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Oggi e domani a Portici il Percorso della Salute

Le Presidenti delle associazioni Primo comitato cittadino di Portici (Maria Puddu) e Diritto alla Salute (Maria Romano) organizzano questo week end a Portici il Percorso della Salute, una “due giorni” dedicata appunto alla salute attraverso una campagna di prevenzione e di diritto alla sanità pubblica.

“Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere”. Questo il motto dell’evento che interpreta in pieno i valori di solidarietà e di assistenza quali pilastri fondamentali di questa importante manifestazione che si terrà l’8 e il 9 giugno presso il bosco inferiore della Reggia di Portici.

La rassegna, molto ricca per proposta e partecipazione, inizierà con la giornata di sabato 8 giugnocon una mattinata dedicata a consulenze mediche e previdenziali completamente gratuite!Dalle 9,30 alle 13,30 molti saranno i medici e le specializzazioni presenti e completamente disponibili e a disposizione di chiunque: dall’odontoiatra al nutrizionista passando per ortopedicooculistaecografistaendocrinologo, ma anche neuropsicologodiabetologopodologoposturologootorinolaringoiatra, e finanche nefrologoneurologologopedista. A questi professionisti si aggiungono anche importanti diagnosi che sarà possibile effettuare sul posto tra cui lo screening acustico e oculistico e anche per l’ipertensione, oltre a servizi vari di pubblica utilità quali patronati e consulenze legali.

Nel pomeriggio invece, sempre di sabato 8 giugnodalle 15 alle 17,30 si terrà presso la Sala Cinese della Reggia di Porticiun interessante Convegnosulla Prevenzione, Donazione e sul Diritto alla Salute con la partecipazione di importanti Istituzioni e tanti professionisti del settore.

Insieme al Sindaco di Città Metropolitana Luigi de Magistris, al membro della commissione regionale Francesco Emilio Borrelli, all’Assessore al welfare del Comune di Napoli Roberta Gaetae a Don Leandro Zeccolellaresponsabilesanità della Curia di Napoli, ci saranno illustri relatori tra cui il Professor Tortorielloresponsabile UOSD Day Surgery dell’Istituto Fondazione Pascale, il dottor Vincenzo Schiavoe il dottor Luigi Sparano, rispettivamente vicesegretario regionale e segretario provinciale della FIMMG.

Tantissimi i partner che hanno supportato l’iniziativa e che hanno permesso la riuscita di questa importante manifestazione patrocinata, tra l’altro, dalla RegioneCampania, dal Comune di NapoliCittà Metropolitana, e dalla Curia napoletana. Tra loro vanno sicuramente menzionatil’Azienda Ospedaliera Universitaria I Policlinico, l’AIDO (Associazione Italiana Donazioni Organi), la FIMMG (Federazione Italiana Medici Famiglia), l’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti), l’ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo),la FederAgril’associazione Ciro Viveonlus e tante aziende che hanno collaborato alla realizzazione tra cui la P&Partners di Salvatore Palantra, il Faro, la Nephrocare, la Cooperativa TAM, l’Impronta di  ZaraOtowell AcusticaIntrogemix, la Simple-Pharma, lo StudioLegale Piscopo-Russo, la Frael, il Brigante dei Sapori, il Cral Questura di Napoli, l’Associazione Carabinieri e la Fidasatan.

Media Partnerdell’eventoLa Radiazza di Radio Marte.

Tra i partecipanti anche l’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco che per l’occasione allestiràdomenica 9 giugno, all’interno dell’area bimbi, Pompieropoli!il villaggio per bambini che vogliono diventare per un giorno piccoli pompieri; ai piccoli partecipanti verrà rilasciato un diploma di “PiccoloVigile del Fuoco”. Nei due giorni laGraus Edizioni donerà libri a tutti i bimbi partecipanti, insieme a tanti pop corn e zucchero filato.All’interno della stessa area, servita da un ampio parcheggio, ci sarà anche una zona Pet Therapy e corsi per manovre di disostruzioneprimo soccorso.

Tra le altre iniziative ci si potrà registrare come donatori di sangue e donatori di organi, si illustrerà la funzione del Passaporto Ematico con la FondazioneFioravante Polito, nella sola giornata dell’8 giugno con gli amici dellaCFU Italia (Comitato Fibromialgici Uniti-Italia) si potrà sottoscrivere la petizione per il riconoscimento di Fibromalgia (FM) Encefalomielite Mialgica Benigna (ME/CFS) Sensibilità chimica multipla (CMS)e inoltre si potrà ammirare il museo itinerante di Maradona grazie all’esposizione dei cimeli offerta dall’associazione Saverio Silvio Vignati.

Salute oculare: il lavoro degli occhi durante la lettura

Quando leggiamo, abbiamo l’impressione che i nostri occhi (e la mente) scivolino continuamente da una parte all’altra del testo tranne che per piccole parti in cui incontriamo delle difficoltà ed a questo punto ci fermiamo per considerare cosa abbiamo appena letto ed eventualmente rileggere il materiale precedente.

Ciò nonostante, questa impressione è un’illusione. Prima cosa, lo spostamento degli occhi sul testo non è continuo. Gli occhi smettono di muoversi per periodi che oscillano dai 150 ai 500 ms; questi momenti, quando l’occhio è quasi immobile, sono chiamati fissazioni. Tra le fissazioni ci sono periodi durante i quali gli occhi si muovono rapidamente.

