita «Le pene [17 ss. c.p.] non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato». Un testo alla portata di tutti, professionisti del settore e non, che cerca con un linguaggio semplice di fornire dei riferimenti teorici, empirici e scientifici, con l’intento di abbattere i muri e di instaurare ponti tra il ‘dentro’ e il ‘fuori’, mettendo in risalto l’importanza di costruire e di ‘cercare’ insieme, popolazione detenuta e non, una ‘zattera’ che possa remare controcorrente nel mare dell’indifferenza e della repressione, sull’onda della consapevolezza e del rinvenimento.

“Il merito del mezzo” di Franco De Luca

Un ragazzo enigmatico, introverso e con doti speciali, un commissario stanco di vivere, un fotografo esuberante e una affascinante nobildonna, un muratore che affronta il boss del quartiere, un senatore generoso e preso d’amore per la moglie, un musicista tormentato dal successo di una sua canzoncina puerile. Sono solo alcune delle molte tessere che formano un mosaico policromo e preciso. Un romanzo corale, dove ogni personaggio è leva di cambiamenti impensabili e decisivi nella vita degli altri. Con una narrazione ironica e avvincente, che tocca generi e toni diversi, le storie mostrano come alcune persone, attraversate da una misteriosa energia, possano diventare strumenti di disegni divini e mezzi della crescita di chi li circonda. Strumenti dunque, mezzi, cui va il merito di saper accogliere il delicato compito che viene loro affidato. Per giungere, infine, alla liberatoria consapevolezza che solo parte di ciò che ci accade dipende dalla nostra volontà e che ridimensionata deve essere dunque la fierezza, così come circoscritta è la colpa.

“Casomai avessi dimenticato” di Matteo Cosenza – Illustrazione di copertina Riccardo Marassi

Carte, tutte le carte di una vita, raccolte nell’arco di quasi sessant’anni, poi per caso rilette, in gran parte cestinate e in parte archiviate. Carte d’identità o, se si preferisce, una storia di carte come si conviene al protagonista che è un giornalista, calato per necessità e comodità nell’era digitale, ma geloso di una storia non virtuale bensì palpabile come si può fare con un foglio A4, con una pagina di un giornale o di un libro. I personaggi e interpreti sono uomini e donne noti o meno noti, soprattutto contano le storie che scaturiscono dagli incontri felici o tragici, da vicende individuali e collettive. Ci sono Pino e Luigi, Gennaro e Ennio, Giancarlo Siani e Mimmo Maresca, Enrico Berlinguer e Giorgio Napolitano, Francesco De Martino e Giacomo Mancini, Ruggero Zangrandi e Pier Paolo Pasolini, Antonio Bassolino e Raffaello Causa, Pasquale Nonno e Antonio Gava, e tanti giovani che, seduti dall’altro lato della scrivania, chiedevano: «Vorrei fare il giornalista». Lui, l’autore, un giorno si trovò ad un bivio: giornalismo o politica? Scelse senza titubanze il primo ma in realtà non ha mai abbandonato la passione per la seconda. Come mai? Forse perché in queste attività, come nella vita, è importante, se non fondamentale, una visione del mondo, un’idea dello stare con gli altri, un sogno che può essere anche un’utopia. Senza un bisogno di verità e un progetto di futuro che vita sarebbe?

“Nel nome del mare” di Oreste Ciccariello

La forza distruttrice del mare e la sua incredibile clemenza. La capacità di condannare e salvare, per sempre. L’inarrestabile potenza di capovolgere una barca e l’irresistibile spinta a crederci ancora. Le onde che si infrangono, le onde che accarezzano. Sulla dicotomia del mare si muove questa storia.
Il mare è prima carnefice, amante voluttuoso, eterno nemico e prigione, poi diventa una placida culla, unica flebile speranza, sola via d’uscita, ultima salvezza. Il racconto di un giovane ragazzo, Seyum, che si trova per due volte ad affrontare il mare e a sconfiggerlo per trovare la libertà. Una storia inventata, in un luogo che non esiste, che però purtroppo riflette, allegoricamente, qualcosa di tristemente vicino alla realtà dei giorni nostri. Troppe persone che sfidano il mare per trovare la libertà e finire in una prigione più grande di quella che hanno lasciato. Come Seyum, però, bisogna crederci e lottare nel nome del mare. Perché, del resto, nel nome del mare l’uomo spera, prega e invoca. Al di là del mare l’uomo fugge. Per colpa del mare l’uomo spesso e ancora si perde. Ma nel nome del mare l’uomo sempre e per l’ultima volta si salva.

