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LA CENTRALITÀ DEL PEDIATRA NELLA DIAGNOSI E NELLA GESTIONE DELLE MALATTIE PEDIATRICHE RARE.

All’8° PediaCampus della Società Italiana Medici Pediatri (SIMPE), si affronta per la prima volta il rapporto tra pediatri di famiglia e gestione delle malattie rare: diagnosi tardive per un bimbo su due. Nove genitori su dieci chiedono più ruolo al pediatra di famiglia.

Sorrento, 14 aprile 2019 – La centralità del pediatra nella diagnosi e nella gestione delle malattie pediatriche rare è stata al centro dell’ottava edizione di PediaCampus della Società Italiana Medici Pediatri (SIMPE) a Sorrento. Il Campus è un’occasione di alta formazione per i pediatri di famiglia che così possono diventare un vero punto di riferimento dei genitori che insistono perché sia il pediatra a coordinare la “presa in carico” del piccolo paziente in queste circostanze. Un’indagine promossa dall’Osservatorio Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza PAIDOSS condotta da Datanalysis su 300 genitori di piccoli malati, presentata in occasione di PediaCampus, dimostra che la maggioranza vuole il pediatra in prima linea fin dal momento della diagnosi, grazie a un uso più ampio di mezzi diagnostici e screening per le patologie rare, e protagonista anche nella gestione e nel coordinamento degli interventi terapeutici. Tuttora però il 25% degli specialisti dei centri di riferimento che hanno in carico i piccoli malati non coinvolge il pediatra nelle scelte; così un genitore su cinque, oltre a desiderare un maggior sostegno economico e una maggior facilità di accesso alle terapie e agli ausili, vorrebbe più integrazione fra pediatra e medici specialisti: La Distrofia di Duchenne, una malattia genetica rara che colpisce un bimbo ogni 5000 nuovi nati maschi (le femmine sono portatrici o manifestano la patologia in grado molto lieve) rappresenta un banco di prova per certi versi ideale per il Pediatra di Famiglia che voglia misurarsi con il tema delle malattie rare spiega Giuseppe Mele, presidente SIMPE. Questa malattia indebolisce progressivamente tutti i muscoli e rende impossibile camminare già intorno ai 10 – 12 anni.  Se i bambini fossero diagnosticati entro i 2 anni, potrebbero ottenere i migliori benefici derivanti da una precoce ed adeguata presa in carico. Invece la diagnosi arriva in media a 3,5 anni, ma il valore medio è ingannevole poiché per il 42% dei bambini la diagnosi arriva intorno ai 5 anni (e a volte anche a 7, 8 anni) quando le condizioni dei muscoli sono già molto peggiorate e rallentare il decorso della patologia è più difficile: “PediaCampus è un momento di alta formazione che viene incontro alle esigenze delle famiglie: aumentare la sensibilità e l’informazione dei pediatri sulle malattie rare è fondamentale perché sappiano gestire al meglio i loro pazienti – riprende Mele –Nel caso della malattia di Duchenne, per esempio, la diagnosi precoce è fondamentale perché questo tempismo potrebbe consentire ai pazienti di vivere una vita più lunga e di maggior qualità: infatti fino ai 5 anni i muscoli sono più preservati, dopo inizia un declino molto rapido ed è quindi indispensabile intercettare la patologia prima di un deterioramento muscolare consistente”.

I dieci segni della distrofia di Duchenne

Se il bambino presenta uno o più di questi sintomi, è opportuno discuterne con il pediatra e con uno specialista per una valutazione approfondita.

Prima di 18 mesi:

  1. Il bimbo ha difficoltà a stare seduto da solo o a gattonare.
  2. Il bimbo non riesce a stare in piedi o a camminare prima dei 18 mesi.
  3. C’è un ritardo del linguaggio e intorno a un anno e mezzo il piccolo non ha ancor detto la prima parola. Anche le frasi complete stentano ad arrivare.

A 3 anni

  1. Ci sono tipiche difficoltà nell’andatura, che è spesso ondeggiante.
  2. Il bimbo tende a camminare sulle punte o coi piedi molto piatti.
  3. Dopo i tre anni spesso ancora cade ed è goffo nei movimenti.
  4. Ha difficoltà ad arrampicarsi.
  5. Ha difficoltà a correre.

A 5 anni

  1. Non riesce a stare dietro ai compagni mentre giocano e i muscoli sono deboli.
  2. C’è il segno di Gowers: nel tentativo di alzarsi dalla posizione supina, i pazienti caratteristicamente usano le braccia per ‘arrampicarsi’ sul corpo poggiandole sulle ginocchia per compensare la debolezza dei muscoli delle gambe.

TENNIS & FRIENDS – SALUTE E SPORT … SPORT È SALUTE SI CHIUDE CON 50.000 VISITATORI E CIRCA 7.000 CONTROLLI

Successo di pubblico e di visite la seconda edizione di Napoli. Vincono il torneo celebrity Paolo Bonolis – Jimmy Ghione

Napoli, 14 aprile 2019. Si conclude con un bilancio di 50.000 visitatori e circa 7.000 check up realizzati il weekend di prevenzione di Tennis & Friends – Salute e Sport … Sport è Salute, l’unico evento di prevenzione in Italia ad unire salute, sport, solidarietà, spettacolo e sostenibilità.