Le saccadi sono movimenti balistici (cioè una volta iniziati non possono essere modificati). Quando leggiamo (Matin, 1974) i nostri xocchi generalmente si muovono in avanti di uno spazio pari a sette-nove caratteri ad ogni saccade.

La durata di una saccade durante la lettura varia con la distanza percorsa, una tipica saccade ha una durata di 20-35 ms. Durante questo tempo non vengono estratte informazioni visive dalla pagina stampata a causa della “soppressione saccadica”, tutte le informazioni visive vengono estratte durante le fissazioni.

Lo schema di estrazione delle informazioni durante la lettura corrisponde praticamente alla rapida presentazione di diapositive; si vede un fotogramma per circa un quarto di secondo, seguito da una breve interruzione ed un nuovo fotogramma di una diversa porzione della pagina appare per circa un quarto di secondo.

Questo schema di fissazioni e saccadi non è riferito unicamente alla lettura. La percezione di qualunque superficie statica (cioè una fotografia o un’immagine), segue la stessa organizzazione sebbene i movimenti ed i tempi delle fissazioni differiscano rispetto alla lettura (Rayner, Li, Williams, Cave, & Well, 2007). Un’eccezione è rappresentata da parte degli inseguimenti oculari di un target in movimento (movimenti oculari detti pursuit). In questo casogli occhi si muovono in modo relativamente “morbido” (e più lentamente rispetto ai movimenti saccadici) e le informazioni visive vengono tutte estratte ed utilizzate.

 

 

 

Fonte: Platform Optic

Tac con radiazioni dimezzata: premiate due giovani ingegnere cliniche di Napoli

Tac con radiazioni dimezzata, grazie a due giovani ingegnere cliniche di Napoli che hanno superato la concorrenza di 162 progetti, elaborando un protocollo per ridurre del 40-60% l’esposizione garantendo una buona qualità dell’immagine. Si tratta di un logaritmo che permetterà il collaudo di macchine di varie aziende e in diversi modelli in modo da poter effettuare le Tac a dosi ridotte. Le due giovani ingegnere campane sono le vincitrici del Primo premio assoluto dell’Health technology challenge (Htc). Il premio è stato consegnato durante il XIX Congresso dell’Associazione nazionale degli ingegneri clinici (AIIC) che si è svolto a Catanzaro.

Le due ingegnere di Napoli, Michela D’Antò, della Fondazione G. Pascale e Federica Caracò, dell’Università degli studi Federico II, hanno ottenuto il massimo punteggio della giuria tecnica e popolare con il progetto «Valutazione di un protocollo per la verifica delle funzionalità di un sistema di riduzione della dose installato su tomografi assiali computerizzati».

Si stima che in Italia su oltre 40 milioni di esami radiologici effettuati ogni anno, circa il 44% sia prescritto in modo inappropriato e non sia strettamente necessario. I malati oncologici sono i più esposti a queste radiazioni durante la fase della diagnosi e nei continui controlli successivi, nel corso delle cure e dopo. Nel loro progetto hanno verificato l’efficacia di un protocollo per poter garantire una buona qualità di immagini da una Tac, con maggior sicurezza e minor invasività per i pazienti, riducendo del 40-60% la dose di radiazioni. «Tali risultati» hanno affermato le vincitrici «dimostrano l’importanza dell’aggiornamento delle tecnologie esistenti per migliorare le prestazioni degli strumenti radiologici nell’ottica di assicurare al paziente prestazioni più accurate e minimizzando i rischi possibili derivanti dall’esposizione a radiazioni ionizzanti».

L’Health Technology Challenge (HTC) è un’iniziativa per dare spazio alla presentazione di esperienze e soluzioni innovative per i tanti piccoli e grandi problemi della sanità che ancora sembrano insormontabili. Il premio indipendente istituito nel 2018 ha registrato, nella seconda edizione, l’arrivo di 162 progetti da tutta Italia.

«Un numero che rappresenta una significativa conferma per la nostra iniziativa», è il commento di Lorenzo Leogrande, presidente AIIC. «Crediamo che la necessità di condividere e confrontare i tanti progetti esistenti ed emergenti nel mondo dell’innovazione tecnologica healthcare sia una valore per tutto il Sistema sanitario, soprattutto quando queste proposte sono frutto della collaborazione tra i nostri ingegneri clinici e biomedici, il mondo della ricerca universitaria e le tante start up che sono una miniera di intuizioni concrete che rispondono a problematiche reali»

 

 

 

