Archivio Categoria: Health

Tumore della prostata: le nuove terapie allungano fino a 5 anni la sopravvivenza

Importanti novità arrivano nel campo del tumore della prostata dal 34esimo convegno della European Association of Urology a Barcellona.
Questa patologia ogni anno conta in Italia 35000 nuovi casi e 7000 decessi, ma attraverso le innovative terapie ormonali ‘chemio-free’, le prospettive dei pazienti con tumore metastatico o ad alto rischio di metastasi sono radicalmente cambiate: anche questi ultimi infatti hanno un’alternativa alla chemioterapia guadagnando, in base ai dati emersi, anni di vita di qualità.
Si passa infatti da 36 mesi di sopravvivenza a una speranza di vita di poco meno di 5 anni.
Lo hanno sottolineato gli esperti i quali affermano che grazie alla terapia ormonale con abiraterone i pazienti metastatici già alla diagnosi hanno guadagnato circa due anni di vita in più, mentre un altro farmaco come apalutamide ha dimostrato che nei malati senza metastasi -ma ad alto rischio- può ritardarne di circa due anni la comparsa.
Grazie alla maggior efficacia del nuovo armamentario terapeutico, inoltre, oggi le cure sono sempre più personalizzate in ogni stadio della malattia: “Per i pazienti con carcinoma prostatico lo scenario è oggi del tutto diverso rispetto a pochissimo tempo fa ed è tuttora in rapidissima evoluzione come in pochi altri settori dell’oncologia – afferma Walter Artibani, Segretario Generale della Società Italiana di Urologia.
Ora è possibile pensare di personalizzare le scelte terapeutiche in modo estremamente preciso, consentendo una prognosi migliore anche ai pazienti più complessi, per i quali tutto questo si traduce in un aumento della durata e della qualità di vita. La possibilità di avere terapie differenti a seconda della fase della malattia -continua –  permette al curante di modulare il trattamento e al paziente di godere dei benefici di più opzioni terapeutiche. L’introduzione di apalutamide va sicuramente in questa direzione, lasciando aperta la via all’utilizzo di più opzioni terapeutiche nelle fasi successive della malattia. Così, grazie alla ricerca, la cronicizzazione della neoplasia prostatica in progressione sta diventando un obiettivo sempre più vicino”.
Simonetta De Chiara Ruffo

“Donna per te…”: convegno domani a Somma Vesuviana

La prevenzione e la cura dei tumori al seno e all’utero sono al centro del convegno pubblico «Donna per te…», che si terrà sabato prossimo, 23 febbraio, alle 16, nella sala del Cenacolo del complesso monumentale dei Frati minori di santa Maria del Pozzo a Somma Vesuviana, promosso da Soma&Psiche.

Organizzato col contributo della Susan G. Komen Italia e con la collaborazione dei frati francescani di santa Maria del Pozzo, l’istituto alberghiero Luigi de’ Medici di Ottaviano, l’Unione regionale cuochi campani, l’azienda Mocerino – Frutta secca di Somma Vesuviana e il comitato di Napoli della Croce rossa italiana, l’incontro farà il punto delle attività di prevenzione e terapia oncologica sul territorio, nonché del ruolo positivo, sempre più rilevante, costituito da una sana e consapevole alimentazione. A patrocinarlo sono l’istituto nazionale dei tumori Fondazione Pascale, l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, i Comuni di Somma Vesuviana e sant’Anastasia, il Parco nazionale del Vesuvio, il Sindacato unitario giornalisti della Campania, il Rotary international – club Ottaviano, l’associazione Annalisa Durante, l’Istituto regionale studi comunità localiHypatiæ – Arte e Scienza e il Comitato di quartiere di santa Maria del Pozzo.