Vincitori del Torneo Celebrity sono: trofeo Peugeot la coppia Paolo Bonolis – Gimmy Ghione per il primo posto; trofeo Fondazione Ania Francesco Testi – Angelo Mangiante per il secondo posto. Trofeo ENI per il terzo posto alla coppia Flaminia Bolzan – Marco Miraglia ex aequo con la coppia Massimo delli Santi – Giampaolo Imparato. Trofeo TC Napoli come best player in campo Andrea Amicarelli e Alessandro Centonze.

Dal 12 al 14 aprile il Tennis Club Napoli e il Lungomare Via Caracciolo hanno ospitato il Villaggio della salute che ha visto all’opera oltre 200 persone tra medici e personale sanitario, a presidio di 28 aree specialistiche dotate di 50 postazioni. Oltre ad effettuare check up interamente gratuiti, le equipe sanitarie hanno svolto attività di informazione e consulto sulle patologie e sulle tempistiche per effettuare i controlli, al fine di contribuire alla promozione della cultura della prevenzione. Per la prima volta è stato costituito un Comitato Tecnico-Scientifico, composto di personalità illustri in ambito scientifico-sanitario.

Accanto all’area salute, Tennis & Friends ha allestito un Villaggio dello sport per un’estensione complessiva di 1,5 km di lunghezza. Il pubblico ha potuto avvicinarsi alla pratica di nove discipline sportive diverse, grazie all’assistenza di personale e istruttori federali, e assistere alle esibizioni degli atleti.

I Villaggi sono stati inaugurati il sabato con un taglio del nastro alla presenza del Cardinale Crescenzio Sepe Arcivescovo Metropolita di Napoli, il sindaco Luigi De Magistris, il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca e il presidente del Tennis Club Napoli Riccardo Villari. Nella stessa giornata ha fatto visita alla manifestazione il questore Antonio De Iesu.

“I numeri e l’entusiasmo di Napoli sono una conferma e un grande stimolo – commenta Giorgio Meneschincheri, direttore medico delle relazioni esterne della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, specialista in Medicina preventiva e ideatore dell’evento – che conferma la bontà del lavoro fatto ma anche la necessità di proseguire su questa strada e, compatibilmente con la disponibilità dei partner, raggiungere anche altre regioni d’Italia. Ci stiamo lavorando e il risultato di Napoli è un eccellente biglietto da visita per raccogliere l’adesione di altre istituzioni”.

Il successo della manifestazione è stato reso possibile dai tanti partner intervenuti. A cominciare dalle strutture sanitarie: l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS – Fondazione G. Pascale, la A.O.R.N. Santobono-Pausilipon e Fondazione Santobono Pausilipon, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, l’Azienda Ospedaliera Universitaria – Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, ASL Napoli 1, Clinica Ruesch Napoli, Clinica Montevergine, GVM Care & Research e Clinica MM. Nel Villaggio della Salute sono stati coinvolti i corpi sanitari della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e della Guardia di Finanza, nonché le associazioni L.I.L.T. Napoli – Lega Italiana Lotta contro i Tumori, ICOM Napoli – International College of Osteopathic Medicine, Donatori Nati ADVPS ONLUS – Associazione Donatori Volontari Polizia di Stato e Croce Rossa Italiana.

La rilevanza sociale dell’evento, che si è svolto nella settimana della Giornata Mondiale della Salute, è stata sottolineata dalla presenza dei tanti partners istituzionali: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Marina Militare, Aeronautica Militare, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Arma dei Carabinieri, Regione Campania, Comune di Napoli, CONI, Croce Rossa Italiana, Corpo dei Vigili del Fuoco, Fondazione Ania e Protezione Civile – Emergenza e post emergenza della Regione Campania.

Il weekend di Tennis & Friends è stato anticipato venerdì 12 Aprile, dalle 9.30 alle 13.30, da un evento riservato alle scuole, che ha coinvolto 1.500 studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado del Comune di Napoli.

Il Villaggio dello Sport, realizzato in collaborazione con il CONI e le Forze dell’Ordine patrocinanti ha visto la partecipazione di: Federazione Italiana Tennis, che dalla prima edizione di Roma è al fianco dell’evento, la Federazione Italiana Sport Equestri, la Federazione Italiana Rugby, la Federazione Italiana Pallacanestro, la Federazione Italiana Pallavolo, la Federazione Italiana Ciclismo, la Federazione Italiana Canoa e Kayak, la Federazione Italiana Tiro con l’Arco e l’Unione Italiana Tiro a Segno. Eventi dimostrativi e di intrattenimento sono stati offerti anche dai gruppi sportivi di Forze armate e Corpi di Polizia (Fiamme Gialle e Fiamme Oro).

Significativa anche la rappresentanza dell’Universiade Napoli – in programma dal 3 al 14 luglio 2019 – che ha partecipato con un desk posizionato all’interno del Tennis Club Napoli e con personale e materiale promozionale nel Villaggio dello Sport.