Fonte: IlMattino

LA KETO DIET SPOPOLA NEGLI STATI UNITI E GIANLUCA MECH, RACCOGLIE IMPORTANTI SUCCESSI INTERNAZIONALI

Mentre in Italia, oltre al brillante percorso imprenditoriale legato a Tisanoreica, continua a mietere successi in televisione su Rete4 e La7, nel cast di seguitissimi programmi come “Ricette all’italiana” e Belli dentro belli fuori”, Gianluca Mech è reduce da un importante viaggio negli Stati Uniti. Il pioniere della dieta chetogenica scientifica, con la sua Tisanoreica, è una vera e propria autorità in materia, considerati i numerosi studi scientifici a riguardo. Adesso che la Keto Diet, abbreviazione di dieta chetogenica, è di gran moda in America, Mech può rivendicare con orgoglio di essere stato il primo in Italia a sostenerla: “Quando, la bellezza di quindici anni fa, cominciai a parlare di chetosi, ricevetti molti attacchi. É successo fino a un paio di anni fa. Io, però, non ho mollato, sono andato avanti e ho continuato a credere nella ricerca. Ho sostenuto ricerche indipendenti attraverso l’Università di Padova. Produco prodotti alimentari per dieta chetogenica e ho una trentina di pubblicazioni scientifiche, anzi, sono quello che ha più studi scientifici al mondo sul tema chetosi. Oggi che tutti scoprono la dieta chetogenica, va detto che l’Italia, grazie al sottoscritto, è avanti da tempo su questa tematica. Pur partendo da una situazione piuttosto difficile visto che eravamo, all’epoca, agli ultimi posti negli studi relativi alla dieta chetogenica. Oggi, invece, grazie a Tisanoreica abbiamo recuperato. E Tisanoreica è davvero la dieta chetogenica per eccellenza. Siamo la dieta con più studi scientifici al mondo e abbiamo anche due brevetti internazionali riconosciuti non solo in Europa, ma anche negli Stati Uniti e in Canada. Negli Stati Uniti la dieta chetogenica è molto diffusa e molto apprezzata. Ecco perché chiamano me a parlarne. In Italia, invece, siamo in controtendenza, visto che di questo argomento, in genere, ne parla chi, contrariamente a me, non ha studi a riguardo”.

LA CHETOSI MEDIANTE IL PROTOCOLLO TISANOREICA

Gianluca Mech, a proposito della dieta chetogenica, sottolinea: “Va detto che non tutte le chetosi sono uguali. Se non mangio, vado in chetosi perché l’organismo deve usare i grassi come fonti d’energia. Il cervello non può usare i grassi così come sono, devono essere prima trasformati in corpi chetonici dal fegato. Questo è in sostanza il meccanismo della dieta chetogenica. C’è, però, la chetosi fatta bene e quella fatta male. Così come per gli antibiotici c’è necessità di un protocollo per sapere come utilizzarli per curare le varie infezioni, anche per una chetosi fatta bene c’è bisogno di un protocollo testato. Ecco perché chiamano me a parlarne, perché ho trenta pubblicazioni scientifiche in cui è spiegato come viene gestita la chetosi mediante il protocollo Tisanoreica. É fondamentale avere un modus operandi, un protocollo come viene chiamato in medicina, che gestisca la chetosi in maniera sana”.

PROGETTI FUTURI IN AMERICA

A proposito dei progetti in via di sviluppo negli Stati Uniti, Gianluca Mech dichiara: “Ho avuto degli incontri con dei medici americani e l’idea a cui stiamo pensando è quella di creare un hotel, limitrofo a un ospedale
molto importante, dove i pazienti verranno a seguire la Keto Diet, quindi la Tisanoreica, nelle fasi pre e post operatorie. Non solo, vogliamo creare un’accoglienza adatta anche a chi soffre di diabete 2, che ormai è
una patologia diffusissima: in Italia ne è affetto il 9% della popolazione, negli Usa il 12%, a Dubai addirittura la percentuale supera il 20%”. E su quello che gli piacerebbe importare dall’America, Mech rivela: “La voglia di fare. Chi ha successo negli Usa è ammirato e imitato. Nel nostro paese, invece, spesso, per pigrizia, è invidiato e attaccato. Mi piace molto lo spirito americano e vorrei che anche gli italiani lo facessero proprio. Negli Stati Uniti, si cerca d’imparare da chi ha successo, in Italia, invece, si cerca solo di denigrare quella persona”.

TESTIMONIAL INTERNAZIONALI DI TISANOREICA

Sono prestigiosi e autorevoli, i volti noti di fama mondiale che hanno sposato e apprezzato il metodo Tisanoreica. A nominarne due, in particolare, è lo stesso Gianluca Mech che racconta: “Ivana Trump negli Stati Uniti è una nostra grande sostenitrice. É una donna pratica e capisce come la dieta chetogenica non possa essere praticata a lungo, solo mangiando carne o un gambo di sedano come snack. Ma al contrario, è necessario usare prodotti come i nostri. In Gran Bretagna, c’è Sarah Ferguson, una donna che, in passato, ha sofferto perché in sovrappeso e che da tempo s’interessa di temi legati alla salute, attraverso associazioni scientifiche. La Ferguson ha molto apprezzato la Tisanoreica proprio perché dieta chetogenica scientifica. É venuta ospite all’Università di Padova dove vengono realizzate quasi tutte le ricerche scientifiche sulla Tisanoreica. Ha potuto toccare con mano la scientificità della mia dieta e questo mi ha fatto tanto piacere”

“Un goal per l’IPF”: evento il 13 maggio al centro medico “One” di Amorosi

Lunedì  13 maggio, alle ore 17, presso il centro medico “ONE” di Amorosi (BN) del Prof. Alfonso de Nicola, responsabile dello staff medico della SSC Napoli, avrà luogo l’evento benefico UN GOAL PER L’IPF, organizzato dall’Associazione Pazienti “RespiRARE Campania Onlus”, in partnership con la SSC Napoli, realizzato con il contributo non condizionato di Boehringer Ingelheim. Scopo del convegno è la promozione di campagne di sensibilizzazione e raccolta fondi per il supporto psicologico ed economico a pazienti affetti da Fibrosi Polmonare Idiopatica (IPF), una rara patologia che colpisce i polmoni di cui soffrono 150.000 persone in Italia, 1500 delle quali in Campania. Ad essere colpiti sono soprattutto gli uomini sopra i 60 anni ma la sua diffusione è in aumento perchè è una patologia ancora oggi sottodiagnosticata. L’unica speranza di guarigione è il trapianto dei polmoni che si può però effettuare solo in alcuni casi e in pochi centri in Italia.

