Archivio Categoria: Health

Coronavirus: 1115 morti in tutto il mondo

Sono 1.115 i morti in totale per l’infezione da coronavirus (Covid-19), secondo i dati aggiornati della John Hopkins University. Di questi, 1.068 sono stati registrati nella sola provincia cinese di Hubei, epicentro dell’epidemia con il capoluogo Wuhan, uno solo fuori dalla Cina continentale, a Hong Kong, e uno all’estero, nelle Filippine. Nel mondo, le persone contagiate con certezza sono 45.188, di cui 44.670 nella sola Cina continentale e il picco, fuori dall’Asia, risulta in Germania, con 16 contagiati, seguita da Australia (15) e Stati Uniti (13), mentre l’Italia è ferma a 3.

Le persone che sono state contagiate e che sono guarite a livello globale, sempre secondo i dati della John Hopkins, sono 4.850, delle quali 2.639 nella sola provincia di Hubei, il resto nelle altre province e regioni cinesi, una a Macao e una a Taiwan e altre 49 fuori dalla Cina.

General Motors annuncia per la prossima settimana la sospensione provvisoria delle attività per la carenza di componenti dalla Cina, dove il blocco degli impianti per limitare la diffusione del coronavirus ha colpito la produzione. Due linee di assemblaggio di Gm Korea di Bupyeong, capace di produrre 400.000 veicoli annui, chiuderanno lunedì e martedì prossimi per la mancanza di componenti legate all’elettronica. Le operazioni torneranno alla normalità sulle attese del ritorno al lavoro in Cina.

I principali costruttori auto giapponesi decidono nuovamente di posticipare la riapertura dei loro impianti in Cina, in scia ai timori di un’espansione del coronavirus. Toyota, Honda e Nissan ritarderanno il riavvio della produzione almeno fino al prossimo lunedì, e con ogni probabilità anche a una data successiva.

Anche gli altri costruttori auto nipponici fanno fatica a procurarsi le parti necessarie agli impianti produttivi, rivela la stampa giapponese, impedendo di fatto la ripresa delle attività lavorative. Per le stesse ragioni ieri Nissan aveva comunicato la sospensione dei lavori in un impianto nella prefettura di Fukuoka, la prima chiusura di una fabbrica giapponese dall’inizio della diffusione del virus.

‘E’ una minaccia peggiore del terrorismo’, dice l’Oms, nel suo briefing quotidiano. “Il primo vaccino – annuncia l’organizzazione – potrebbe essere pronto in 18 mesi – dice il direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus -. Dobbiamo perciò fare di tutto e usare le armi a nostra disposizione per combattere il virus”.

Fonte: Ansa

Rinoplastica, D’ANDREA (SICPRE): «In aumento interventi maschili per rifarsi il naso»