Nella giornata di sabato si è svolto anche il torneo di doppio maschile di tennis organizzato dall’USSI Campania e riservato a giornalisti professionisti e pubblicisti. Sedici i giornalisti in tabellone, a contendersi il trofeo di Tennis & Friends, vinto dai fratelli Alessandro Milone de il Roma e Andrea Milone de il Denaro.

Tennis & Friends – Salute e Sport … Sport è Salute tornerà il 18 Maggio agli Internazionali BNL d’Italia; a seguire la 9^ edizione sempre al Foro Italico di Roma, dall’11 al 13 ottobre.

Tennis & Friends ringrazia della loro partecipazione:

il cardinale Crescenzio Sepe arcivescovo metropolita di Napoli, il presidente della regione Vincenzo De Luca, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, il questore Antonio De Iesu, il presidente del Tennis Club Napoli Riccardo Villari, l’assessore allo sport Ciro Borriello, l’assessore alla Scuola e all’Istruzione Anna Maria Palmieri, Paolo Bonolis, Peppino Di Capri, Max Giusti, Albano Carrisi, Stefania Barca, Flaminia Bolzan, Maria Grazia Cucinotta, Maurizio De Giovanni, Jimmy Ghione, Beppe Convertini, Myriam Fecchi, Gigi Finizio, Andrea Lucchetta, Angelo Mangiante, Veronica Maya, Andrea Perroni, Andrea Sannino, Sebastiano Somma, Adriana Volpe, Massimiliano Ossini, Diego Nargiso, Patrizio Oliva, Anna Capasso, Giuseppe Cambi, Maria Mazza, Eleonora Sergio, Gianluca Meck e Francesco Testi, Maurizio Aiello.

 

Esclusiva-Luca Loreto: “Ecco come risolvere i problemi di logopedia in tenera età”

ll dott. Luca Loreto ha conseguito la Laurea in Logopedia nell’anno 2009 con votazione 105/110 presso l’ “Università degli Studi di Napoli Federico II”. Ha svolto il tirocinio presso il reparto di Otorinolaringoiatra e Foniatria dell’Ospedale “Policlinico Federico II” di Napoli presentando una tesi sperimentale sull’“ADHD”, collaborando a stretto contatto con il suo relatore prof. Ugo Cesari.Nel corso degli anni ha frequentato convegni internazionali e meeting scientifici che hanno ampliato e aggiornato le sue conoscenze,tra i più rilevanti: “S.I.F.E.L.”, “Fisiopatologia della voce artistica e tecnica di canto”, “La disfagia criteri diagnostici ed orientamenti riabilitativi”, “L’applied behavior analysis nel trattamento dell’autismo”.

Abbiamo voluto approfondire questa materia con lui e lo ringraziamo per questa intervista che ci ha concesso.

Logopedia: come nasce la sua passione per questa materia ?

“La scelta di effettuare il test d’ingresso di Logopedia avviene durante l’ ultimo anno di Liceo in un incontro di orientamento universitario. Venni attratto dall’ insieme di conoscenze che un logopedista doveva possedere (anatomia, fisiologia, psicologia, comunicazione, ecc..) oltre a una predisposizione caratteriale per relazionarsi con pazienti di tutte l’età. Non mi sono mai pentito di quella scelta poichè è una professione molto gratificante che aiuta le persone a riattivare delle capacità che non hanno ancora sviluppato, come nel caso dei bambini, o che hanno perso”

Logopedia e bambini: quando rivolgersi a un logopedista? quali sono i problemi che più spesso si possono verificare in tenera età e come la sua professione può aiutare a risolverli ? 

“Molto spesso, a rivolgersi ad un logopedista sono i genitori di bambini con difficoltà comunicative e di comprensione. In base alla mia esperienza, i campanelli d’allarme da non sottovalutare sono i seguenti: fino ai 3 anni il bambino produce poche parole non combinandole tra loro ed ha difficoltà a comprendere semplici comandi o mostra poco interesse a relazionarsi con i coetanei. Tra i 3 e i 4 anni il bambino non si esprime in maniera comprensibile, la struttura frastica è breve e produce parole semplificandole attraverso sostituzioni o omissioni di lettere. Tra i 4 e i 6 anni il bambino può manifestare disturbo specifico del linguaggio (DSL), disturbo fonetico-fonologico, balbuzie, problemi di deglutizione e in generale deve possedere le abilità necessarie per un adeguato avviamento agli apprendimenti scolastici. Dai 6 anni in poi il bambino può manifestare DSA disturbi specifico dell’ apprendimento: dislessia (difficoltà di lettura), disgrafia (disturbo nell’esecuzione del tratto grafico), disortografia (disturbo della competenza ortografica) discalculia cioè difficoltà del calcolo e dell’elaborazione numerica Ogni paziente è un soggetto a sé, per cui non esiste un trattamento unico da applicare a più tipologie di pazienti, ma viene scelto l’approccio migliore e più adatto al singolo caso.In linea generale gli esercizi di logopedia a cui il bambino viene sottoposto hanno lo scopo di attirarne l’attenzione e di stimolarne la competenza esaminata”

Logopedia e voce: quali sono i campanelli d’allarme e quali sono le tecniche riabilitative vocali  per un paziente con disfonia ?