Dopo i saluti del Prof. Giuseppe Di Cerbo, Sindaco di Amorosi (BN) e del Prof. Giuseppe Limongelli, Coordinatore Malattie Rare Regione Campania, interverranno il Prof. Alfonso De Nicola, il Prof. Antonio Giordano, Presidente della Fondazione di Ricerca Sbarro Health Research Organization (S.H.R.O.) di Philadelphia; il Prof. Alessandro Sanduzzi Zamparelli, Direttore U.O.C. Pneumotisiologia A.O. Monaldi, centro di eccellenza campano per la diagnosi e la cura della IPF. Un ringraziamento particolare va alla S.S.C. Napoli per aver omaggiato le magliette ufficiali della squadra, destinate alla vendita di beneficenza a favore dell’Associazione “RespiRARE Campania” Onlus.

Saranno invitati anche tutti i Centri Ospedalieri di riferimento della Campania, le Autorità Regionali e le Associazioni RespiRARE Sicilia Puglia, al fine di creare un network più forte e capillare per “dar voce” ai pazienti e per sensibilizzare la popolazione su questa terribile malattia: “Si stima che la prevalenza di questa malattia sia di 30/50 casi ogni 100.000 abitanti- spiega Massimo Montisano, Presidente di RespiRARE Campania Onlus. Il percorso diagnostico è spesso tortuoso con latenza nella diagnosi di oltre 2 anni dalla prima visita medica. Inoltre, la sua complessità, assieme alla prognosi infausta -circa il 25% dei pazienti sopravvive a 4 anni dalla diagnosi- rende indispensabile un percorso diagnostico integrato tra diverse figure specialistiche”. Conoscere la malattia e i suoi sintomi quindi è fondamentale per agevolare una diagnosi precoce e per mettere in atto percorsi riabilitativi efficaci: “Il paziente IPF necessita di un percorso assistenziale completo che lo supporti dal punto di vista psicologico ed economico che prevede spese mediche, concentratori di ossigeno, spese per trasferte e alloggio in città dove è attivo un Centro Trapianti polmone. Per questo il tempismo nella diagnosi, alla luce delle opportunità terapeutiche oggi disponibili può rallentarne lo sviluppo della malattia e allungare le aspettative di vita del paziente, oltre alla qualità. In questa ottica è fondamentale implementare un percorso di “Disease Awareness” e di sensibilizzazione rivolto non solo agli specialisti del settore ma anche alla popolazione”.

LA CENTRALITÀ DEL PEDIATRA NELLA DIAGNOSI E NELLA GESTIONE DELLE MALATTIE PEDIATRICHE RARE.

All’8° PediaCampus della Società Italiana Medici Pediatri (SIMPE), si affronta per la prima volta il rapporto tra pediatri di famiglia e gestione delle malattie rare: diagnosi tardive per un bimbo su due. Nove genitori su dieci chiedono più ruolo al pediatra di famiglia.

Sorrento, 14 aprile 2019 – La centralità del pediatra nella diagnosi e nella gestione delle malattie pediatriche rare è stata al centro dell’ottava edizione di PediaCampus della Società Italiana Medici Pediatri (SIMPE) a Sorrento. Il Campus è un’occasione di alta formazione per i pediatri di famiglia che così possono diventare un vero punto di riferimento dei genitori che insistono perché sia il pediatra a coordinare la “presa in carico” del piccolo paziente in queste circostanze. Un’indagine promossa dall’Osservatorio Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza PAIDOSS condotta da Datanalysis su 300 genitori di piccoli malati, presentata in occasione di PediaCampus, dimostra che la maggioranza vuole il pediatra in prima linea fin dal momento della diagnosi, grazie a un uso più ampio di mezzi diagnostici e screening per le patologie rare, e protagonista anche nella gestione e nel coordinamento degli interventi terapeutici. Tuttora però il 25% degli specialisti dei centri di riferimento che hanno in carico i piccoli malati non coinvolge il pediatra nelle scelte; così un genitore su cinque, oltre a desiderare un maggior sostegno economico e una maggior facilità di accesso alle terapie e agli ausili, vorrebbe più integrazione fra pediatra e medici specialisti: La Distrofia di Duchenne, una malattia genetica rara che colpisce un bimbo ogni 5000 nuovi nati maschi (le femmine sono portatrici o manifestano la patologia in grado molto lieve) rappresenta un banco di prova per certi versi ideale per il Pediatra di Famiglia che voglia misurarsi con il tema delle malattie rare spiega Giuseppe Mele, presidente SIMPE. Questa malattia indebolisce progressivamente tutti i muscoli e rende impossibile camminare già intorno ai 10 – 12 anni.  Se i bambini fossero diagnosticati entro i 2 anni, potrebbero ottenere i migliori benefici derivanti da una precoce ed adeguata presa in carico. Invece la diagnosi arriva in media a 3,5 anni, ma il valore medio è ingannevole poiché per il 42% dei bambini la diagnosi arriva intorno ai 5 anni (e a volte anche a 7, 8 anni) quando le condizioni dei muscoli sono già molto peggiorate e rallentare il decorso della patologia è più difficile: “PediaCampus è un momento di alta formazione che viene incontro alle esigenze delle famiglie: aumentare la sensibilità e l’informazione dei pediatri sulle malattie rare è fondamentale perché sappiano gestire al meglio i loro pazienti – riprende Mele –Nel caso della malattia di Duchenne, per esempio, la diagnosi precoce è fondamentale perché questo tempismo potrebbe consentire ai pazienti di vivere una vita più lunga e di maggior qualità: infatti fino ai 5 anni i muscoli sono più preservati, dopo inizia un declino molto rapido ed è quindi indispensabile intercettare la patologia prima di un deterioramento muscolare consistente”.