Moderato dai dottori Gennaro Auriemma, direttore di Ginecologia dell’asl Salerno, e Oreste Vibrati, medico di Medicina generale, il convegno sarà introdotto dal professore Gerardo Botti, direttore scientifico della Fondazione Pascale. Dopo l’intervento della dottoressa Anna Esposito, dirigente dell’asl Napoli 3 Sud, che illustrerà lo stato dell’arte dello screening del tumore alla mammella, due clinici del Pascale, il dottore Raffaele Tortoriello e il professore Stefano Greggi, direttori rispettivamente del day surgery di Senologia e del reparto di Ginecologia oncologica, parleranno della prevenzione secondaria e terziaria e della terapia dei tumori dell’utero e della cervice.

La relazione finale della biologa nutrizionista e tecnologa alimentare Filomena Castaldo, presidente di Soma&Psiche, sull’importanza dell’alimentazione nella prevenzione delle patologie oncologiche, precederà una sorpresa gastronomica dello chefAntonio Nunziata e del professore Ciro D’Atri della Federazione italiana cuochi.

Costituitosi nel dicembre 2107, Soma&Psiche è un soggetto del Terzo settore che persegue finalità generali di utilità sociale: mira alla prevenzione e alla cura del disagio fisico-emotivo-sociale; favorisce l’integrazione nel contesto sociale dei diversamente abili e di persone appartenenti a culture diverse; promuove la formazione di cittadini e operatori socio-sanitarî in materia di benessere fisico-psichico-sociale.

 

 

 

 

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MAMMA FIT

Ciao care lettrici di Pink Life Magazine, sono Roberta De Matteo e sono una Personal Trainer.

Lavoro in questo settore oramai da dieci anni ed in tutto questo tempo ho avuto modo di allenare e prendermi cura di tante donne. Oggi però, oltre ad essere una personal trainer ed un’atleta che non perde mai la voglia di allenarsi e migliorare, sono anche una donna in dolce attesa.

Sono incinta da quindici settimane e con questa gravidanza mi sono resa conto di quanto sia davvero importante allenarsi in questa fase particolare della vita di una donna. C’è poca informazione a riguardo e le donne gravide tendono spesso a non far nulla dal punto di vista dell’esercizio fisico oppure a far male.

L’allenamento oggi è uno degli elementi fondamentali per il benessere della mia gravidanza, della mia salute e del mio corpo!

Ci sono stati momenti in cui avevo poca o nessuna energia rimasta, ma ho spinto, ho indossato gli indumenti da allenamento e mi sono diretta in palestra..

Ed è quello che continuerò a fare sempre. Ne vale la pena? Sicuramente! Mi è stato chiesto spesso : “Come posso fare per motivarmi?” Beh, quando pensi alla tua salute ed in particolare modo a quella del piccolo che porti in grembo, tutto ha senso. Non dico che è semplice, perché è TOTALMENTE difficile, ma è TOTALMENTE fattibile allo stesso tempo.

È solo questione di quanto tu lo voglia davvero! Ok, ma se non mi alleno cosa potrebbe mai succedere di cosi grave? Tieni bene a mente che la gravidanza è il momento in cui il tuo corpo è più predisposto ad immagazzinare grasso su pancia, fianchi, cosce e sedere. Non allenandoti tenderai a perdere il controllo di tutto ciò ed il tuo aspetto fisico ne risentirà con svariati kg di troppo, per non parlare poi dei dolori alla bassa schiena, alle articolazioni ed al rischio elevato di terminare questo percorso con un parto cesareo.

Con un costante allenamento limiti l’aumento di peso corporeo e mantieni un buono stato di efficienza fisica. Sapevi inoltre che i bambini nati da madri che hanno praticato regolarmente attività fisica durante la gravidanza, presentano un precoce sviluppo del profilo neurocomportamentale?!

In particolare è stata evidenziata nei neonati una migliore capacità di orientarsi rispetto agli stimoli ambientali e di calmarsi dopo l’esposizione a suoni e luci. Gli stessi bambini, inoltre, non mostrano differenze in termini di lunghezza e peso rispetto ai figli delle mamme sedentarie, ma presentano una percentuale di grasso corporeo più basso.Non abbandonare, quindi, le tue scarpe da ginnastica, l’attività fa bene a te e al tuo bambino…

Ed ora buon allenamento!