“Inferno 1860” di Marco Lapegna

Nella rovente estate napoletana del 1860, mentre Garibaldi con il suo esercito di volontari risale la penisola e l’amministrazione del Regno delle Due Sicilie è in completo disfacimento, l’ispettore di primo rango della polizia borbonica Gaetano Casagrande è incaricato di indagare su un delicato caso di duplice omicidio: una anziana venditrice ambulante di umile aspetto e la moglie di un giudice appartenente all’alta aristocrazia napoletana sono ritrovate assassinate assieme nello stesso appartamento. Intrecciando l’indagine poliziesca con gli eventi storici realmente accaduti, l’intento dell’autore è costruire un romanzo noir raccontando al tempo stesso la vita quotidiana di Napoli nei quattro mesi decisivi nel processo di unificazione dell’Italia. Una città tumultuosa e piena di vita, popolata da guardie pigre e svogliate, immigrati pugliesi in cerca di una vita migliore, spie del regno di Sardegna, piccoli ladruncoli, preti impegnati in omelie reazionarie e avvocati liberali. Una terra in bilico tra un passato pieno di contraddizioni e un futuro ricco di incognite, eternamente sospesa tra l’attesa remissiva di un aiuto esterno e il desiderio di partecipare in prima persona al cambiamento epocale. Cambiamento che promette benefici per tutti, ma forse non all’altezza del prezzo che ognuno dovrà pagare.

“Arrivò Claude e vinse il buio” di Moira Lilli

Angela e Paolo sono una coppia in crisi. Aggrappati al loro sogno d’amore coltivato al Liceo, fatto di passione, di slanci e di letteratura, arrivati a quarant’anni devono fare i conti con la grigia quotidianità che porta silenzi, incomprensioni, percorsi interiori diversi. I protagonisti, attraverso un’esperienza forte ed inusuale, si troveranno a scavare in sé stessi sullo sfondo di una città, Napoli, che con la sua bellezza amplifica e ferisce, lenisce e sana. Nel fluire dell’epoca complessa che stiamo vivendo, l’opera diviene romanzo di formazione di coppia e rappresenta un’ancora, un modo letterario per aprire il pensiero alla riflessione.

In esclusiva per Pink Life Magazine, video intervista all’Arch. Michela Musto, ideatrice di The Spark

La nuova libreria inaugurata giovedì 27 febbraio a Napoli, in Piazza Bovio.

Come il nome ci suggerisce, The Spark vuole essere una scintilla per Napoli, un concept completamente nuovo che coniuga libri, musica e creatività.

Un “hub creativo”, sviluppato su tre piani, dove si terranno laboratori di produzione e design, eventi, conferenze, incontri e attività di coworking.

Articolo e video intervista a cura di Stefania Russo

Rogiosi Editore presenta AL POSTO GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO

ANTEPRIMA NAZIONALE DEL CORTOMETRAGGIO

E PRESENTAZIONE DEL LIBRO

A CURA DI GIGI & ROSS E ORESTE CICCARIELLO

Ottocento ragazzi delle scuole della Campania al Teatro Acacia di Napoli per una mattina dedicata alla legalità, con la presentazione, in anteprima nazionale, a cura di Rogiosi Editore, in collaborazione con l’Università Telematica Pegaso, del progetto ‘Al posto giusto, al momento giusto’: cortometraggio e libro a cura di Gigi & Ross e Oreste Ciccariello. Sono state raccontate le storie di Annalisa Durante, Maurizio Estate, Silvia Ruotolo, Genny Cesarano e Gigi Sequino e Paolo Castaldi. In platea, Alessandra Clemente, nella doppia veste di assessore comunale e parente di una vittima bianca di camorra; il magistrato Catello Maresca, che ha firmato la prefazione del libro; il generale dell’Arma dei Carabinieri Maurizio Stefanizzi; Davide Estate, fratello di Maurizio e presidente dell’associazione antiracket Vomero/Arenella; Maria Rosaria Evangelista, mamma di Luigi Sequino, insieme ai genitori di Paolo Castaldi, i protagonisti del cortometraggio Rosaria De Cicco (Silvia Ruotolo), Cristiano Di Maio (Maurizio Estate), Mirko Ciccariello (Genny Cesarano), Elisabetta Mirra (Annalisa Durante), Gigi & Ross (Luigi Sequino e Paolo Castaldi).

Alla proiezione del cortometraggio, impreziosito dalla voce narrante diFrancesco Pannofino, è seguito un dibattito moderato dal giornalista Leandro del Gaudio. Al centro della riflessione, il capovolgimento della visione secondo cui la vittima di camorra si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato. La vittima era al posto giusto, nel momento giusto. Tutto quello che c’era attorno era sbagliato.