“La disfonia è una alterazione qualitativa e quantitativa della voce caratterizzato da variazioni dei parametri della voce (timbro, tono e intensità) oppure da sforzo vocale. Si diversificano in base all’ origine che può essere organica (noduli,polipi,cisti,ecc..) o funzionale (errato e/o eccessivo uso della voce).La riabilitazione della voce è un percorso educativo in cui la persona disfonica, con l’aiuto del logopedista, arriva a gestire in modo adeguato la propria voce e ne migliora la qualità, sia in caso di patologia organica che funzionale. Il paziente verrà educato ad adottare abitudini che possano aiutarlo a mantenere il sistema di produzione vocale sano. Genericamente il trattamento logopedico dura circa tre mesi con trattamenti bisettimanali, vengono proposti sia il training propriocettivo che quello respiratorio, esercizi di coordinazione pneumo-fonica, di riposizionamento posturale e di impostazione della voce, con particolare attenzione agli aspetti legati al suo uso quotidiano”

 

 

Massimiliano Alvino

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A New York parte Vision Expo 2019

Poter visitare il dietro le quinte di alcune delle principali insegne della città e confrontarsi direttamente con i referenti dei brand, tra cui Dita, Robert Marc e Selima Salaun: è l’obiettivo dei nuovi tour offerti da Vision Expo East 2019. Tre le opzioni, in due zone di New York, Madison Avenue e Soho, e presso Oculus.

«I visitatori avranno la possibilità di varcare le soglie di alcuni store di Madison Avenue, una delle vie più lunghe del lusso in America, come ospiti: la prima tappa del tour è il flagship di Marc Jacobs», si legge in un comunicato del salone statunitense.
Altra destinazione sarà Soho, quartiere «in cui vengono lanciati nuovi marchi – spiega ancora la nota – La prima tappa di questa esperienza sarà il concept store Ray-Ban, di recente apertura. Si proseguirà in Silver Lining Opticians, centro ottico indipendente dove celebrità, produzioni cinematografiche e televisive americane prendono in prestito montature per le proprie realizzazioni. Il tour si chiuderà con Selima Optique, punto vendita specializzato in occhiali ultra contemporanei».

I partecipanti saranno, infine, testimoni della straordinaria architettura del Westfield World Trade Center (nella foto), opera conosciuta come Oculus, realizzata dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava e inaugurata nel 2016, dove si trova anche un centro commerciale. «La guida e i rappresentanti dei negozi dimostreranno come i rivenditori e i marchi abbiano ideato sistemi, merchandising e design mirati per attirare i clienti – prosegue il comunicato – La visita include i monomarca di Oliver Peoples e Designer Eyes, nonché negozi leader che vendono di tutto, dal cibo a prodotti di bellezza per offrire ai partecipanti una visione completa di ciò che rende ottima una formula di vendita al dettaglio per qualsiasi attività commerciale».

Vision Expo East 2019 ospiterà 700 espositori, di cui un centinaio al debutto, provenienti da 68 paesi, su una superficie di circa 25 mila metri quadrati netti dedicati a tutti i segmenti dell’occhialeria. Come di consueto, gli eventi formativi partiranno un giorno prima rispetto alla manifestazione fieristica, che attende, come segnalato dagli organizzatori, oltre 15 mila visitatori: ai corsi di aggiornamento, in programma dal 21 marzo al 24 marzo, si sono a oggi registrati oltre 3.500 professionisti.

 

 

 

Fonte: www.b2eyes.com

‘Papà controllati’: la SIU in pista per la prevenzione urologica

 I maschi italiani latitano quando si tratta di fare prevenzione invece di schierarsi in pole position. Così, per la seconda edizione della campagna ‘Papà controllati’, la Società Italiana di Urologia (SIU) invita i maschi di ogni età a ad una serie di pit-stop – da cui lo slogan #fermartieriparti – per correre con la marcia giusta, il “Gran Premio della Vita”, iniziativa educazionale e di sensibilizzazione presentata in un ‘box’ di eccezione: il Museo Ferrari a Maranello. Con dieci pit-stop, dieci regole per proteggere la salute maschile, l’iniziativa intende sfatare il mito che le problematiche urologiche colpiscano solo in età adulta o avanzata, ed educare invece alla prevenzione fin dall’adolescenza.

Una importante opportunità per prevenire alcune problematiche come l’iperplasia prostatica benigna (IPB), di cui soffre l’8% della popolazione maschile entro e dopo i 40 anni con tassi del 50% oltre i 60; la disfunzione erettile (DE) che compromette la vita di coppia di 3 milioni e mezzo di italiani (13% della popolazione, 1 maschio su 8) dai 45 ai 50 anni; il tumore della prostata, con quasi 35 mila nuove diagnosi (1 caso su 8) nel 2018.