I dieci segni della distrofia di Duchenne

Se il bambino presenta uno o più di questi sintomi, è opportuno discuterne con il pediatra e con uno specialista per una valutazione approfondita.

Prima di 18 mesi:

  1. Il bimbo ha difficoltà a stare seduto da solo o a gattonare.
  2. Il bimbo non riesce a stare in piedi o a camminare prima dei 18 mesi.
  3. C’è un ritardo del linguaggio e intorno a un anno e mezzo il piccolo non ha ancor detto la prima parola. Anche le frasi complete stentano ad arrivare.

A 3 anni

  1. Ci sono tipiche difficoltà nell’andatura, che è spesso ondeggiante.
  2. Il bimbo tende a camminare sulle punte o coi piedi molto piatti.
  3. Dopo i tre anni spesso ancora cade ed è goffo nei movimenti.
  4. Ha difficoltà ad arrampicarsi.
  5. Ha difficoltà a correre.

A 5 anni

  1. Non riesce a stare dietro ai compagni mentre giocano e i muscoli sono deboli.
  2. C’è il segno di Gowers: nel tentativo di alzarsi dalla posizione supina, i pazienti caratteristicamente usano le braccia per ‘arrampicarsi’ sul corpo poggiandole sulle ginocchia per compensare la debolezza dei muscoli delle gambe.

TENNIS & FRIENDS – SALUTE E SPORT … SPORT È SALUTE SI CHIUDE CON 50.000 VISITATORI E CIRCA 7.000 CONTROLLI

Successo di pubblico e di visite la seconda edizione di Napoli. Vincono il torneo celebrity Paolo Bonolis – Jimmy Ghione

Napoli, 14 aprile 2019. Si conclude con un bilancio di 50.000 visitatori e circa 7.000 check up realizzati il weekend di prevenzione di Tennis & Friends – Salute e Sport … Sport è Salute, l’unico evento di prevenzione in Italia ad unire salute, sport, solidarietà, spettacolo e sostenibilità.

Vincitori del Torneo Celebrity sono: trofeo Peugeot la coppia Paolo Bonolis – Gimmy Ghione per il primo posto; trofeo Fondazione Ania Francesco Testi – Angelo Mangiante per il secondo posto. Trofeo ENI per il terzo posto alla coppia Flaminia Bolzan – Marco Miraglia ex aequo con la coppia Massimo delli Santi – Giampaolo Imparato. Trofeo TC Napoli come best player in campo Andrea Amicarelli e Alessandro Centonze.

Dal 12 al 14 aprile il Tennis Club Napoli e il Lungomare Via Caracciolo hanno ospitato il Villaggio della salute che ha visto all’opera oltre 200 persone tra medici e personale sanitario, a presidio di 28 aree specialistiche dotate di 50 postazioni. Oltre ad effettuare check up interamente gratuiti, le equipe sanitarie hanno svolto attività di informazione e consulto sulle patologie e sulle tempistiche per effettuare i controlli, al fine di contribuire alla promozione della cultura della prevenzione. Per la prima volta è stato costituito un Comitato Tecnico-Scientifico, composto di personalità illustri in ambito scientifico-sanitario.

Accanto all’area salute, Tennis & Friends ha allestito un Villaggio dello sport per un’estensione complessiva di 1,5 km di lunghezza. Il pubblico ha potuto avvicinarsi alla pratica di nove discipline sportive diverse, grazie all’assistenza di personale e istruttori federali, e assistere alle esibizioni degli atleti.

I Villaggi sono stati inaugurati il sabato con un taglio del nastro alla presenza del Cardinale Crescenzio Sepe Arcivescovo Metropolita di Napoli, il sindaco Luigi De Magistris, il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca e il presidente del Tennis Club Napoli Riccardo Villari. Nella stessa giornata ha fatto visita alla manifestazione il questore Antonio De Iesu.