C’è chi vorrebbe nascondere un naso “aquilino”, chi vorrebbe lineamenti più “levigati” o chi, semplicemente, vorrebbe risolvere problemi legati alla respirazione. Sono in tanti gli italiani che ricorrono alla rinoplastica, con una crescita esponenziale, nell’ultimo periodo, di uomini che si sottopongono a interventi di chirurgia estetica per migliorare i tratti di naso e volto. Secondo i dati più aggiornati, relativi al 2017 e diffusi dalla Società internazionale di chirurgia plastica estetica, nel 15% dei casi i pazienti che si presentano alla porta del chirurgo estetico per un “ritocchino” sono maschi. E di questi l’11% richiede un trattamento di rinoplastica. Per quanto riguarda la fascia d’età poi la correzione del naso è un desiderio soprattutto dei più giovani. La rinoplastica che, con i suoi circa 25.000 casi l’anno, è tra gli interventi più richiesti di chirurgia plastica, ha lo scopo di rimodellare il naso per dare armonia al viso. Questa procedura consente di eliminare un inestetismo molto difficile da nascondere e che spesso è motivo d’imbarazzo e mancanza di autostima. Le moderne tecniche, a differenza di qualche anno fa, quando era riconoscibile al primo sguardo un “naso rifatto”, permettono di ottenere risultati assolutamente naturali. La rinoplastica consente infatti di armonizzare i contorni del viso correggendo difetti del profilo e della punta del naso e, quando presenti, anche disturbi funzionali della respirazione. La richiesta sempre più crescente da parte di entrambi i sessi è legata al fatto che si tratta di una struttura anatomica che si trova al centro del viso ed è prominente rispetto alle strutture circostanti. Per cui risulta difficile camuffare difetti e disarmonie, anche di piccola entità. Inoltre in un’epoca in cui imperano i selfie l’attenzione alla propria immagine è ulteriormente aumentata.
«Quello che è importante è valutare attentamente l’indicazione all’intervento e saper dire no, se la richiesta non è corretta», spiega Francesco D’Andrea, presidente della Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. Altro fattore importante è considerare il naso nel contesto del viso e adattare la tecnica ad ogni singolo caso. «Non esiste infatti una tecnica ideale, ma un insieme di tecniche che, di volta in volta, vengono utilizzate per rispettare un concetto base che è quello della naturalezza – aggiunge D’Andrea – I nasi tutti uguali erano una caratteristica del passato che l’evoluzione delle tecniche e il nuovo concetto “bellezza uguale naturalezza” hanno superato». Essendo purtroppo una chirurgia delicata, che presuppone un’adeguata preparazione i casi di insuccesso, legati a incompetenza e mancanza di professionalità sono in crescita e le cosiddette rinoplastiche secondarie, cioè interventi volti a correggerne altri sbagliati sono in continuo aumento. L’allarme lanciato dal presidente Sicpre è di «tamponare con regole precise un fenomeno del nostro Paese, dove tutti possono fare tutto senza una specializzazione nel settore, alimentando la crescita dell’improvvisazione, le cui conseguenze poi sono pagate dai cittadini», conclude.

Coronavirus: aumentano i casi di contagio sulla nave da crociera

Aumentano i casi di contagio del coronavirus a bordo della Diamond Princess, la nave da crociera isolata nella baia di Yokohama, in Giappone con a bordo anche 35 italiani. Secondo gli ultimi dati, diffusi dalla Cnn, i nuovi contagi sarebbero 65, portando il totale complessivo a 135 casi.

Fonte: Ansa

Gianluca Mech sbarca a “Casa Sanremo” per svelare “I segreti delle piante per una voce sempre giovane”

Martedì  4 febbraio, alle ore 15 presso il PalaFiori di Sanremo, nell’ambito della tredicesima edizione di Casa Sanremo, si terrà un attesissimo incontro che vedrà protagonista il guru delle diete Gianluca Mech, intitolato “I segreti delle piante  per una voce sempre giovane”.  Accanto all’imprenditore di Tisanoreica, ci saranno Roberta Capua, sua partner nel programma del day time domenicale di La7, “L’ingrediente perfetto” e Claudio Guerrini, speaker di RDS nonché conduttore televisivo.

 “Tornare a Sanremo, durante i giorni del Festival della canzone italiana, per me è sempre una grande emozione- dichiara Gianluca Mech, aggiungendo – Quest’anno, però, lo è ancora di più visto che sono onorato di questa nuova collaborazione con ‘Casa Sanremo’ e di questo evento che mi permetterà di offrire, specialmente a chi salirà sul palco dell’Ariston, preziosi consigli su come preservare e curare la propria voce, avvalendosi di specifici rimedi naturali”.

Contemporaneamente al suo impegno nella Città dei fiori, Gianluca Mech continua a ottenere ascolti positivi nel cast dei programmi di Rete4 “Ricette all’italiana” e di La7 “L’ingrediente perfetto”. Il suo ultimo libro, “La pubblicità è un gioco”, edito da Cairo Editore. è un grande successo editoriale.