Ma non solo: i ‘pit-stop’ della salute tutelano anche dal rischio di problematiche che spaventano meno il maschio, come le prostatiti che infiammano il 30-50% della popolazione sessualmente attiva generalmente prima dei 50 anni e la calcolosi urinaria che ‘bombarda’ il 10% degli uomini (vs 5% delle donne) soprattutto tra i 30 e i 50 anni con circa 100.000 nuovi casi l’anno.

Infine, fare prevenzione significa anche diagnosticare in tempo malattie sessualmente trasmesse o problemi di infertilità di coppia, nel 50% dei casi di responsabilità maschile, spesso associata oltre che all’età a disturbi genito-urinari e prostatici pregressi. L’iniziativa ‘Gran Premio della Vita’, che raggiunge oltre 10 milioni di italiani ‘a rischio’, lancia un forte messaggio: la prevenzione e i comportamenti del viver sano non vanno celebrati solo in occasione della ‘festa del papà’. Farsi carico della propria salute in ogni fase dell’esistenza è infatti il ‘circuito’ ideale per ottenere una vita migliore. A coronamento di questo impegno, proprio oggi, a firma del senatore Pierpaolo Sileri, è stato depositato il Disegno Di Legge per l’Istituzione il 19 marzo della Giornata Nazionale della Salute dell’Uomo.  

Questo il decalogo della prevenzione delle patologie urologiche maschili :

 

1-Evita di fumare: il fumo è strettamente correlato al tumore della vescica, al tumore del polmone e alle disfunzioni sessuali

2-Fai attenzione alla presenza di sangue nelle urine: a volte può essere una spia di tumore delle vie urinarie, per cui rivolgiti all’UROLOGO

3-Impara l’autopalpazione dei testicoli, da eseguire almeno una volta al mese: consente di individuare precocemente noduli del testicolo ma anche patologie benigne.

4-Fai attenzione alle malattie sessualmente trasmissibili: usa il preservativo e rivolgiti all’Urologo se noti alterazioni dei genitali. Alcune infezioni possono compromettere la fertilità.

5-Bevi tanto, almeno 1,5/2 litri d’acqua al giorno: in questa maniera diluisci le urine e riduci il rischio di formazione di calcoli urinari.

6-Mangia sano: una corretta dieta riduce il rischio di calcoli delle vie urinarie, prostatiti, cistiti e disfunzioni sessuali.

7-Fai attività fisica: le persone obese hanno un maggior rischio di formare calcoli urinari e sviluppare forme più aggressive di tumore prostatico.

8-Controlla pressione e glicemia: diabete e ipertensione sono fra le maggiori cause di insufficienza renale e di disfunzioni sessuali.

9-Presta attenzione alle disfunzioni sessuali: spesso sono campanello d’allarme che anticipa patologie cardiovascolari.

10-Evita l’uso di droghe, anche leggere tipo cannabis, perché peggiorano la fertilità e la funzione sessuale.

Partono i corsi Zeiss Academy, perchè la vista è un bene prezioso

La formazione e l’aggiornamento si confermano leve fondamentali per la crescita dell’ottico e optometrista: per questo motivo Zeiss ha sviluppato per il 2019 un programma formativo approfondito e articolato. «L’offerta Zeiss Academy è in continua evoluzione grazie alle novità di mercato e ai nuovi input che riceviamo ogni giorno dagli ottici: solo ascoltando i loro bisogni è possibile offrire una proposta di valore per il centro ottico», afferma a b2eyes TODAY Carlo Abbate, customer development manager di Carl Zeiss Vision Italia.

Tra le novità proposte per il 2019 spicca Light Solutions Pro, guidato da Giancarlo Montani, che partirà tra pochi giorni, il 1° aprile da Padova, e proseguirà poi con altre tappe in tutta Italia. «Con questo corso vogliamo innanzitutto fare chiarezza sulla luce, partendo dalle basi: com’è composto lo spettro luminoso, cosa sono i raggi UV, quali sono da respingere in toto perché dannosi, quali invece essenziali per l’organismo, cos’è la luce blu, l’abbagliamento – prosegue il manager – Inoltre vogliamo indicare quali sono le soluzioni Zeiss ideali per soddisfare le diverse esigenze in termini di gestione della luce, anche grazie alle lenti fotocromatiche Photofusion e AdaptiveSun».

Nelle scorse settimane ha preso il via a sua volta un altro nuovo corso, tenuto da Anna Gatti, dedicato al controllo di gestione e alla massimizzazione della redditività del centro ottico (nella foto, un momento in aula della sessione milanese, svoltasi il 18 marzo). «I risultati sono molto positivi in termini di soddisfazione dei clienti, perché l’iniziativa presenta in maniera concreta le azioni da mettere in atto per far crescere il business», commenta ancora Abbate.

Anche nell’ambito della formazione online, i webinar settimanali verteranno su contenuti sempre nuovi, per aiutare l’ottico a migliorare il proprio lavoro quotidiano:  si parlerà, ad esempio, dell’ampia offerta di servizi online e portali Zeiss, nonché delle strategie per aumentare la visibilità del centro ottico su Internet. Infine, un corso sarà dedicato totalmente alle soluzioni vista sole Zeiss, come le polarizzate Skylet e le AdaptiveSun, che si adattano rapidamente a qualsiasi variazione di intensità luminosa. «Anche in questo caso vogliamo andare ad approfondire tutti gli aspetti legati alle novità di prodotto, non solo in termini di protezione e comfort visivo, ma anche di specchiature e sfumature per un look unico e moderno», concludono da Zeiss.