 

Presentato “Pcare”, progetto in rosa mirato per la cura della donna

Presso la sede di piazza Amedeo c’è stata la presentazione ufficiale alla stampa di Pcare, centro altamente specializzato che si avvale di uno staff di professionisti a cui rivolgersi per avere un sostegno concreto e mirato al benessere fisico e all’equilibrio delle donne in tutte le loro fasi di vita, dalla maternità fino all’età più adulta. Nel giro di un anno a Napoli da progetto ambizioso è ora finalmente diventato una realtà consolidata in uno dei quartieri più eleganti della città. Lanciato a Roma anni fa grazie alla dottoressa Beatrice Mosele che ne è la direttrice responsabile, sulla scia del successo riscontrato è poi approdato a Napoli ad opera delle imprenditrici Carolina Pignata e Melania D’Elia portando con sé il know how che ne fa la differenza diventando così un punto di riferimento per le donne che qui vengono accolte e seguite in maniera professionale e attenta.

Formulato inizialmente come Pregnancy Care, servizio di consulenza a 360° per la cura della mamma dai primi mesi della gravidanza al periodo dopo il parto, in breve tempo si è imposto come Personal Care offrendo un sostegno alla donna ad ogni età studiandone i delicati passaggi e individuando per ciascuna un percorso personalizzato che garantisca salute e benessere. Questo è possibile grazie ad un team di professionisti che operano in sinergia quotidianamente all’interno del centro. Tra questi:

La dott.ssa Beatrice Mosele, nutrizionista e osteopata, secondo i principi della Bioterapia Nutrizionale  prepara percorsi specifici e dettagliati per tutte le esigenze collegate alla fase in cui ci si trova attraverso l’attivazione metabolica, tenendo conto delle caratteristiche individuali di ogni paziente. “Importante è apprendere la scelta qualitativa degli alimenti e le loro associazioni per sostenere tutte le funzioni dell’organismo, alleviare disturbi e aiutare nella prevenzione di patologie”.

La dottoressa Imma D’Elia, psicoterapeuta, da oltre 20 anni si occupa di studi sulla psicogenesi del linguaggio, dalla comunicazione intrauterina al linguaggio umano come strumento di comunicazione e relazione. “Fondamentale per la donna è imparare e a gestire le proprie emozioni ed affrontare le tematiche legate all’autostima. Quindi un lavoro su se stessa permette di sviluppare strategie utili per gestire meglio le difficoltà. Soprattutto negli stati evolutivi più importanti e delicati quali ad esempio la maternità”.

Il dottor Ennio Menghi, specialista in Medicina Naturale (Omeopatia, Agopuntura), docente alla scuola di Omeopatia della F.O.I (Fondazione Omeopatica Italiana). “L’Omeopatia , priva di effetti collaterali,  è utilizzabili in molte condizioni che si sviluppano durante la gravidanza (vomito, nausea, disturbi emorroidari, stanchezza,dolori vertebrali), e nei periodi successivi (disturbi dell’allattamento, ansia , depressione post partum); inoltre può essere di aiuto nella gestione di malattie pediatriche ( faringiti, tonsilliti, otiti), sostenedo il bambino in un percorso di crescita quanto più naturale possibile. L’agopuntura può essere utilizzata in diverse patologie dolorose come la cervicalgia, la lombalgia , le cefalee, le nevralgie (per esempio del trigemino)”.

La dott.ssa Lorenza Iride, medico chirurgo specializzata in Radiodiagnostica ha approfondito i suoi studi nel settore ecografico ed ecocolorDoppler. Questa metodica  non essendo invasiva e non utilizzando radiazioni risulta di primo approccio nel campo  della  prevenzione. Presso il centro Pcare, la dottoressa si occupa oltre che delle patologie legate alla gravidanza (pre e/o post) come  insufficienza venosa, diastasi del m. retti o tiroiditi anche allo screening della displasia congenita dell’anca nei neonati . “Presso lo studio inoltre mi dedico alla prevenzione in senso generale, il prendersi cura di se è quello che consiglio a tutte le donne e non solo e soprattutto di qualsiasi fascia di età. Effettuo tutta la diagnostica ecografica  ed EcocolorDoppler ( esami  ecografici della gh. mammaria, dell’addome e  vascolari oltre che esami ecografici muscolotendinei)”.