“Capovolgere la prospettiva è una necessità per creare quanto meno una ragione – affermano Gigi & Ross –. Ci sono avvenimenti che, se vengono razionalizzati, possono portare alla follia. Vederli da un altro punto di vista, cercare di creare un’alternativa immaginaria, ma forse molto più reale di quella che dovrebbe essere, è l’unica via di fuga per cercare di comprendere delle cose che non hanno una spiegazione. Queste persone meritano di vivere nella memoria: non bisogna mai dimenticare quello che è accaduto. La memoria rende immortali. La camorra può ammazzare chiunque, ma non i ricordi. Questo lavoro è nato nell’arco di un anno. Decidemmo di scrivere un pezzo su Gigi e Paolo, che oggi avrebbero la nostra età. Poi abbiamo messo insieme altri artisti ed è nato ‘Al posto giusto, al momento giusto’. Le storie sono state scelte per chiarire alcuni punti che probabilmente la superficialità di molti ha fatto passare in secondo piano: vite a cui è stato strappato un futuro meraviglioso, quasi colpevoli di essere, secondo l’immaginario collettivo, nel posto sbagliato al momento sbagliato”.

“È fondamentale che tutte le componenti della società prendano una posizione chiara – dichiara il magistrato Catello Maresca –. Bisogna far capire che noi siamo al posto giusto e al momento giusto. Sono gli altri, quelli che non vogliamo neanche nominare, a essere nel posto sbagliato. Dobbiamo cercare di riportare anche loro dal lato giusto. Sarebbe facile e banale dire che stiamo messi meglio, perché non ci sono più tanti morti come quelli che siamo costretti a ricordare e a piangere. La battaglia è ancora lunga, complicata e costante. È una battaglia di civiltà, che passa attraverso la cultura, attraverso l’informazione, attraverso anche la persuasione di questi soggetti e delle persone che sono destinate a intraprendere, anche loro malgrado, questa strada. Non bisogna abbassare la guardia quando sembra che il fenomeno sia attenuato. Anzi, è quello il momento in cui tenere ancora più viva l’attenzione e in cui la battaglia deve continuare per essere definitivamente vinta”.

“Dobbiamo cercare di prevenire, educare, ricordare ai nostri ragazzi la retta via.  Dobbiamo definire il confine tra il bene e il male – afferma Rosario Bianco, Rogiosi editore –. Ci proviamo da anni, con tantissimi progetti sulla legalità. A questo teniamo moltissimo, perché pone l’attenzione sulla libertà, dei nostri ragazzi e nostra, di vivere la nostra vita. Siamo sempre noi nel posto giusto al momento giusto. Abbiamo voluto dare un segnale con tutti coloro che hanno partecipato al progetto: abbiamo bisogno dei nostri spazi. Nessuno può violentarci in questa esigenza. Dobbiamo dare ai ragazzi segnali di libertà”.

“È giusto dire ai ragazzi che chi è stato ammazzato da una mano armata, criminale, camorrista nella nostra città era al posto giusto al momento giusto – afferma Alessandra Clemente –. Spesso si usano parole non corrette: ‘erano nel posto sbagliato, al momento sbagliato’, ‘uccisi per errore’. Io sono cresciuta sentendo dire che mia madre era stata uccisa per errore. E, poi, per errore erano stati uccisi Annalisa Durante, Maikol Russo, Ciro Colonna, per nominare pure chi in quest’opera non c’è… ma simbolicamente è anche loro. Per errore la mattina ci si alza, ci si arma, si prende un motorino, si spara, si scappa, ci si nasconde come dei vigliacchi? Queste sono frasi che hanno giustificato qualcosa di difficile da comprendere ma necessario da combattere. Noi siamo qui perché siamo dalla parte giusta. È la parte delle vittime, delle persone meravigliose che non ci sono più. Oggi, i loro sogni, i loro progetti camminano sulle nostre gambe. Nel nostro presente e nel nostro futuro abbiamo un diritto: essere la prima generazione a vivere senza camorra, corruzione, malaffare, prepotenza. Essere vittime vuol dire essere forti, reagire, non provare vergogna. Vuol dire essere insieme. Oggi, grazie a questo strepitoso progetto, siamo insieme tutti per essere nel posto giusto al momento giusto e fare noi le cose giuste”.

Rogiosi Editore presenta MafiaEuropa di Amalia De Simone

Dal 13 febbraio nelle migliori librerie, su Amazon e sugli store on line

Amalia De Simone, watchdog napoletana, giornalista, videoreporter pubblica con Rogiosi Editore, “MafiEuropa”, libro in cui ha raccolto le inchieste realizzate per Corriere.TV, dal 13 febbraio nelle migliori librerie, su Amazon e sugli store on line.

La copertina è stata disegnata dall’artista MoraleS.