 

 

Fonte: www.b2eyes.com

Tumore della prostata: le nuove terapie allungano fino a 5 anni la sopravvivenza

Importanti novità arrivano nel campo del tumore della prostata dal 34esimo convegno della European Association of Urology a Barcellona.
Questa patologia ogni anno conta in Italia 35000 nuovi casi e 7000 decessi, ma attraverso le innovative terapie ormonali ‘chemio-free’, le prospettive dei pazienti con tumore metastatico o ad alto rischio di metastasi sono radicalmente cambiate: anche questi ultimi infatti hanno un’alternativa alla chemioterapia guadagnando, in base ai dati emersi, anni di vita di qualità.
Si passa infatti da 36 mesi di sopravvivenza a una speranza di vita di poco meno di 5 anni.
Lo hanno sottolineato gli esperti i quali affermano che grazie alla terapia ormonale con abiraterone i pazienti metastatici già alla diagnosi hanno guadagnato circa due anni di vita in più, mentre un altro farmaco come apalutamide ha dimostrato che nei malati senza metastasi -ma ad alto rischio- può ritardarne di circa due anni la comparsa.
Grazie alla maggior efficacia del nuovo armamentario terapeutico, inoltre, oggi le cure sono sempre più personalizzate in ogni stadio della malattia: “Per i pazienti con carcinoma prostatico lo scenario è oggi del tutto diverso rispetto a pochissimo tempo fa ed è tuttora in rapidissima evoluzione come in pochi altri settori dell’oncologia – afferma Walter Artibani, Segretario Generale della Società Italiana di Urologia.
Ora è possibile pensare di personalizzare le scelte terapeutiche in modo estremamente preciso, consentendo una prognosi migliore anche ai pazienti più complessi, per i quali tutto questo si traduce in un aumento della durata e della qualità di vita. La possibilità di avere terapie differenti a seconda della fase della malattia -continua –  permette al curante di modulare il trattamento e al paziente di godere dei benefici di più opzioni terapeutiche. L’introduzione di apalutamide va sicuramente in questa direzione, lasciando aperta la via all’utilizzo di più opzioni terapeutiche nelle fasi successive della malattia. Così, grazie alla ricerca, la cronicizzazione della neoplasia prostatica in progressione sta diventando un obiettivo sempre più vicino”.
Simonetta De Chiara Ruffo

“Donna per te…”: convegno domani a Somma Vesuviana

La prevenzione e la cura dei tumori al seno e all’utero sono al centro del convegno pubblico «Donna per te…», che si terrà sabato prossimo, 23 febbraio, alle 16, nella sala del Cenacolo del complesso monumentale dei Frati minori di santa Maria del Pozzo a Somma Vesuviana, promosso da Soma&Psiche.

Organizzato col contributo della Susan G. Komen Italia e con la collaborazione dei frati francescani di santa Maria del Pozzo, l’istituto alberghiero Luigi de’ Medici di Ottaviano, l’Unione regionale cuochi campani, l’azienda Mocerino – Frutta secca di Somma Vesuviana e il comitato di Napoli della Croce rossa italiana, l’incontro farà il punto delle attività di prevenzione e terapia oncologica sul territorio, nonché del ruolo positivo, sempre più rilevante, costituito da una sana e consapevole alimentazione. A patrocinarlo sono l’istituto nazionale dei tumori Fondazione Pascale, l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, i Comuni di Somma Vesuviana e sant’Anastasia, il Parco nazionale del Vesuvio, il Sindacato unitario giornalisti della Campania, il Rotary international – club Ottaviano, l’associazione Annalisa Durante, l’Istituto regionale studi comunità localiHypatiæ – Arte e Scienza e il Comitato di quartiere di santa Maria del Pozzo.

Moderato dai dottori Gennaro Auriemma, direttore di Ginecologia dell’asl Salerno, e Oreste Vibrati, medico di Medicina generale, il convegno sarà introdotto dal professore Gerardo Botti, direttore scientifico della Fondazione Pascale. Dopo l’intervento della dottoressa Anna Esposito, dirigente dell’asl Napoli 3 Sud, che illustrerà lo stato dell’arte dello screening del tumore alla mammella, due clinici del Pascale, il dottore Raffaele Tortoriello e il professore Stefano Greggi, direttori rispettivamente del day surgery di Senologia e del reparto di Ginecologia oncologica, parleranno della prevenzione secondaria e terziaria e della terapia dei tumori dell’utero e della cervice.

La relazione finale della biologa nutrizionista e tecnologa alimentare Filomena Castaldo, presidente di Soma&Psiche, sull’importanza dell’alimentazione nella prevenzione delle patologie oncologiche, precederà una sorpresa gastronomica dello chefAntonio Nunziata e del professore Ciro D’Atri della Federazione italiana cuochi.