Tumore allo stomaco, 3.200 pazienti senza rimborso per gli integratori, sensori per la glicemia gratis solo in Emilia Romagna, pochi centri di cura

Grandi difficoltà per i pazienti senza stomaco e grande attesa per gli esiti del voto su un emendamento alla Legge di Bilancio che prevede un rimborso di 11 milioni per i supporti nutrizionali. A lanciare il grido di allarme è l’Associazione Vivere senza stomaco si può ODVin occasione del 4° Convegno Nazionale sul tumore gastrico I diritti del paziente con tumore gastrico, in corso aRoma. I pazienti chiedono omogeneità ed equità di accesso alle cure e soprattutto che sia accolto l’emendamento alla Legge di Bilancio presentato dalla Senatrice Paola Boldrini, perché in tutta Italia siano rimborsati integratori indispensabili per chi è costretto a vivere senza lo stomaco. Altrettanto indispensabile che siano stabiliti Piani Diagnostico Terapeutici Assistenziali strutturati per i pazienti con tumore gastrico, a oggi presenti in pochissimi ospedali e Regioni. Inoltre solo in Emilia Romagna i malati potranno accedere ai sensori per il monitoraggio della glicemia, necessari perché i livelli sono molto variabili

Venti Regioni, venti destini diversi per i circa 80 mila pazienti che non hanno più lo stomaco per colpa di un tumore gastrico: la possibilità di accesso agli alimenti ai fini speciali spesso indispensabili per questi malati, cambia da una Regione all’altra. Rari gli esempi di Regioni che abbiano pensato a percorsi o iniziative specifiche per l’assistenza dei pazienti. L’Emilia Romagna, per esempio, è l’unica dove è prevista l’erogazione di sensori per il monitoraggio della glicemia ai pazienti senza stomaco: un presidio necessario, perché la glicemia nell’arco della giornata ha sbalzi spesso molto consistenti che possono portare a crisi ipoglicemiche gravi. Così l’Associazione Vivere senza stomaco si può Onlus, in occasione del 4° Convegno Nazionale, chiede che si guardi agli esempi regionali virtuosi e soprattutto che sia accolto l’emendamento alla Legge di Bilancio della Senatrice Paola Boldrini, che prevede un rimborso di 11 milioni per supporti nutrizionali.

 “Gli integratori rappresentano un presidio fondamentale per la nutrizione delle persone che hanno subito una gastrectomia perché in grado di consentire un equilibrato e corretto apporto di nutrienti anche in assenza totale o parziale dello stomaco. Tuttavia vi è ancora un trattamento differenziato da Regione a Regione che di fatto discrimina i pazienti a parità di condizione. Secondo una stima dell’Associazione Italiana Registro Tumori, sono oltre 3.000 i pazienti esclusi dalla rimborsabilità degli integratori su territorio nazionale – spiega Claudia Santangelo, presidente dell’Associazione Vivere senza stomaco si può Onlus –  La nostra Associazione lancia perciò un appello per chiedere che le differenze regionali vengano superate per garantire a tutti i malati omogeneità ed equità di accesso alle cure e soprattutto il diritto a una nutrizione controllata dopo la chirurgia. Per questo l’approvazione dell’emendamento presentato dalla Senatrice Paola Boldrini costituirebbe per noi una vera rivoluzione” aggiunge Santangelo.

L’emendamento prevede infatti la rimborsabilità dei supporti nutrizionali di qualsiasi tipo per i pazienti con tumore allo stomaco che abbiano avuto una resezione gastrica, in tutte le Regioni e non a discrezione delle amministrazioni locali come avviene adesso. “Nel nostro Paese è sempre più difficile applicare in maniera uniforme uno dei diritti fondanti della nostra Costituzione, il diritto alla salute – interviene la Senatrice Paola Boldrini – Nel caso dei pazienti con tumore gastrico è ancora più evidente, sia perché non se ne parla abbastanza sia perché c’è poca attenzione al loro stato nutrizionale nel corso delle terapie oncologiche. L’alimentazione nel paziente con patologie oncologiche dell’apparato digerente è fondamentale per una migliore qualità di vita e per una maggiore aderenza alle terapie: per questo ho ritenuto opportuno portare avanti una battaglia, in sede di sessione di bilancio, che permetta la rimborsabilità dei supporti nutrizionali per i pazienti oncologici senza stomaco in tutte le Regioni. Oggi queste persone ricevono un trattamento differenziato da Regione a Regione, di conseguenza a parità di condizione non tutti i cittadini hanno pari diritti. La condizione ideale sarebbe il riconoscimento anche nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ma in attesa di centrare questo obiettivo è mio dovere lavorare affinché i supporti nutrizionali, vitali in alcuni casi, siano rimborsati in tutto il Paese“.