In linea con la globalizzazione dei traffici, da anni, le mafie italiane si sono internazionalizzate. L’Europa, in particolare, e altri continenti, sono diventati un unico campo d’azione e di interazione con le altre criminalità mondiali. Paesi come la Germania, la Spagna, la Gran Bretagna, l’Olanda, il Lussemburgo e intere aree dell’Est Europa sono diventate, nel corso del tempo, centrali di riciclaggio, basi per traffici illegali e aree di transito, luoghi di protezione per latitanze, territorio di conquista per investimenti immobiliari e commerciali. Nella geografia degli interessi criminali dei clan, alcuni paesi europei sono diventati fondamentali, quanto e più dell’Italia dove invece si percepisce di più il sottoproletariato mafioso. Le mafie vanno dove incontrano meno resistenza: la lotta alle mafie in Europa è resa molto fragile dalla disarmonia legislativa: il reato di associazione mafiosa, non è infatti contemplato da quasi nessun altro ordinamento nazionale europeo. I fatti che creano allarme sociale sono rari, i mafiosi portano ricchezza e qualche volta tutto questo diventa un alibi per voltarsi dall’altra parte. Amalia De Simone ha realizzato le sue inchieste sul campo, girando tra i paesi europei, incontrando i protagonisti delle scottanti vicende, uomini di legge e uomini del “sistema”, tracciando un quadro sugli affari di ‘ndrangheta, camorra e mafia in Europa.

L’autrice

Amalia De Simone, watchdog napoletana. Giornalista professionista, laureata in giurisprudenza. Videoreporter d’inchiesta del Corriere.it, attualmente collabora anche con Rai e Reuters. Nel 2017 è stata nominata cavaliere al merito delle Repubblica Italiana dal presidente Sergio Mattarella con una motivazione attinente al suo lavoro di giornalista: “Per il suo coraggioso impegno di denuncia di attività criminali attraverso complesse indagini giornalistiche”. Lavora come reporter da più di vent’anni e da circa dieci anni ha cominciato a occuparsi prevalentemente di giornalismo investigativo. Ha dedicato molte inchieste agli intrecci tra clan, politica e mondo economico, occupandosi spesso di rifiuti, appalti e riciclaggio, con focus sulle infiltrazioni internazionali delle mafie e delle connessioni con il terrorismo. Indaga procurandosi e consultando atti e documenti ma soprattutto andando sui posti e partecipando ai fatti. Al suo lavoro è stata dedicata una puntata del programma di Rai1 “Cose nostre” e di Rai3 “Nuovi eroi”. Nel 2016 ha lavorato nel programma d’inchiesta di Rai tre, “Rec”, e sempre per la Rai ha realizzato reportage per i programmi “Crash”, “La storia siamo noi” e “Linea Notte”.

Ha vinto molti premi giornalistici tra cui il “Mariagrazia Cutuli”, “Wangari Maathai”, “Giornalismo d’inchiesta” e per 3 volte riconoscimenti nel “Cronista dell’anno”. È tra gli autori dei volumi “Dem – Dizionario enciclopedico sulle mafie”, “Novantadue, l’anno che cambiò l’Italia”, “L’Italia dei veleni”, “Under – giovani, mafie e periferie”, e della serie di inchieste televisive sulla crisi dei rifiuti “Nella terra di Gomorra”, realizzata per Current. Da anni è impegnata in battaglie per la libertà di stampa e di espressione. Per volontariato è direttore di Radio Siani, radio anticamorra con sede a Ercolano in un bene confiscato a un boss.

Rogiosi Editore presenta C’ERA UNA (PRIMA) VOLTA di CLAUDIO GUERRINI

Dal PRIMO FEBBRAIO nelle migliori librerie, su Amazon e sugli store on line

Presentazione in anteprima nazionale a Casa Sanremo

Martedì 4 febbraio | ore 19

Claudio Guerrini, conduttore radiotelevisivo, firma del settimanale Vero, doppiatore e deejay pubblica, con Rogiosi Editore, il suo libro di esordio dal titolo “C’era una (prima) volta”. Il lavoro editoriale di Guerrini trascina il lettore in una girandola di emozioni che solo le favole più belle possono trasmettere: incontri (e lunghe chiacchierate) con Enrico Mentana, Giuliano Sangiorgi, Noemi, Paolo Genovese, Virginia Raggi, Paolo Rossi, Dario Ballantini, Ludovica Pagani, Michele Guardì, Giovanni Malagò, Sandra Milo, Eduardo Montefusco, Francesca Stella. “C’era una (prima) volta” sarà presentato in anteprima nazionale a Casa Sanremo nel Teatro Ivan Graziani, martedì 4 febbraio, alle 19, nell’ambito della rassegna “Writers”.

Inserire nel catalogo Rogiosi il libro di esordio di Claudio Guerrini è una grande soddisfazione professionale – racconta Rosario Bianco –. Come centinaia di migliaia di italiani ascolto RDS e Guerrini è uno tra gli speaker che seguo con più interesse. È stato un vero piacere incontrarlo e lavorare con lui. Inizia un grande anno editoriale per Rogiosi, il progetto a cui da anni lavoro con passione e che, tra le tante cose a cui mi dedico, occupa un posto speciale nelle mie giornate”.