Costituitosi nel dicembre 2107, Soma&Psiche è un soggetto del Terzo settore che persegue finalità generali di utilità sociale: mira alla prevenzione e alla cura del disagio fisico-emotivo-sociale; favorisce l’integrazione nel contesto sociale dei diversamente abili e di persone appartenenti a culture diverse; promuove la formazione di cittadini e operatori socio-sanitarî in materia di benessere fisico-psichico-sociale.

 

 

 

 

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MAMMA FIT

Ciao care lettrici di Pink Life Magazine, sono Roberta De Matteo e sono una Personal Trainer.

Lavoro in questo settore oramai da dieci anni ed in tutto questo tempo ho avuto modo di allenare e prendermi cura di tante donne. Oggi però, oltre ad essere una personal trainer ed un’atleta che non perde mai la voglia di allenarsi e migliorare, sono anche una donna in dolce attesa.

Sono incinta da quindici settimane e con questa gravidanza mi sono resa conto di quanto sia davvero importante allenarsi in questa fase particolare della vita di una donna. C’è poca informazione a riguardo e le donne gravide tendono spesso a non far nulla dal punto di vista dell’esercizio fisico oppure a far male.

L’allenamento oggi è uno degli elementi fondamentali per il benessere della mia gravidanza, della mia salute e del mio corpo!

Ci sono stati momenti in cui avevo poca o nessuna energia rimasta, ma ho spinto, ho indossato gli indumenti da allenamento e mi sono diretta in palestra..

Ed è quello che continuerò a fare sempre. Ne vale la pena? Sicuramente! Mi è stato chiesto spesso : “Come posso fare per motivarmi?” Beh, quando pensi alla tua salute ed in particolare modo a quella del piccolo che porti in grembo, tutto ha senso. Non dico che è semplice, perché è TOTALMENTE difficile, ma è TOTALMENTE fattibile allo stesso tempo.

È solo questione di quanto tu lo voglia davvero! Ok, ma se non mi alleno cosa potrebbe mai succedere di cosi grave? Tieni bene a mente che la gravidanza è il momento in cui il tuo corpo è più predisposto ad immagazzinare grasso su pancia, fianchi, cosce e sedere. Non allenandoti tenderai a perdere il controllo di tutto ciò ed il tuo aspetto fisico ne risentirà con svariati kg di troppo, per non parlare poi dei dolori alla bassa schiena, alle articolazioni ed al rischio elevato di terminare questo percorso con un parto cesareo.

Con un costante allenamento limiti l’aumento di peso corporeo e mantieni un buono stato di efficienza fisica. Sapevi inoltre che i bambini nati da madri che hanno praticato regolarmente attività fisica durante la gravidanza, presentano un precoce sviluppo del profilo neurocomportamentale?!

In particolare è stata evidenziata nei neonati una migliore capacità di orientarsi rispetto agli stimoli ambientali e di calmarsi dopo l’esposizione a suoni e luci. Gli stessi bambini, inoltre, non mostrano differenze in termini di lunghezza e peso rispetto ai figli delle mamme sedentarie, ma presentano una percentuale di grasso corporeo più basso.Non abbandonare, quindi, le tue scarpe da ginnastica, l’attività fa bene a te e al tuo bambino…

Ed ora buon allenamento!

 

Presentato “Pcare”, progetto in rosa mirato per la cura della donna

Presso la sede di piazza Amedeo c’è stata la presentazione ufficiale alla stampa di Pcare, centro altamente specializzato che si avvale di uno staff di professionisti a cui rivolgersi per avere un sostegno concreto e mirato al benessere fisico e all’equilibrio delle donne in tutte le loro fasi di vita, dalla maternità fino all’età più adulta. Nel giro di un anno a Napoli da progetto ambizioso è ora finalmente diventato una realtà consolidata in uno dei quartieri più eleganti della città. Lanciato a Roma anni fa grazie alla dottoressa Beatrice Mosele che ne è la direttrice responsabile, sulla scia del successo riscontrato è poi approdato a Napoli ad opera delle imprenditrici Carolina Pignata e Melania D’Elia portando con sé il know how che ne fa la differenza diventando così un punto di riferimento per le donne che qui vengono accolte e seguite in maniera professionale e attenta.

Formulato inizialmente come Pregnancy Care, servizio di consulenza a 360° per la cura della mamma dai primi mesi della gravidanza al periodo dopo il parto, in breve tempo si è imposto come Personal Care offrendo un sostegno alla donna ad ogni età studiandone i delicati passaggi e individuando per ciascuna un percorso personalizzato che garantisca salute e benessere. Questo è possibile grazie ad un team di professionisti che operano in sinergia quotidianamente all’interno del centro. Tra questi:

La dott.ssa Beatrice Mosele, nutrizionista e osteopata, secondo i principi della Bioterapia Nutrizionale  prepara percorsi specifici e dettagliati per tutte le esigenze collegate alla fase in cui ci si trova attraverso l’attivazione metabolica, tenendo conto delle caratteristiche individuali di ogni paziente. “Importante è apprendere la scelta qualitativa degli alimenti e le loro associazioni per sostenere tutte le funzioni dell’organismo, alleviare disturbi e aiutare nella prevenzione di patologie”.