Tra gli intervenuti alla presentazione, oltre ad alcuni nomi della stampa, anche volti dello spettacolo tra cui Rosalia Porcaro, Miriam Candurro, Samanta Piccinetti, Shalana Santana. E ancora, Raffaella Lavorgna, Daniela Giustino, Antonella Esposito, Ilaria Mele, Loredana Bosco che hanno assaggiato drink e snack bio a cura di Terra Mia.

 

L’idea Pcare_

Il claim che ispira questo progetto è “Pensato da una mamma, per le mamme”: Pcare infatti nasce dalle domande e dai dubbi di Beatrice Mosele, dottoressa che ha dato vita al progetto, nonché dai suoi studi e dalle sue ricerche. L’idea è quella di offrire alle donne, con la professionalità di un Medico e la dolcezza di una Madre, il sostegno e l’assistenza necessari per affrontare con serenità il momento più importante ed emozionante della propria vita. Da qui la ricerca di professionisti in grado di offrire le migliori tecniche per vivere con serenità il parto, restando e tornando in forma. Il risultato è un polo tutto al femminile informato, specializzato, completo, autorevole. E con un ingrediente assolutamente da non sottovalutare: l’approccio umano.

Servizi_

Dall’eccellenza ottenuta grazie alla competenza e alla sinergia tra professionisti altamente specializzati sono disponibili numerosi servizi. Tra questi spiccano diverse proposte che rappresentano un’esclusiva di Pcare:

La bioterapia nutrizionale, ad esempio, è molto lontana dai mezzi e dalle tecniche della classica dietologia, nessun controllo delle calorie ma si basa sull’attivazione metabolica stimolando gli organi alle loro funzioni anche grazie all’associazione  degli alimenti e diverse modalità di cottura.

Il linfodrenaggio Leduc, esclusiva di questo centro, propone un massaggio eseguito da fisioterapiste altamente specializzate che consiste in una serie di manovre consequenziali, ripetute più volte e adatte a raccogliere e accompagnare la linfa verso stazioni di filtraggio, precedentemente svuotate in modo delicato e preciso.

Il gyrotonic è una disciplina che applica i principi chiave delle arti marziali, danza, yoga e nuoto. Esistono programmi personalizzati per ogni età: bambini, ragazzi, adulti ed anziani possono trarre i loro vantaggi.

Inoltre,  sono tanti i corsi proposti per mamme e bimbi: yoga premaman, mum and baby,  moxa, naturopatia, osteopatia pediatrica, omeopatia, “judoterapia”, diagnosi diastasi.

 

P care Napoli

Piazza Amedeo 8

80121 – Napoli

SANITÀ IN CAMPANIA: L’ECCELLENZA NEL TRATTAMENTO DEI DISTURBI DEL CUORE

Clinica Montevergine di Mercogliano: è ad Avellino la struttura che fa scuola in tutta Italia nella cura delle principali patologie cardiache

Device di ultima generazione, lunga esperienza e alta formazione per medici provenienti da altre Regioni: è così che il reparto di Elettrofisiologia Cardiologica diretto dal Dott. Francesco Solimene è diventato un punto di riferimento a livello nazionale, grazie anche a una tecnologia innovativa utilizzata in soli 65 ospedali a livello mondiale