Scrivere il mio primo libro è stata un’esperienza bellissima e devastante. Sono molto sincero, come lo sono sempre in radio, in televisione, ovunque io parli: cosa che mi è costata tanto. Spero non mi costerà anche con i protagonisti di questa mia prima opera, perché l’ho scritta con altrettanta sincerità, mettendoci sempre del mio. Ringrazio Rosario Bianco che ha subito appoggiato questa mia idea e spero non si sia pentito!”, racconta Claudio Guerrini, che aggiunge: “È stato un libro molto impegnativo, l’ho scritto in tre mesi. Non so come abbia fatto: ho scritto quasi sempre di notte, perché di giorno facevo altre mille cose. Vedevo l’alba mentre finivo di scrivere le ultime righe. Sono storie diverse di personaggi più o meno famosi, che mi hanno regalato le loro prime volte in amore, sul lavoro. Le prime volte in cui hanno provato la passione per qualcosa che poi hanno continuato per tutta la vita, quando ancora non erano quelli che poi sono diventati. E poi ci sono altre storie che io ritengo molto divertenti e, in qualche caso, toccanti. La mia prefazione doveva essere solo una piccola anteprima di quello che avrei raccontato di tutti i protagonisti del mio libro. In realtà, poi, mi sono lasciato andare e mi sono divertito a raccontare un po’ di mie prime volte. Tant’è che se qualcuno crederà ancora in me, magari il mio editore mi resta accanto, sto pensando di fare una seconda opera. Scrivere è un’emozione bellissima. Spero che il libro piacerà a chi lo leggerà, perché ci ho messo davvero il cuore, senza neanche una bugia. Le favole iniziano sempre con ‘C’era una volta’; questa inizia con ‘C’era una (prima) volta’ e nelle primissime pagine spiego perché”.

Dopo aver trascorso una vita in radio, aver vissuto molteplici esperienze televisive e aver frequentato stadi, piazze e palchi per tanti eventi ‘live’, Claudio Guerrini ha deciso, quindi,  di raccontare e di raccontarsi con un linguaggio diverso.

Per costruire questa sua prima opera ha incontrato alcuni tra i più interessanti personaggi 

dello spettacolo, dello sport e della cultura, privilegiando quelli con cui ha costruito, 

nel tempo, un autentico rapporto personale e che si sono aperti con lui senza barriere. 

Protagonisti di questo libro sono i momenti che hanno rappresentato il vero punto di svolta nelle carriere di grande successo. Come ci sono riusciti? Perché è toccato proprio a loro? Talento, sudore, fortuna, perseveranza, faccia tosta: di cosa hanno avuto bisogno per raggiungere così grandi traguardi? Ricordi che fanno sorridere, pensare, talvolta commuovere. Ai quali Claudio ha voluto aggiungere la storia di un’amica speciale che sta combattendo, da vera leonessa, una terribile e coraggiosa battaglia.

Perché di prime volte, nella vita, ne dobbiamo affrontare tante, ma non sappiamo mai quale sarà la prossima.

Perché ogni vita è una favola, ma non ne conosciamo il finale.

Qui, Claudio Guerrini e i suoi amici, raccontano al lettore come può cominciare… 

Rogiosi Editore presenta “L’uovo di Virgilio”

Dentro Napoli: la memoria dei luoghi

di Vittorio Del Tufo e Sergio Siano

la Feltrinelli Libri e Musica

Mercoledì 4 dicembre | ore 18

Mercoledì 4 dicembre, alle 18, lo spazio eventi la Feltrinelli Libri e Musica di via Santa Caterina (Piazza dei Martiri), ospita la presentazione del libro “L’uovo di Virgilio. Dentro Napoli: la memoria dei luoghi” (Rogiosi editore) del giornalista Vittorio del Tufo e del fotoreporter Sergio Siano. Gli autori converseranno con la giornalista e scrittrice Titti Marrone. Il reading è affidato all’attore Andrea Fiorillo. Ospite Gianni Lamagna (Nuova Compagnia di Canto Popolare) con tanti altri amici. Saranno presenti anche numerosi protagonisti delle storie narrate nel volume.

Già autori di numerosi volumi dedicati alla storia e alle leggende di Partenope, Del Tufo e Siano hanno attraversato per anni la città nello spazio, ma anche nel tempo, battendo, palmo a palmo, il territorio alla ricerca del cuore esoterico e misterioso di una delle città più immaginifiche e stratificate del mondo. Si sono addentrati nei misteri dell’archeologia, dell’esoterismo, della storia, dell’arte, dei culti perduti, della musica. E hanno raccontato, con parole e immagini, i miti e le leggende custodite dietro ogni strada, dietro ogni palazzo. Ne è venuto fuori uno straordinario documento giornalistico – L’Uovo di Virgilio – pubblicato da anni, ogni domenica, sulle pagine del quotidiano Il Mattino. Percorsi affascinanti tra le strade e i vicoli di Napoli, storie narrate e fotografate, miti di ieri e di oggi.

Su tutto, la sfolgorante bellezza di Partenope, la città fondata secondo la leggenda dalla bella sirena che le ha dato il nome, e che si manterrà in vita, salda, finché il magico uovo di Virgilio sotto Castel dell’Ovo resterà integro. La penna dalle mille sfumature di Vittorio Del Tufo, redattore capo de Il Mattino, e le fotografie artistiche di Sergio Siano per un libro d’autore, da regalare e da regalarsi, per chi vuole scoprire Napoli da turista, e per chi la vive, ma sicuramente non la conosce abbastanza.