Sarebbe altrettanto fondamentale garantire ovunque, a tutti i pazienti, percorsi strutturati e adeguati che a oggi invece sono adottati da pochissimi ospedali e Regioni. “E’ importante che le linee guida nazionali sul carcinoma gastrico vengano implementate nella pratica clinica: tali percorsi rappresentano le loro modalità applicative – spiega Stefania Gori, Presidente Fondazione AIOM Direttore Oncologia Medica dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar – Tuttavia la fotografia della situazione a livello nazionale fa emergere una carenza nella disponibilità di Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali per il carcinoma gastrico. Fondazione AIOM, punto di riferimento dei bisogni anche assistenziali dei pazienti oncologici, ritiene fondamentale che in tutte le Regioni italiane siano disponibili tali PDTA e si impegnerà affinché tale risultato sia raggiunto”. 

         La nostra speranza è che si prendano a esempio esperienze virtuose che a oggi sono sporadiche ma che rispondono anche ai bisogni dimenticati dei malati – continua Santangelo – La Regione Emilia Romagna, per esempio, è l’unica che ha deciso di garantire ai pazienti con tumore gastrico, previa certificazione del medico, l’accesso ai sensori per il monitoraggio della glicemia, grazie a fondi propri”. Una quota considerevole di pazienti infatti ha notevoli sbalzi glicemici nell’arco della giornata che portano la glicemia a scendere anche a 30 mg/dl, con il rischio concreto di coma e ricovero ospedaliero. 

“Inoltre solo in Emilia Romagna sta partendo un progetto per valutare i benefici per i malati di essere inseriti in un percorso bene definito di riabilitazione nutrizionale che prevede anche il monitoraggio della glicemia, al fine di migliorare la qualità di vita e ridurre i rischi di complicanze gravi che possono portare al ricovero ospedaliero – interviene Valentina Solfrini, Professional Area Farmaco e Dispositivi Medici Regione Emilia Romagna – Il percorso è in via di definizione con la collaborazione dei professionisti che in Regione vantano maggiore esperienza nella gestione di questi pazienti e prevede anche la possibilità di monitoraggio dei parametri metabolici come la glicemia nell’ambito di un protocollo sperimentale”. L’obiettivo è dare sufficiente attenzione alle esigenze di salute dei malati, purtroppo spesso dimenticate a causa del loro numero relativamente basso: i nuovi casi di tumore allo stomaco sono oltre 14.000 ogni anno, al quinto posto per incidenza, ma la sopravvivenza a 5 anni arriva appena al 32%, soprattutto a causa delle molte diagnosi tardive. 

Disturbi alimentari: Villa Miralago, la più grande comunità terapeutica d’Italia compie 10 anni

Disturbi alimentari: Villa Miralago, la più grande comunità terapeutica d’Italia compie 10 anni e festeggia traguardi importanti

I disturbi alimentari sono diventati un’epidemia sociale. Basti pensare che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i dca rappresentano la seconda causa di morte, dopo gli incidenti stradali, tra i giovani. Oltre 3 milioni di persone in Italia, di cui il 95,9% donne, ne soffrono (Ministero della Salute). Il fenomeno preoccupa ancor di più se si pensa che il range si è allargato – non mancano insorgenze in età adulta – e l’età media si è abbassata. Sono sempre più frequenti i casi che coinvolgono anche bambine di 8-9 anni. Le persone più colpite restano, comunque, quelle in età adolescenziale. A prendersi cura di loro con amore e competenza da ben dieci anni sono gli specialisti di Villa Miralago (Varese), la più grande comunità terapeutica d’Italia per la cura dei disturbi del comportamento alimentare convenzionata con il SSI (anoressia, bulimia, vigoressia, frequente anche nei maschi adulti, l’ortoressia e il disturbo da alimentazione incontrollata – obesità) e una delle più grosse d’Europa.