Mercogliano, Ottobre 2018 – La Sanità in Campania si distingue come sistema d’eccellenza in grado di erogare prestazioni ad alti standard qualitativi, arrivando ad accogliere pazienti che provengono da tutta Italia. Da diversi anni la Clinica Montevergine di Mercogliano, in provincia di Avellino, è una struttura ospedaliera privata che rappresenta un vanto per la Regione nel trattamento di tutte le cardiopatie dell’adulto. Con una superficie utile interna di 5700 mq, il centro dispone di 120 posti letto e di cinque sale operatorie, di cui due dedicate alla Chirurgia Cardio-toracovascolare, due alla CardioAngiologia invasiva ed una all’Elettrofisiologia. Nello specifico, il reparto di Elettrofisiologia Cardiologica diretto dal Dott. Francesco Solimene è diventato da tempo un punto di riferimento nazionale nel trattamento di alcune tra le patologie cardiache più invalidanti, tra cui:

– Le tachicardie ventricolari, ovvero un’aritmia cardiaca caratterizzata da un aumento della frequenza cardiaca ventricolare: i ventricoli si contraggono rapidamente ed in modo disorganizzato rispetto agli atri, portando una netta riduzione dell’efficacia contrattile del cuore e degenerando in alcuni casi fino alla morte del paziente

– La fibrillazione atriale, una delle aritmie più comuni che colpisce circa 650.000 individui solo in Italia. Questa patologia è caratterizzata dalla perdita da parte degli atri cardiaci di ogni attività elettrica organizzata con scomparsa del ritmo sinusale; ne risulta che la fisiologica attività meccanica delle pareti atriali viene sostituita da movimenti anomali, irregolari ed emodinamicamente inefficaci. Una lunga serie di problematiche che, presso il reparto di Elettrofisiologia Cardiologica, possono essere monitorate e curate grazie alla lunga e pioneristica esperienza che lo staff di professionisti vanta nell’utilizzo di tecnologie di ultima generazione.

Oltre l’impianto di pace-maker, defibrillatori e loop recorder, infatti, l’equipe del Dott. Solimene è in grado di eseguire un Mappaggio Elettroanatomico, particolare tecnica che prevede la realizzazione di un modello anatomico tridimensionale delle camere cardiache e la contestuale visualizzazione dell’attività elettrica locale. A questo proposito, la Clinica Montevergine è uno dei soli 65 ospedali in tutto il mondo a disporre dell’Advisor™ HD Grid Sensor Enabled™, un nuovo catetere multielettrodico in grado di eseguire un avanzato mappaggio ad alta densità delle camere cardiache atriali e ventricolari. Il dispositivo, infatti, è il primo catetere ad offrire una nuova configurazione a matrice e con gli elettrodi equidistanti per il mappaggio delle aritmie atriali e ventricolari, particolarità che permette ai medici di seguire un approccio sempre più specifico per ogni paziente, supportandoli al meglio nel trattamento ablativo delle aritmie più complesse.

Le aree terapeutiche di utilizzo del nuovo catetere ad alta densità sono molteplici, soprattutto nel campo dell’ablazione delle aritmie complesse, quali la fibrillazione atriale e le tachicardie ventricolari. Nel caso in cui, a seguito dell’esame, si dovesse rilevare la presenza di eventuali “cortocircuiti”, sulla base del profilo del paziente e dello stadio dell’anomalia si può procedere al trattamento mediante una particolare procedura: l’ablazione transcatetere. Questa tecnica consiste nel “bruciare” quella fascia del muscolo cardiaco che è responsabile del disturbo del ritmo mediante l’erogazione di radiofrequenza dalla punta di un catetere inserito all’interno dell’organo.

Un intervento salva cuore che può durare dai 20 minuti alle 3 ore, una tecnica che non prevede alcuna riabilitazione post-operatoria e, che ogni anno, si traduce in circa 2.000 procedure eseguite tra elettrostimolazioni, elettrofisiologia ed estrazioni su pazienti provenienti da tutto il Paese.