I luoghi e i racconti più strani di Napoli, il nuovo libro del giornalista Marco Perillo

Monumenti insoliti e dimenticati, vicoli e anfratti da riscoprire, un viaggio tra i segreti di una città infinita

Presentazione giovedì 28 novembre 2019 dalle ore 18:00
A&M Bookstore / Via Duomo 93 Napoli

In libreria da giovedì 14 novembre 2019     

 

Continuano gli appuntamenti culturali per promuovere “I luoghi e i racconti più strani di Napoli”, il nuovo libro del giornalista del Mattino di Napoli, Marco Perillo, che sarà presentato ancora una volta giovedì 28 novembre 2019 dalle ore 18:00
presso A&M Bookstore / Via Duomo 93 Napoli.

Marco Perillo, ancora una volta si rivela un vero e proprio esploratore urbano e con il suo nuovo libro, I luoghi e i racconti più strani di Napoli (Newton Compton editori), ci guida alla ricerca di luoghi dimenticati o scomparsi, cambiati nel tempo o inaccessibili dell’immensa città partenopea, per scoprirne la bellezza profonda e mai del tutto nota.

I luoghi e i racconti più strani di Napoli

Napoli è una città che non si finisce mai di scoprire. Osservandola oltre le apparenze è possibile imbattersi nella Grecia di Pericle, nella Roma imperiale, nel Medioevo normanno, nella Francia del gotico provenzale, nella Catalogna dei tempi aragonesi, nella Spagna del secolo d’ oro e in quella dei fasti borbonici.

C’è una città pagana e una città sacra, una di sopra e una di sotto, una città occulta ma soprattutto una città infinita, un pozzo senza fondo al quale non ci stanchiamo mai di attingere. Accompagnati da un narratore che è un vero e proprio esploratore urbano, si va alla ricerca di luoghi dimenticati o scomparsi, cambiati nel tempo o inaccessibili dell’immensa città partenopea per scoprirne la bellezza profonda e riflettere sul nostro passato e sul nostro presente, per preparare il futuro. Perché Napoli è una tela di Penelope che si disfa e si rinnova ogni giorno, di tempo in tempo. E a noi oggi, come aedi dei poemi omerici, di bocca in bocca, tocca cantarla, ricordarla, renderla immortale.

 

Tra i luoghi e le storie più strane da scoprire:

Virgilio e le teste di Porta Nolana

Santa Chiara e la monaca resuscitata

Santa Luciella e il teschio con le orecchie

I segreti esoterici del tempietto del pontano

La conigliera nascosta del “re di mezzocannone”

Vico Bonafficiata Vecchia e i misteri del lotto

Il pozzo magico di via duomo

Una fattucchiera-vampiro alle fontanelle

Il Sansevero tra rivelazioni dall’aldilà e reincarnazioni

Gli enigmi di Leonardo a san Domenico maggiore

Quando a Napoli c’erano le corride

Il presepe napoletano della Grande Mela

Ultimo saluto alla Napoli di Bellavista

INFO

Quando: giovedì 28 novembre 2019 dalle ore 18:00
Dove: A&M Bookstore / Via Duomo 93 Napoli

Prezzo: € 12,90

Per saperne di più:

https://www.newtoncompton.com/libro/i-luoghi-e-i-racconti-piu-strani-di-napoli?fbclid=IwAR0POjdeEe59YSstaO1MKpwWNm8jSq0NSqyaa9LbjCMlFRvpz5MjnQnub6E

 

 

I luoghi e i racconti più strani di Napoli, il nuovo libro del giornalista Marco Perillo

Monumenti insoliti e dimenticati, vicoli e anfratti da riscoprire, un viaggio tra i segreti di una città infinita

Presentazione martedì 12 novembre 2019 dalle ore 18:00 La Feltrinelli Napoli – Piazza Dei Martiri, Napoli

In libreria da giovedì 14 novembre 2019     

 

I luoghi e i racconti più strani di Napoli, il nuovo libro del giornalista del Mattino di Napoli, Marco Perillo sarà presentato martedì 12 novembre 2019 dalle ore 18:00 La Feltrinelli Napoli – Piazza Dei Martiri, Napoli.

Marco Perillo, ancora una volta si rivela un vero e proprio esploratore urbano e con il suo nuovo libro, I luoghi e i racconti più strani di Napoli (Newton Compton editori), ci guida alla ricerca di luoghi dimenticati o scomparsi, cambiati nel tempo o inaccessibili dell’immensa città partenopea, per scoprirne la bellezza profonda e mai del tutto nota.

Con l’autore intervengono Martin Rua e Agnese Palumbo. Letture di Gianni Caputo.