“I numeri e l’entusiasmo di Napoli sono una conferma e un grande stimolo – commenta Giorgio Meneschincheri, direttore medico delle relazioni esterne della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, specialista in Medicina preventiva e ideatore dell’evento – che conferma la bontà del lavoro fatto ma anche la necessità di proseguire su questa strada e, compatibilmente con la disponibilità dei partner, raggiungere anche altre regioni d’Italia. Ci stiamo lavorando e il risultato di Napoli è un eccellente biglietto da visita per raccogliere l’adesione di altre istituzioni”.

Il successo della manifestazione è stato reso possibile dai tanti partner intervenuti. A cominciare dalle strutture sanitarie: l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS – Fondazione G. Pascale, la A.O.R.N. Santobono-Pausilipon e Fondazione Santobono Pausilipon, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, l’Azienda Ospedaliera Universitaria – Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, ASL Napoli 1, Clinica Ruesch Napoli, Clinica Montevergine, GVM Care & Research e Clinica MM. Nel Villaggio della Salute sono stati coinvolti i corpi sanitari della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e della Guardia di Finanza, nonché le associazioni L.I.L.T. Napoli – Lega Italiana Lotta contro i Tumori, ICOM Napoli – International College of Osteopathic Medicine, Donatori Nati ADVPS ONLUS – Associazione Donatori Volontari Polizia di Stato e Croce Rossa Italiana.

La rilevanza sociale dell’evento, che si è svolto nella settimana della Giornata Mondiale della Salute, è stata sottolineata dalla presenza dei tanti partners istituzionali: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Marina Militare, Aeronautica Militare, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Arma dei Carabinieri, Regione Campania, Comune di Napoli, CONI, Croce Rossa Italiana, Corpo dei Vigili del Fuoco, Fondazione Ania e Protezione Civile – Emergenza e post emergenza della Regione Campania.

Il weekend di Tennis & Friends è stato anticipato venerdì 12 Aprile, dalle 9.30 alle 13.30, da un evento riservato alle scuole, che ha coinvolto 1.500 studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado del Comune di Napoli.

Il Villaggio dello Sport, realizzato in collaborazione con il CONI e le Forze dell’Ordine patrocinanti ha visto la partecipazione di: Federazione Italiana Tennis, che dalla prima edizione di Roma è al fianco dell’evento, la Federazione Italiana Sport Equestri, la Federazione Italiana Rugby, la Federazione Italiana Pallacanestro, la Federazione Italiana Pallavolo, la Federazione Italiana Ciclismo, la Federazione Italiana Canoa e Kayak, la Federazione Italiana Tiro con l’Arco e l’Unione Italiana Tiro a Segno. Eventi dimostrativi e di intrattenimento sono stati offerti anche dai gruppi sportivi di Forze armate e Corpi di Polizia (Fiamme Gialle e Fiamme Oro).

Significativa anche la rappresentanza dell’Universiade Napoli – in programma dal 3 al 14 luglio 2019 – che ha partecipato con un desk posizionato all’interno del Tennis Club Napoli e con personale e materiale promozionale nel Villaggio dello Sport.

Nella giornata di sabato si è svolto anche il torneo di doppio maschile di tennis organizzato dall’USSI Campania e riservato a giornalisti professionisti e pubblicisti. Sedici i giornalisti in tabellone, a contendersi il trofeo di Tennis & Friends, vinto dai fratelli Alessandro Milone de il Roma e Andrea Milone de il Denaro.

Tennis & Friends – Salute e Sport … Sport è Salute tornerà il 18 Maggio agli Internazionali BNL d’Italia; a seguire la 9^ edizione sempre al Foro Italico di Roma, dall’11 al 13 ottobre.

Tennis & Friends ringrazia della loro partecipazione:

il cardinale Crescenzio Sepe arcivescovo metropolita di Napoli, il presidente della regione Vincenzo De Luca, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, il questore Antonio De Iesu, il presidente del Tennis Club Napoli Riccardo Villari, l’assessore allo sport Ciro Borriello, l’assessore alla Scuola e all’Istruzione Anna Maria Palmieri, Paolo Bonolis, Peppino Di Capri, Max Giusti, Albano Carrisi, Stefania Barca, Flaminia Bolzan, Maria Grazia Cucinotta, Maurizio De Giovanni, Jimmy Ghione, Beppe Convertini, Myriam Fecchi, Gigi Finizio, Andrea Lucchetta, Angelo Mangiante, Veronica Maya, Andrea Perroni, Andrea Sannino, Sebastiano Somma, Adriana Volpe, Massimiliano Ossini, Diego Nargiso, Patrizio Oliva, Anna Capasso, Giuseppe Cambi, Maria Mazza, Eleonora Sergio, Gianluca Meck e Francesco Testi, Maurizio Aiello.

 

Esclusiva-Luca Loreto: “Ecco come risolvere i problemi di logopedia in tenera età”

ll dott. Luca Loreto ha conseguito la Laurea in Logopedia nell’anno 2009 con votazione 105/110 presso l’ “Università degli Studi di Napoli Federico II”. Ha svolto il tirocinio presso il reparto di Otorinolaringoiatra e Foniatria dell’Ospedale “Policlinico Federico II” di Napoli presentando una tesi sperimentale sull’“ADHD”, collaborando a stretto contatto con il suo relatore prof. Ugo Cesari.Nel corso degli anni ha frequentato convegni internazionali e meeting scientifici che hanno ampliato e aggiornato le sue conoscenze,tra i più rilevanti: “S.I.F.E.L.”, “Fisiopatologia della voce artistica e tecnica di canto”, “La disfagia criteri diagnostici ed orientamenti riabilitativi”, “L’applied behavior analysis nel trattamento dell’autismo”.