Alla luce di questa comprovata competenza nella cura delle principali patologie cardiologiche, inoltre, la Clinica Montevergine di Mercogliano apre le porte dell’unità operativa di Elettrofisiologia al personale medico di altre strutture ospedaliere italiane per organizzare delle sessioni di alta formazione e condivisione scientifica. Tramite collegamenti in remoto via web o mediante degli incontri presso la struttura di Avellino, studenti di medicina, professionisti di altri centri o medici di medicina generale osservano e studiano le tecniche all’avanguardia utilizzate, al fine di creare le basi per un percorso che garantisca la condivisione delle migliori cure possibili in ambito cardiologico.

Apparecchiature ultramoderne, comprovata esperienza, tecniche salvavita e costante collaborazione con altre strutture ospedaliera italiane. Sono queste la caratteristiche che rendono l’unità operativa di Elettrofisiologia un centro di eccellenza nel trattamento delle aritmie cardiache”, commenta il Dott. Francesco Solimene, responsabile del reparto. “Da diversi anni, infatti, l’unità che ho la fortuna di dirigere si è posizionata come uno dei pochi centri di riferimento al Sud per l’estrazione degli elettrocateteri con tecnica meccanica e soprattutto laser, oltre che per le tecnologie più sofisticate nel mappaggio tridimensionale e nell’ablazione transcatetere. Una metodologia di lavoro la cui qualità viene riconosciuta anche dalla stessa comunità scientifica nazionale che, molto spesso, ho il piacere di ospitare per corsi di formazione sulle tecniche chirurgiche utilizzate qui ad Avellino o, semplicemente, per condividere esperienze e informazioni con il medico che ha seguito un paziente prima dell’ingresso in sala operatoria. Un programma di collaborazione che – conclude Solimene – conferma come la Clinica Montevergine sia un punto di riferimento in ambito cardiologico non solo della sanità campana, ma anche di quella nazionale”.

Oculistica-Dott. Antonio Colaci: “La cataratta si opera in pochi minuti…”

PinkLifeMagazine è anche Salute ed oggi ai nostri microfoni è intervenuto il dott. Antonio Colaci.

Specialista in oftalmologia e microchirurgia oculare, il dott, Colaci è laureato presso la Seconda Università degli Studi di Napoli. Nel 2002, consegue la specializzazione in Oftalmologia presso l’Università di Perugia con il massimo dei voti e la lode.

A tutt’oggi, ha effettuato, come primo operatore presso strutture convenzionate col Sistema Sanitario Nazionale, circa 5000 interventi  di alta chirurgia (cataratte, trabeculectomie) e 200 interventi sugli annessi palpebrali e 1000 iniezioni intravitreali.

Dott. Colaci, concentriamoci sulla cataratta. Di cosa stiamo parlando e come viene effettuato l’intervento ?

“La cataratta altro non è che  l’opacizzazione del cristallino, che è la lente situata all’interno dell’occhio. Il trattamento consiste nella rimozione chirurgica del cristallino stesso  e nell’impianto di un cristallino artificiale (IOL). La cataratta può essere risolta solo chirurgicamente, la progressiva opacizzazione  nel tempo provoca la cecità totale. La tecnica operatoria attualmente utilizzata è la facoemulsificazione, questa consiste nella frantumazione ed aspirazione del cristallino con una sonda ad ultrasuoni. Viene quindi inserito il cristallino artificiale che può essere di diversi tipi. Per accedere e rimuoverlo, il chirurgo effettua un taglio di pochi millimetri che non richiede di essere suturato, al termine dell’intervento il paziente viene bendato per 2/3 giorni.  L’ultima evoluzione dell’intervento chirurgico della cataratta, però,  è il laser a femtosecondi o femtolaser.

Il laser a femtosecondi utilizza una luce infrarossa con impulsi della grandezza di pochi micron e di brevissima durata (l’ordine dei femtosecondi corrisponde ad un milionesimo di miliardesimo di secondo) che può essere focalizzata a diverse profondità nell’occhio per tagliare i tessuti nel punto desiderato. Il fascio di luce laser per la sua elevatissima velocità produce bassa energia non arrecando danni all’interno dell’occhio”

Il paziente operato di cataratta può tornare subito a casa ?