I luoghi e i racconti più strani di Napoli

Napoli è una città che non si finisce mai di scoprire. Osservandola oltre le apparenze è possibile imbattersi nella Grecia di Pericle, nella Roma imperiale, nel Medioevo normanno, nella Francia del gotico provenzale, nella Catalogna dei tempi aragonesi, nella Spagna del secolo d’ oro e in quella dei fasti borbonici.

C’è una città pagana e una città sacra, una di sopra e una di sotto, una città occulta ma soprattutto una città infinita, un pozzo senza fondo al quale non ci stanchiamo mai di attingere. Accompagnati da un narratore che è un vero e proprio esploratore urbano, si va alla ricerca di luoghi dimenticati o scomparsi, cambiati nel tempo o inaccessibili dell’immensa città partenopea per scoprirne la bellezza profonda e riflettere sul nostro passato e sul nostro presente, per preparare il futuro. Perché Napoli è una tela di Penelope che si disfa e si rinnova ogni giorno, di tempo in tempo. E a noi oggi, come aedi dei poemi omerici, di bocca in bocca, tocca cantarla, ricordarla, renderla immortale.

 

Tra i luoghi e le storie più strane da scoprire:

Virgilio e le teste di Porta Nolana

Santa Chiara e la monaca resuscitata

Santa Luciella e il teschio con le orecchie

I segreti esoterici del tempietto del pontano

La conigliera nascosta del “re di mezzocannone”

Vico Bonafficiata Vecchia e i misteri del lotto

Il pozzo magico di via duomo

Una fattucchiera-vampiro alle fontanelle

Il Sansevero tra rivelazioni dall’aldilà e reincarnazioni

Gli enigmi di Leonardo a san Domenico maggiore

Quando a Napoli c’erano le corride

Il presepe napoletano della Grande Mela

Ultimo saluto alla Napoli di Bellavista

INFO

Quando: martedì 12 novembre 2019 dalle ore 18:00 alle 19:00

Dove: La Feltrinelli Napoli – Piazza Dei Martiri, 80121 Napoli

Prezzo: € 12,90

Per saperne di più:

https://www.newtoncompton.com/libro/i-luoghi-e-i-racconti-piu-strani-di-napoli?fbclid=IwAR0POjdeEe59YSstaO1MKpwWNm8jSq0NSqyaa9LbjCMlFRvpz5MjnQnub6E

 

 

La macchia nel sangue, il primo libro della saga fantasy di Gabriella Ronza

“La macchia nel sangue” è il primo dei cinque volumi che comporranno la saga fantasy di “Aeterna”, ideata dalla giovane autrice Gabriella Ronza.

Pubblicato per la prima volta il 30 aprile 2018, nel 2019 i diritti della saga passano a un’altra casa editrice, “Le Mezzelane Casa Editrice”.

La saga è ambientata in un mondo fantastico, denominato “Antico Continente”, in cui, come dichiara la quarta di copertina, vige la legge degli elementi (acqua, aria, terra e fuoco) e quella del più forte.

Il continente, infatti, si compone di cinque stati, quattro a regime monarchico e uno a regime repubblicano (quest’ultimo chiamato Magna). Tra gli stati settentrionali (Rogus, regno del fuoco, e Kora, regno della terra) e quelli meridionali (Marinia, regno dell’acqua, e Arha, regno dell’aria) non scorre affatto buon sangue. Magna, invece, lo stato polielementale, risulta essere neutrale.

L’indagine sull’odio razziale tra il Nord e il Sud dell’Antico Continente (liberamente ispirato a quello che ancora oggi è presente sul suolo italiano e/o mondiale) pervade molte delle pagine del romanzo.

“Il protagonista maschile – afferma Gabriella Ronza -, che è, in fin dei conti, anche l’antagonista, sostiene il pregiudizio con tutta la sua volontà e non c’è niente di più pericoloso del verbo volere”.

Il tema del razzismo non è, però, il solo a prevalere. Nel corso della narrazione si scopre che sull’Antico Continente aleggia una maledizione terribile lanciata da Madre Natura (la divinità di questo mondo), all’inizio dei tempi, per punire l’accidia e rendere le sue creature meno oziose. Ogni duemila anni appaiono quattro esseri, una coppia per ogni millennio, reincarnazioni di Lux e Malus, rispettivamente Guardiano dell’aldilà per i giusti e Guardiano dell’aldilà per i peccatori. Questi, che incarnano poteri contrastanti acqua-fuoco e aria-terra, devono sfidarsi: se a vincere è Malus, l’Antico Continente vivrà mille anni di guerre, se a vincere è Lux, mille anni di pace.

La riflessione sulla religione, il misticismo e lo scetticismo sono temi portanti di questa narrazione, ma lo saranno, ancor di più, nei volumi successivi.

Anche perché ruolo di primo piano avrà un gruppo segreto, definito “Ordine degli eretici”, che si oppone al disegno di Madre Natura.