Per il suo primo decennio Villa Miralago festeggia i suoi importanti traguardi il 14 e 15 novembre 2019 al Congress Centre dell’Hotel NH di Milano con il convegno dal titolo “ll Corpo nella dimensione della cura nei Disturbi alimentari e nella nutrizione (DNA)” (giovedì 14 dalla 14 alle 20 e venerdì 15 dalle 10 alle 17).

La storia di Villa Miralago è la storia di un importante impegno: circa il 92% dei pazienti porta a compimento il suo percorso di cura terapeutico con esiti molto positivi.

La quasi totalità delle pazienti durante il percorso di cura arriva a guarigione sintomatica: l’82 % dei casi di anoressia, il 78% di bulimia e il 65% dei casi nel disturbo di alimentazione incontrollata. 

“Curare un disturbo alimentare vuol dire non aver più bisogno di manomettere il proprio rapporto con il cibo e con il corpo. Fino a quando si frapporrà qualcosa tra il paziente e il cibo/corpo, fino a quando le paure continueranno ad inquinare, la libertà di mangiare o di apparire, non può esserci guarigione, al di là di ogni peso immaginabile, al di là di ogni abitudine alimentare – ha detto il Direttore Sanitario di Villa Miralago, Leonardo Mendolicchio – Guarire significa, infatti, non essere più costretti a ricorrere al cibo per assecondare le proprie aspettative di perfezione, significa non dover più fustigare il proprio corpo per lenire le proprie colpe. Guarire significa essere liberi di entrare in risonanza con la propria umanità senza sentirsi troppo giudicati o in balia dello sguardo altrui”.

La scommessa che compie Villa Miralago, con ogni paziente, è quella della riappropriazione del rapporto con l’Altro, con la famiglia, con gli amici, con il mondo anche per i casi più gravi che trovano ospitalità nel nucleo “Ginestra” che è riservata ai pazienti con gravissima malnutrizione e che necessitano di nutrizione artificiale.

I risultati eclatanti di Villa Miralago sono dovuti a più di un fattore: una struttura all’avanguardia e un’equipe di altissimo profilo, che realizza percorsi individuali e personalizzati per ogni singolo paziente, grazie anche alla presenza di un numero elevato di personale, più di un operatore per ogni paziente.  La riabilitazione nutrizionale viene fatta in modo lento e senza traumi, preparando la psiche ai cambiamenti fisici corporei. La psicomotricità è un altro pilastro del percorso di riabilitazione in questo centro, perché mette il corpo nella relazione, in una dimensione ludica permettendo ai pazienti di viverlo in maniera meno sintomatica: il corpo smette di essere una immagine e diventa strumento di relazione e di comunicazione.  Un percorso di arte- terapia attraverso il quale viene sconfessato il tema della prestazione, della quale soffrono coloro che sono affetti da queste patologie, sollevandoli dalla ricerca continua di perfezionismo.

Anche le famiglie vengono prese in carico da questo centro e trattate direttamente attraverso la rete Ananke, presente anche su tutto il territorio nazionale.

Il tema del corpo è un tema centrale per comprendere i disturbi del comportamento alimentare e per discutere sui modelli e per comunicare l’esperienza e gli eccellenti risultati sul territorio nazionale di questi 10 anni di Villa Miralago:  il 14 ed il 15 novembre 2019 verrà trattato al Congress Centre dell’Hotel NH di Milano, dove  saranno presenti: oltre agli amici di Villa Miralago Martina Colombari, Elisa D’Ospina, Andrea Casadio, Corrado Formigli, Fabio Picchi chef di Firenze sempre molto attivi nel sostenere  questa importante realtà, Denise Giacomini Dirigente medico area nutrizionale del Ministero della salute, Dr.ssa Laura Dalla Ragione (Psichiatra e Psicoterapeuta – Direttore Rete Disturbi Comportamento Alimentare Usl 1 dell’ Umbria – Direttore Numero Verde SOS DCA – Presidenza del Consiglio dei Ministri), la Dott.ssa Sara Roversi (Future Food Institute), il Prof. Emanuele Lettieri (Dipartimento di ingegneria gestionale – Politecnico di Milano), Il Prof. Gianfranco Silecchia (Ordinario di chirurgia generale, Sapienza Università di Roma, direttore Bariatric Center of Excellence IFSO Eu) e il direttore scientifico del convegno il Dr. Leonardo Mendolicchio (Psichiatra, Psicoanalista, Direttore sanitario di Villa Miralago – Direttore scientifico Ananke).