“Assolutamente si. Dopo circa un’ora dall’operazione stessa, il paziente torna a casa e dovrà tenere la benda per circa 72 ore nel post-intervento”

Quanto dura l’intervento di cataratta ?

“Dal momento in cui il paziente entra in sala operatoria, fino al momento in cui esce, passano circa 35 minuti. L’operazione dura circa 20 minuti”

 

 

 

Massimiliano Alvino

 

 

 

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Prevenzione con gusto: il 14 ottobre ad Alvignano

«Prevenzione con gusto: alla scoperta dei grani antichi e dei loro benefici» è il titolo dell’intensa giornata di prevenzione oncologica, organizzata domenica prossima, 14 ottobre, dall’associazione di promozione sociale Soma&Psiche.

L’appuntamento, ospitato dall’agriturismo Verdeoliva, in via Pratillo 4 ad Alvignano (Caserta), si avvale del patrocinio morale dell’associazione Annalisa Durante, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, il Sindacato unitario giornalisti della Campania, il Rotary club Ottaviano e l’Ames group, e del sostegno della Susan G. Komen Italia.

Interverrà il prof. Raffaele Tortoriello, direttore dell’Istituto nazionale per lo studio e la cura dei tumori – fondazione Giovanni Pascale.

La manifestazione, con inizio alle 9:30, illustrerà la prevenzione di alcune forme tumorali mettendo a fuoco il tema di una corretta alimentazione. Dopo la colazione di benvenuto, ci saranno delle attività motorie in giardino con esperti e la visita al museo contadino, quindi un laboratorio teorico-pratico sulla manipolazione e trasformazione in focacce, pane (in forno a legna) e in fusilli (con il tradizionale ferretto) delle farine derivanti dai grani antichi, con un approfondimento culturale dei nutrizionisti di Soma&Psiche sui benefici nutrizionali delle farine integrali.

Seguirà un pranzo buffet con degustazione di prodotti dell’agriturismo trasformati in ricette della tradizione: dopo le pizze e le focacce di diverse farine, la zuppa di ceci e segale; l’insalata di segale e verdure; i fusilli allo scamarro con olive, noci e pinoli; i cavatelli con broccoli; le polpette di grano e ricotta; infine la frutta e la torta integrale di mele al miele.

Nel pomeriggio i genetisti dell’Ames group illustreranno la prevenzione genetica del tumore al seno e all’ovaio. Degustazione finale con un dolce.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni, i contatti telefonici sono 347 5544938. 342 8350946, 339 2399340 e 333 5890034.

Costituitasi lo scorso dicembre, Soma&Psiche è un soggetto del Terzo settore che persegue finalità generali di utilità sociale: mira alla prevenzione e alla cura del disagio fisico-emotivo-sociale; favorisce l’integrazione nel contesto sociale dei diversamente abili e di persone appartenenti a culture diverse; promuove la formazione di cittadini e operatori socio-sanitari in materia di benessere fisico-psichico-sociale.

Campus della Salute: rinviata la maratona di 10 km

Termina oggi il Campus della Salute a Napoli  organizzato dalla dottoressa Annamaria Colao e dal dott. Tommy Mandato.

Più di 30 mila le visite effettuate in questa manifestazione dedicata al mondo della Prevenzione.

Stamattina, l’ultimo atto della manifestazione doveva essere la maratona di 10 km.

Il direttivo del Campus, ha diramato nel pomeriggio di ieri un comunicato stampa, nel quale, viste le condizioni meteo non favorevoli, ha deciso di rinviare a data da destinarsi proprio la maratona di 10 km.

 

 

A Napoli dal 4 al 7 ottobre torna “Il Campus della Salute”

Torna l’appuntamento di inizio ottobre con il Campus della Salute!

Il Campus Salute ONLUS nasce nel 2010 per la volontà di un gruppo di professionisti che decidono di mettere in campo le loro esperienze per la promozione della salute, della prevenzione delle malattie e delle disuguaglianze sociali in tema di salute e di prevenzione.