“Ho scritto ciò – spiega l’autrice – a seguito di una riflessione su cosa siano il bene e il male. Una riflessione che potrebbe risultare alquanto banale se non allarghiamo la prospettiva. Cosa sono il bene e il male per gli esseri umani e cosa per gli esseri divini? E una volta conosciuto il significato di bene e male per gli esseri divini, gli esseri umani lo accetterebbero?”.

A reggere questa struttura fantasy e immaginaria è, però, sempre un sentimento infinitamente umano: l’amore.

Una drammatica storia di amore e morte, contraria al disegno divino, andrà a complicare il già precario equilibrio dell’Antico Continente.

 

 

 

 

Biografia autrice

Gabriella Ronza nasce a Marcianise (CE) il 23 giugno 1995.

Diplomata al Liceo Scientifico con il massimo dei voti, è giornalista pubblicista dal marzo 2018 e laureanda in Filologia Moderna alla Federico II di Napoli.

Collabora con il giornale web Pupia.tv ed è la curatrice della rubrica giornalistica de “La fragilità degli onesti”, piattaforma culturale creata dal poeta internazionale Francesco Lisbona e dall’attivista politico Carmelo Fronte.

All’età di quattordici anni pensa per la prima volta al mondo di “Aeterna”, ma è solo nel 2012 che la struttura dell’opera prende forma.

Con la prima edizione dell’opera, Gabriella è stata invitata in scuole, fiere, televisioni e radio, entrando in diretto contatto con il mondo dei lettori.

 

Quarta di copertina

Una misteriosa scritta compare sui ruderi di un antico tempio  un giardino invisibile. Due bambini, su cui grava il peso di un’altissima responsabilità politica, la leggono. Nel loro mondo vige la legge degli elementi e, soprattutto, quella del più forte.

Aeterna è il fantasy epico per eccellenza, che ha al centro qualcosa che l’epica fantastica non ha quasi mai: l’amore. I protagonisti, tuttavia, non vi cederanno, preferiranno invece combattere l’uno contro l’altra e contro se stessi, per non scostarsi dal cardine del loro agire morale. L’etica, persino sotto forma di male, che nella soggettività del singolo si presenta come giusta, muove le pedine di un gioco nato mille anni prima dell’inizio di questa storia. Perché il fantasy fa questo: ci ricorda che anche alla fantasia diamo regole di costruzione umana, creando mondi che, parafrasando il contenuto della trama, imitano quello che Madre Natura ci ha donato.

 

 

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Link di Ibs

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Con lo scrittore Mario Volpe ad Officina 7 è di scena la Cina

Con lo scrittore Mario Volpe ad Officina 7 è di scena la Cina

Presso la sede della Colonnese & Friend, l’associazione culturale della prestigiosa casa editrice e libreria Colonesse (nel cuore di Napoli a pochi passi dal conservatorio), l’eco della potenza cinese hanno fatto parlare di sé. Nell’ambito dell’interessante incontro è stato presentato “China Prosit” il nuovo libro dello scrittore e imprenditore napoletano Mario Volpe, da anni attento osservatore dei fenomeni commerciali, sociali ed economici che legano il nostro paese alla potenza asiatica. Mario Volpe, che da lungo tempo, collabora con la rivista culturale l’Espresso Napoletano con la rubrica ChinaNapoli, osservatorio culturale sulle relazioni tra la comunità sinica e il capoluogo campano, con questo libro edito dalla Diogene, ha deviato dal sul suo percorso letterario generalmente focalizzato su avvincenti romanzi d’avventura. Il testo presentato a Napoli è un saggio informativo che apre al grande pubblico, specialmente ai non addetti ai lavori, un’inedita finestra sul mondo commerciale e finanziario cinese, ricercandone le origini di tale successo ed analizzando le possibili opportunità e i pericoli derivanti da un massivo coinvolgimento del paese del Dragone nella nostra economia. Il libro scritto con la solita chiarezza e linearità, che contraddistingue le opere di Mario, è una lettura stimolante che induce a riflessioni non banali su un problema che coinvolge tutti noi, ma che fatichiamo a focalizzare. Per tale ragione l’autore, avvalendosi delle testimonianze di addetti ai lavori specializzati quali: spedizionieri doganali, bancari, importatori e produttori cinesi ha fornito una visione estremamente ampia di questo fenomeno globale che ormai non ha più argini di confini geografici. China Prosit, non sono per i temi trattati, ma per le ricostruzioni storiche e le narrazioni di casi reali è un libro indicato ad una vasta platea con particolare riferimento a studenti e docenti, i quali attraverso le lunghe esperienze dell’autore potranno dotarsi di un nuovo strumento per ampliare la visione su un mondo moderno e globalizzato. L’incontro di Napoli è stato presentato dal dottor Giuseppe Pesce e moderato dal giornalista del Mattino Marco Molino, autore di numerosi reportage sull’economia del mare pubblicati sul quotidiano “Il sole24ore”.