http://www.villamiralago.it/

 

 

 

 

 

 

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Gli uomini italiani amano le labbra naturali o siliconate ? Ci spiega tutto il dott. Salvatore Artiano

Gli uomini italiani non hanno mai  amato le labbra siliconate nonostante la Parietti  e preferiscono baciare e ammirare labbra tutte naturali. Oltre ad essere oggetto di desiderio, le labbra rappresentano soprattutto un elemento fondamentale del viso ma purchè siano naturali poichè le esagerazioni non pagano mai a lungo termine.

Le labbra sono anche rivelatrici dell’ eta’ che passa di una donna, col tempo si assottigliano, cedono sugli angoli e i contorni svaniscono. Il colore non e’ più lo stesso e il viso sembra più stanco e affaticato.

Oggi affidarsi ad un esperto della medicina  estetica rappresenta una grande responsabilità poichè il più  delle volte credendo di poter raggiungere risultati efficaci presso soggetti non specializzati si va incontro a spiacevoli incidenti e spesso a sfigurazioni con conseguenze gravi anche per la salute.

Il dott. Salvatore Artiano, campano d’origine, e’ ben presto diventato un punto di riferimento per la medicina estetica per le donne alla ricerca di una bellezza naturale e sicura per la salute.

Il dott. Artiano ci parla di come curare l’immagine del corpo e di come combattere l’inevitabile processo d’invecchiamento:

Curare l’ immagine del corpo e del viso non è un invito rivolto solo alle donne ma anche agli uomini che hanno trovato nel rinofiller , trattamento medico estetico per il rimodellamento del naso , il conforto di una correzione del gibbo, difetti o asimmetrie della punta o delle narici  o addirittura ottenere un accorciamento ottico del naso senza ricorrere ai bisturi.    Formula magica per combattere l’ inevitabile processo d’ invecchiamento ?   Chi dice che invecchiare e’ un processo negativo si sbaglia di grosso.  Sono sulla soglia dei 40 e vi assicuro che con un corretto stile di vita, di alimentazione, di attività sportiva e di un piccolo aiutino con mani esperte si può tranquillamente affrontare il passare del tempo con dignità“ 

La dieta della Terra fa bene alla salute

Una ‘dieta della Terra’ esiste. E fa bene alla salute oltre che al Pianeta. I cibi che hanno una bassa impronta ecologica, infatti, sono classificati come sani. Ciò è valido con due eccezioni: il pesce (il cui consumo è meno sostenibile ma fa bene all’organismo) e le bevande zuccherate (che hanno una ridotta impronta ecologica e delle quali è bene ridurne l’uso). A dirlo è una ricerca delle Università di Oxford e del Minnesota che è stata pubblicata sulla rivista scientifica Pnas.

Quasi tutti gli alimenti associati a migliori risultati in termini di salute (cereali integrali, frutta, verdura, legumi, noci e olio d’oliva) hanno gli impatti ambientali più bassi. Allo stesso modo, gli alimenti con i maggiori aumenti dei rischi di malattie (principalmente carni rosse come carne di maiale, manzo, montone e capra) sono costantemente associati ai maggiori impatti ambientali negativi. Le due notevoli eccezioni sono risultate il pesce, un alimento generalmente più sano e che però ha moderati impatti ambientali e le bevande zuccherate, che presentano rischi per la salute ma che hanno un basso impatto ambientale.

“Gli alimenti che compongono la nostra dieta hanno un grande impatto sia su noi stessi che sul nostro ambiente. Questo studio dimostra che mangiare più sano significa anche mangiare in modo più sostenibile”, ha detto David Tilman, docente di ecologia dell’Università del Minnesota che ha condotto l’analisi.