La dottoressa Imma D’Elia, psicoterapeuta, da oltre 20 anni si occupa di studi sulla psicogenesi del linguaggio, dalla comunicazione intrauterina al linguaggio umano come strumento di comunicazione e relazione. “Fondamentale per la donna è imparare e a gestire le proprie emozioni ed affrontare le tematiche legate all’autostima. Quindi un lavoro su se stessa permette di sviluppare strategie utili per gestire meglio le difficoltà. Soprattutto negli stati evolutivi più importanti e delicati quali ad esempio la maternità”.

Il dottor Ennio Menghi, specialista in Medicina Naturale (Omeopatia, Agopuntura), docente alla scuola di Omeopatia della F.O.I (Fondazione Omeopatica Italiana). “L’Omeopatia , priva di effetti collaterali,  è utilizzabili in molte condizioni che si sviluppano durante la gravidanza (vomito, nausea, disturbi emorroidari, stanchezza,dolori vertebrali), e nei periodi successivi (disturbi dell’allattamento, ansia , depressione post partum); inoltre può essere di aiuto nella gestione di malattie pediatriche ( faringiti, tonsilliti, otiti), sostenedo il bambino in un percorso di crescita quanto più naturale possibile. L’agopuntura può essere utilizzata in diverse patologie dolorose come la cervicalgia, la lombalgia , le cefalee, le nevralgie (per esempio del trigemino)”.

La dott.ssa Lorenza Iride, medico chirurgo specializzata in Radiodiagnostica ha approfondito i suoi studi nel settore ecografico ed ecocolorDoppler. Questa metodica  non essendo invasiva e non utilizzando radiazioni risulta di primo approccio nel campo  della  prevenzione. Presso il centro Pcare, la dottoressa si occupa oltre che delle patologie legate alla gravidanza (pre e/o post) come  insufficienza venosa, diastasi del m. retti o tiroiditi anche allo screening della displasia congenita dell’anca nei neonati . “Presso lo studio inoltre mi dedico alla prevenzione in senso generale, il prendersi cura di se è quello che consiglio a tutte le donne e non solo e soprattutto di qualsiasi fascia di età. Effettuo tutta la diagnostica ecografica  ed EcocolorDoppler ( esami  ecografici della gh. mammaria, dell’addome e  vascolari oltre che esami ecografici muscolotendinei)”.

Tra gli intervenuti alla presentazione, oltre ad alcuni nomi della stampa, anche volti dello spettacolo tra cui Rosalia Porcaro, Miriam Candurro, Samanta Piccinetti, Shalana Santana. E ancora, Raffaella Lavorgna, Daniela Giustino, Antonella Esposito, Ilaria Mele, Loredana Bosco che hanno assaggiato drink e snack bio a cura di Terra Mia.

 

L’idea Pcare_

Il claim che ispira questo progetto è “Pensato da una mamma, per le mamme”: Pcare infatti nasce dalle domande e dai dubbi di Beatrice Mosele, dottoressa che ha dato vita al progetto, nonché dai suoi studi e dalle sue ricerche. L’idea è quella di offrire alle donne, con la professionalità di un Medico e la dolcezza di una Madre, il sostegno e l’assistenza necessari per affrontare con serenità il momento più importante ed emozionante della propria vita. Da qui la ricerca di professionisti in grado di offrire le migliori tecniche per vivere con serenità il parto, restando e tornando in forma. Il risultato è un polo tutto al femminile informato, specializzato, completo, autorevole. E con un ingrediente assolutamente da non sottovalutare: l’approccio umano.

Servizi_

Dall’eccellenza ottenuta grazie alla competenza e alla sinergia tra professionisti altamente specializzati sono disponibili numerosi servizi. Tra questi spiccano diverse proposte che rappresentano un’esclusiva di Pcare:

La bioterapia nutrizionale, ad esempio, è molto lontana dai mezzi e dalle tecniche della classica dietologia, nessun controllo delle calorie ma si basa sull’attivazione metabolica stimolando gli organi alle loro funzioni anche grazie all’associazione  degli alimenti e diverse modalità di cottura.

Il linfodrenaggio Leduc, esclusiva di questo centro, propone un massaggio eseguito da fisioterapiste altamente specializzate che consiste in una serie di manovre consequenziali, ripetute più volte e adatte a raccogliere e accompagnare la linfa verso stazioni di filtraggio, precedentemente svuotate in modo delicato e preciso.

Il gyrotonic è una disciplina che applica i principi chiave delle arti marziali, danza, yoga e nuoto. Esistono programmi personalizzati per ogni età: bambini, ragazzi, adulti ed anziani possono trarre i loro vantaggi.

Inoltre,  sono tanti i corsi proposti per mamme e bimbi: yoga premaman, mum and baby,  moxa, naturopatia, osteopatia pediatrica, omeopatia, “judoterapia”, diagnosi diastasi.

 

P care Napoli

Piazza Amedeo 8

80121 – Napoli