Abbiamo voluto approfondire questa materia con lui e lo ringraziamo per questa intervista che ci ha concesso.

Logopedia: come nasce la sua passione per questa materia ?

“La scelta di effettuare il test d’ingresso di Logopedia avviene durante l’ ultimo anno di Liceo in un incontro di orientamento universitario. Venni attratto dall’ insieme di conoscenze che un logopedista doveva possedere (anatomia, fisiologia, psicologia, comunicazione, ecc..) oltre a una predisposizione caratteriale per relazionarsi con pazienti di tutte l’età. Non mi sono mai pentito di quella scelta poichè è una professione molto gratificante che aiuta le persone a riattivare delle capacità che non hanno ancora sviluppato, come nel caso dei bambini, o che hanno perso”

Logopedia e bambini: quando rivolgersi a un logopedista? quali sono i problemi che più spesso si possono verificare in tenera età e come la sua professione può aiutare a risolverli ? 

“Molto spesso, a rivolgersi ad un logopedista sono i genitori di bambini con difficoltà comunicative e di comprensione. In base alla mia esperienza, i campanelli d’allarme da non sottovalutare sono i seguenti: fino ai 3 anni il bambino produce poche parole non combinandole tra loro ed ha difficoltà a comprendere semplici comandi o mostra poco interesse a relazionarsi con i coetanei. Tra i 3 e i 4 anni il bambino non si esprime in maniera comprensibile, la struttura frastica è breve e produce parole semplificandole attraverso sostituzioni o omissioni di lettere. Tra i 4 e i 6 anni il bambino può manifestare disturbo specifico del linguaggio (DSL), disturbo fonetico-fonologico, balbuzie, problemi di deglutizione e in generale deve possedere le abilità necessarie per un adeguato avviamento agli apprendimenti scolastici. Dai 6 anni in poi il bambino può manifestare DSA disturbi specifico dell’ apprendimento: dislessia (difficoltà di lettura), disgrafia (disturbo nell’esecuzione del tratto grafico), disortografia (disturbo della competenza ortografica) discalculia cioè difficoltà del calcolo e dell’elaborazione numerica Ogni paziente è un soggetto a sé, per cui non esiste un trattamento unico da applicare a più tipologie di pazienti, ma viene scelto l’approccio migliore e più adatto al singolo caso.In linea generale gli esercizi di logopedia a cui il bambino viene sottoposto hanno lo scopo di attirarne l’attenzione e di stimolarne la competenza esaminata”

Logopedia e voce: quali sono i campanelli d’allarme e quali sono le tecniche riabilitative vocali  per un paziente con disfonia ?

“La disfonia è una alterazione qualitativa e quantitativa della voce caratterizzato da variazioni dei parametri della voce (timbro, tono e intensità) oppure da sforzo vocale. Si diversificano in base all’ origine che può essere organica (noduli,polipi,cisti,ecc..) o funzionale (errato e/o eccessivo uso della voce).La riabilitazione della voce è un percorso educativo in cui la persona disfonica, con l’aiuto del logopedista, arriva a gestire in modo adeguato la propria voce e ne migliora la qualità, sia in caso di patologia organica che funzionale. Il paziente verrà educato ad adottare abitudini che possano aiutarlo a mantenere il sistema di produzione vocale sano. Genericamente il trattamento logopedico dura circa tre mesi con trattamenti bisettimanali, vengono proposti sia il training propriocettivo che quello respiratorio, esercizi di coordinazione pneumo-fonica, di riposizionamento posturale e di impostazione della voce, con particolare attenzione agli aspetti legati al suo uso quotidiano”

 

 

Massimiliano Alvino

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A New York parte Vision Expo 2019

Poter visitare il dietro le quinte di alcune delle principali insegne della città e confrontarsi direttamente con i referenti dei brand, tra cui Dita, Robert Marc e Selima Salaun: è l’obiettivo dei nuovi tour offerti da Vision Expo East 2019. Tre le opzioni, in due zone di New York, Madison Avenue e Soho, e presso Oculus.

«I visitatori avranno la possibilità di varcare le soglie di alcuni store di Madison Avenue, una delle vie più lunghe del lusso in America, come ospiti: la prima tappa del tour è il flagship di Marc Jacobs», si legge in un comunicato del salone statunitense.
Altra destinazione sarà Soho, quartiere «in cui vengono lanciati nuovi marchi – spiega ancora la nota – La prima tappa di questa esperienza sarà il concept store Ray-Ban, di recente apertura. Si proseguirà in Silver Lining Opticians, centro ottico indipendente dove celebrità, produzioni cinematografiche e televisive americane prendono in prestito montature per le proprie realizzazioni. Il tour si chiuderà con Selima Optique, punto vendita specializzato in occhiali ultra contemporanei».