Il suo nome iniziale “Il Villaggio della Salute” è stato sostituito nel novembre 2012 dalla sua denominazione ufficiale “Campus Salute” per meglio rappresentarne la missione strategica e per rispondere alle esigenze di uno sviluppo nella comunità europea (la versione inglese Health Campus).

Lo Scopo del Campus Salute ONLUS è la promozione e la diffusione della cultura della prevenzione primaria delle malattie attraverso iniziative di tipo sanitario, culturale, educativo e scientifico. Tra le tante iniziative già effettuate: congressi e convegni sui temi dell’alimentazione con particolare riguardo alla protezione della dieta mediterranea e della cultura della salute, campagne informative nelle scuole e numerose manifestazioni con visite gratuite.

Infatti, il “must” del Campus Salute ONLUS è l’organizzazione di un vero e proprio ospedale da campo con ambulatori specialistici organizzati nelle piazze e/o in luoghi pubblici per avvicinare la popolazione alla visita medica specialistica al di fuori delle strutture deputate a tali attività come ospedali, presidi ospedalieri, ambulatori pubblici e privati. Questa organizzazione permette di effettuare prestazioni specialistiche di elevato valore professionale evitando alla popolazione il contatto con l’ambiente ospedaliero, foriero di contenuti psicologici non sempre ben accetti da chi si sente in buona salute.

Appuntamento, quindi, dal 4 al 7 ottobre  2018 sul lungomare di Napoli

Nuovi studi sul cancro al polmone e sul mesotelioma 

Il cancro al polmone e il mesotelioma potrebbero in futuro essere controllati attraverso strategie terapeutiche condotte con farmaci mirati a inibire la proteina AKT e quindi a riattivare l’attività di oncosoppressore della proteina RBL2/p130.

È la conclusione a cui giunge lo studio diretto dal professor Antonio Giordano, del dipartimento di Medicina, chirurgia e neuroscienze dell’Università di Siena, e Sbarro Institute della Temple University di Philadelphia, in collaborazione con ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli, Fondazione G. Pascale.

Lo studio, appena pubblicato in America sull’autorevole rivista Oncogene e finanziato dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e dal Ministero della salute, ha dimostrato come in linee cellulari l’inibizione attraverso la molecola Akt Inhibitor VIII della proteina AKT, la cui presenza è determinante nella proliferazione delle cellule tumorali, possa favorire la stabilità e la localizzazione nel nucleo della cellula del citato oncosoppressore RBL2/p130, andando a ridurre la vitalità delle cellule tumorali.
Nella sperimentazione, infatti, la disattivazione farmacologica della proteina AKT ha provocato l’arresto del ciclo cellulare e la conseguente morte delle cellule di cancro polmonare e mesotelioma.
“Abbiamo scoperto che il silenziamento di RBL2/p130 riduce fortemente la morte cellulare indotta mediante il blocco di AKT, identificando così un ruolo cruciale di RBL2/p130 nel determinare il destino cellulare in seguito alla inibizione di stimoli oncogenici. L’inibizione di AKT, infatti, funziona in sinergia con inibitori delle chinasi ciclina dipendenti, anch’essi in grado di riattivare il potenziale oncosoppressore di RBL2/p130”, affermano Francesca Pentimalli, primo autore dello studio, e Giordano.
“Riteniamo – ha concluso il professor Giordano – che questa potrebbe essere una strategia antitumorale molto promettente: sia gli inibitori di AKT che di CDK sono due classi di farmaci attualmente in fase di sperimentazione clinica, mirata ad altre patologie. Il nostro studio si è incentrato principalmente sul cancro al polmone e sul mesotelioma ma potrebbe essere valido anche contro altri tipi di tumore”.
È stato lo stesso professor Giordano a individuare e clonare nel 1993 il gene oncosoppressore, l’RBL2/p130, la cui funzione è di primaria importanza nel ciclo cellulare, controllando la corretta replicazione del Dna e prevenendo, essenzialmente, l’insorgenza del cancro.