 

 

 

 

 

 

Fonte: Ansa

Uno studio scientifico rivela che i calciatori sono a rischio malattie neurodegenerative

Se la frequenza di malattie non neurologiche è più bassa rispetto al resto della popolazione, per i calciatori professionisti è invece maggiore la mortalità per malattie neurodegenerative e il rischio di demenza. Lo rileva uno studio condotto su oltre settemila ex-calciatori professionisti scozzesi, pubblicato sul New England Journal of medicine. Come nel mcaso di Stefano Borgonovo il calciatore italiano morto a causa della Sla, una malattia neurodegenerativa.

Il rischio deriverebbe non dai colpi forti presi alla testa, ma dal conto totale degli impatti accumulati nella carriera. Nello studio, i ricercatori coordinati da Daniel F. Mackay, dell’università di Boston, hanno confrontato gli ex-calciatori con la popolazione generale sulle cause di mortalità e l’uso di farmaci anti-demenza. Il dato di una minore mortalità da cause non neurologiche conferma quindi i benefici dello sport nella prevenzione delle altre malattie come quelle cardiovascolari e metaboliche. Circa invece la mortalità da malattie neurodegenerative, il rischio deriverebbe per i calciatori professionisti, così come riscontrato anche nei giocatori di football americano in un altro studio dai Centers for diseases control, dall’esposizione a ripetuti colpi in testa. Un giocatore colpisce la palla con la testa in media 6-12 volte a partita (ma in allenamento molto di più), il che significa migliaia di volte nell’arco della carriera. Ad influire non sarebbero però i colpi forti ma il ‘conto’ totale dei ripetuti impatti ricevuti alla testa, compresi quelli che non danno sintomi.

I ricercatori ci tengono comunque a chiarire che non è possibile generalizzare questi risultati osservati nei calciatori professionisti con chi pratica questo sport a livello amatoriale o universitario, e rimarcano l’importanza e i benefici di sport ed esercizio fisico per la salute.

 

 

 

Fonte: Ansa

Nutrizione: ‘ponte’ tra cibo e benessere, progetto “Cibe” Venerdì prima tappa a Benevento

Un ‘ponte’ tra il mondo dell’industria alimentare e il mondo della medicina, tra il cibo e il benessere, “con il sostegno di aziende responsabili, che si distinguono per la qualità’ delle materie prime e dei processi di lavorazione” come sottolinea una nota. “È l’obiettivo di Cibe, progetto itinerante varato da PJevents, agenzia del settore del marketing e nell’organizzazione di congressi medico-scientifici, che prenderà il via venerdì’ prossimo, 18 ottobre (ore 9) a Benevento, nello Spazio Strega della storica azienda sannita con il convegno-dibattito dal titolo “Nutrizione e supplementazione in prevenzione, patologia e terapia”. “Una nutrizione corretta costituisce un elemento fondamentale nella prevenzione di numerose condizioni patologiche. Lo stile di vita e le scelte alimentari incidono fortemente sullo sviluppo di malattie, sulla loro evoluzione, o possono, al contrario, provocarne l’insorgenza. Secondo l’OMS circa un terzo delle patologie cardiovascolari e dei tumori può essere evitato grazie a un’equilibrata alimentazione – spiega la dottoressa Antonietta De Simone, presidente del congresso – Momento rilevante sara’ dato alla nutrizione in sinergia con la supplementazione. La mission di CIBE e’ aprire le porte delle aziende partner i cui prodotti popolano la nostra tavola e coinvolgerle nei confronti con esperti e campioni dello sport sui temi dell’alimentazione, della nutraceutica, del benessere e della salute”. Due le sessioni in programma in cui e’ prevista anche una lectio magistralis del prof. Maurizio Guida, del dipartimento di Medicina e Chirurgia della Federico II. Alle ore 14.30 si svolgerà una tavola rotonda moderata dal giornalista Franco Buononato, già responsabile della redazione di Benevento de il Mattino, con gli interventi di Luigi Coppola, dirigente medico I.P.D. di Alta Specialità di Nutrizione e Dietetica-Medicine Complementari dell’Azienda Ospedaliera “San Pio” di Benevento; Vincenzo Monda, specialista in Scienza dell’Alimentazione e dietologo della squadra Primavera e del settore giovanile SSC Napoli; Franco Porzio, campione olimpico di pallanuoto a “Barcellona ’92”