I partecipanti saranno, infine, testimoni della straordinaria architettura del Westfield World Trade Center (nella foto), opera conosciuta come Oculus, realizzata dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava e inaugurata nel 2016, dove si trova anche un centro commerciale. «La guida e i rappresentanti dei negozi dimostreranno come i rivenditori e i marchi abbiano ideato sistemi, merchandising e design mirati per attirare i clienti – prosegue il comunicato – La visita include i monomarca di Oliver Peoples e Designer Eyes, nonché negozi leader che vendono di tutto, dal cibo a prodotti di bellezza per offrire ai partecipanti una visione completa di ciò che rende ottima una formula di vendita al dettaglio per qualsiasi attività commerciale».

Vision Expo East 2019 ospiterà 700 espositori, di cui un centinaio al debutto, provenienti da 68 paesi, su una superficie di circa 25 mila metri quadrati netti dedicati a tutti i segmenti dell’occhialeria. Come di consueto, gli eventi formativi partiranno un giorno prima rispetto alla manifestazione fieristica, che attende, come segnalato dagli organizzatori, oltre 15 mila visitatori: ai corsi di aggiornamento, in programma dal 21 marzo al 24 marzo, si sono a oggi registrati oltre 3.500 professionisti.

 

 

 

Fonte: www.b2eyes.com

‘Papà controllati’: la SIU in pista per la prevenzione urologica

 I maschi italiani latitano quando si tratta di fare prevenzione invece di schierarsi in pole position. Così, per la seconda edizione della campagna ‘Papà controllati’, la Società Italiana di Urologia (SIU) invita i maschi di ogni età a ad una serie di pit-stop – da cui lo slogan #fermartieriparti – per correre con la marcia giusta, il “Gran Premio della Vita”, iniziativa educazionale e di sensibilizzazione presentata in un ‘box’ di eccezione: il Museo Ferrari a Maranello. Con dieci pit-stop, dieci regole per proteggere la salute maschile, l’iniziativa intende sfatare il mito che le problematiche urologiche colpiscano solo in età adulta o avanzata, ed educare invece alla prevenzione fin dall’adolescenza.

Una importante opportunità per prevenire alcune problematiche come l’iperplasia prostatica benigna (IPB), di cui soffre l’8% della popolazione maschile entro e dopo i 40 anni con tassi del 50% oltre i 60; la disfunzione erettile (DE) che compromette la vita di coppia di 3 milioni e mezzo di italiani (13% della popolazione, 1 maschio su 8) dai 45 ai 50 anni; il tumore della prostata, con quasi 35 mila nuove diagnosi (1 caso su 8) nel 2018.

Ma non solo: i ‘pit-stop’ della salute tutelano anche dal rischio di problematiche che spaventano meno il maschio, come le prostatiti che infiammano il 30-50% della popolazione sessualmente attiva generalmente prima dei 50 anni e la calcolosi urinaria che ‘bombarda’ il 10% degli uomini (vs 5% delle donne) soprattutto tra i 30 e i 50 anni con circa 100.000 nuovi casi l’anno.

Infine, fare prevenzione significa anche diagnosticare in tempo malattie sessualmente trasmesse o problemi di infertilità di coppia, nel 50% dei casi di responsabilità maschile, spesso associata oltre che all’età a disturbi genito-urinari e prostatici pregressi. L’iniziativa ‘Gran Premio della Vita’, che raggiunge oltre 10 milioni di italiani ‘a rischio’, lancia un forte messaggio: la prevenzione e i comportamenti del viver sano non vanno celebrati solo in occasione della ‘festa del papà’. Farsi carico della propria salute in ogni fase dell’esistenza è infatti il ‘circuito’ ideale per ottenere una vita migliore. A coronamento di questo impegno, proprio oggi, a firma del senatore Pierpaolo Sileri, è stato depositato il Disegno Di Legge per l’Istituzione il 19 marzo della Giornata Nazionale della Salute dell’Uomo.  

Questo il decalogo della prevenzione delle patologie urologiche maschili :

 

1-Evita di fumare: il fumo è strettamente correlato al tumore della vescica, al tumore del polmone e alle disfunzioni sessuali

2-Fai attenzione alla presenza di sangue nelle urine: a volte può essere una spia di tumore delle vie urinarie, per cui rivolgiti all’UROLOGO

3-Impara l’autopalpazione dei testicoli, da eseguire almeno una volta al mese: consente di individuare precocemente noduli del testicolo ma anche patologie benigne.

4-Fai attenzione alle malattie sessualmente trasmissibili: usa il preservativo e rivolgiti all’Urologo se noti alterazioni dei genitali. Alcune infezioni possono compromettere la fertilità.

5-Bevi tanto, almeno 1,5/2 litri d’acqua al giorno: in questa maniera diluisci le urine e riduci il rischio di formazione di calcoli urinari.

6-Mangia sano: una corretta dieta riduce il rischio di calcoli delle vie urinarie, prostatiti, cistiti e disfunzioni sessuali.

7-Fai attività fisica: le persone obese hanno un maggior rischio di formare calcoli urinari e sviluppare forme più aggressive di tumore prostatico.

8-Controlla pressione e glicemia: diabete e ipertensione sono fra le maggiori cause di insufficienza renale e di disfunzioni sessuali.

9-Presta attenzione alle disfunzioni sessuali: spesso sono campanello d’allarme che anticipa patologie cardiovascolari.

10-Evita l’uso di droghe, anche leggere tipo cannabis, perché peggiorano la fertilità e la funzione sessuale.