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Enrico Schettino volto televisivo per la serie dedicata alla cucina del Sol Levante

Sarà Enrico Schettino, titolare della catena di ristoranti “Giappo”, il volto televisivo del sushi in Italia: un italiano nell’olimpo degli chef, per la serie dedicata alla cucina del Sol Levante all’interno del formato Alessandro Borghese Kitchen Sound.

In autunno, l’imprenditore sarà protagonista delle puntate dedicate alla cucina nipponica della nuova stagione in onda su Sky e Now Tv: una scelta non casuale visto che Schettino, in poco più di dieci anni, è riuscito a creare una catena di sushi restaurant nazionale che vanta l’apertura di venti locali nonché la prima Academy dedicata al mondo della cucina nipponica e realizzata in Campania con Gambero Rosso. Sempre a Schettino si devono, in tempi recenti, alcuni innovativi format di food giapponese come il Poke Bowl ed il Bao Burger, già premiati da un immediato successo di pubblico.

In un mondo di chef dagli occhi a mandorla, insomma, Schettino ha conquistato anche uno dei più attenti cultori dell’arte della buona tavola, che ha scelto il giapponese-Made in Italy, per la capacità di innovare senza mai dimenticare la tradizione.

“La cucina giapponese è mia coetanea: siamo arrivati in Italia contemporaneamente, circa 40 anni fa. Lei è nata al nord, io al sud – racconta Schettino nella sua bio – le nostre strade hanno sempre viaggiato in parallelo, fino ad incontrarsi, oggi, in un programma dedicato alla cucina giapponese”.

L’appuntamento con Alessandro Borghese Kitchen Sound sarà quello consueto: dal lunedì al venerdì all’ora di pranzo su Sky Uno (canale 108, digitale terrestre canale 455), sempre disponibile on demand, visibile su Sky Go, su smartphone, tablet e Pc, anche in viaggio nei Paesi dell’Unione Europea, e in streaming su Now Tv.

Una settimana dopo la messa in onda, il programma è visibile anche nella sezione video dewww.mixerplanet.com, ww.ilsole24ore.com e Rds 100% Grandi Successi, che firma la playlist e accompagna i menù proposti dallo chef.

Le puntate “nipponiche” di Alessandro Borghese Kitchen Sound vedranno inoltre il coinvolgimento di Asahi Super Dry, la birra super premium più venduta in Giappone che ha rivoluzionato il panorama birrario internazionale grazie alla sua caratteristica “dry” in giapponese “Karakuchi”.

Natale 2019: ecco cosa si mangia in Italia

Cosa si mangia nelle regioni italiane? Sicuramente è rispettata la tradizione composta da piatti tipici affiancati dagli immancabili panettone e pandoro che sulle tavole degli italiani sono da sempre tra i principali simboli del Natale.  Questo Natale 2019 vedrà anche nuove proposte culinarie.

Per tutta l’Italia si susseguono numerosi piatti molto diversi tra loro. Sono diverse anche le modalità e i tempi di festeggiamento: al centro e al sud la gente preferisce il famoso Cenone della Vigilia di Natale; a nord, invece, è privilegiato il pranzo di Natale il 25.

Partiamo dalle Regioni più a nord della penisola. In Valle D’Aosta sono privilegiati salumi tipici come la Mocetta crostini, zuppe e la carne carbonada. Come dolce invece, pere con crema al cioccolato e panna montata.

In Piemonte sono presenti Cappone, bolliti, verdure e agnolotti; come dolci abbiamo mousse, torrone o torte.

In Lombardia la tradizione vuole sulla tavola degli italiani molti piatti in brodo e il cappone accompagnato da uova e mostarda, come dolce il panettone, il pandoro o il panforte.

In Trentino Alto Adige non possono mancare i canederli e come secondo piatto il capriolo o capretto. Al dolce, l’immancabile strudel.

In Veneto troviamo sulla tavola durante le feste di Natale salumi, piatti in brodo, risotto, gnocchi, polenta e baccalá, lesso di manzo. Tra i dolci il pandoro, la mostarda con il mascarpone, il mandorlato.

Sulla tavola di Natale dei friulani troviamo trippa, cappone, formaggio, cotechino e come dolce tipico friulano abbiamo la gubana o lo strudel.

In Liguria, la tradizione comprende maccheroni in brodo, ravioli alla genovese, cappone lesso, salcicce e spinaci, faraona come dolce il pandolce, il torrone, l’uva, i fichi secchi e le noci.

Per concludere le regioni del nord troviamo l’Emilia Romagna il cui antipasto prevede il culatello di Zibello, come primi Tagliatelle al ragù, lasagne, tortellini in brodo e passatelli in brodo e come secondi, cotechino, zampone puré, mostarda e formaggio. Tra i dolci, il Panone di Natale di Bologna con cioccolato mostarda e fichi secchi.

Partendo dalla Toscana sulla tavola di Natale troviamo crostini di fegato, brodo di cappone o cappelletti in brodo, arrosto di faraona, anatra, fegatelli e cappone ripieno, come dolci i cavallucci e i ricciarelli

Poi ci spostiamo in Umbria dove sono presenti i cappelletti ripieni di cappone e piccione, cappone bollito e come dolce il panpepato.

Nelle Marche la tradizione vuole i maccheroncini di Campofilone in sugo, cappelletti in brodo, Vincisgrassi ovvero un timballo di Manzo e cappone arrosto. Come dolci abbiamo due dolci tipici: la pizza de Natá e il fristingo.

Il Lazio per la vigilia di Natale privilegia fritto misto di verdure, baccalá fritto e il capitone. Il giorno di Natale invece ha in tavola abbacchio al forno, cappelletti in brodo, bollito misto e tacchino ripieno seguiti poi da dolci laziali quali pampepato e pangiallo.

Infine in Abruzzo si mangia: minestra di cardi, zuppa di castagne e ceci, lasagna con macinato, mozzarella e parmigiano, inoltre agnello arrosto e bollito di manzo.

Nel sud Italia partendo dal Molise la tradizione presente sulle tavole degli italiani vuole: zuppe, piatti in brodo, baccalà e come dolce i Calciuni.

In Campania: minestra, cappone imbottito, insalata, friselle e broccoli: tra i dolci gli immancabili struffoli, roccocò e frutta secca.

In Calabria sono molto diffuse le crespelle ripiene, le scillatelle con ragù di maiale, minestra, capretto al forno, pesce e broccoli. Come dolci troviamo: fichi ricoperti al cioccolato, torroncini e dolci al cedro e al bergamotto.

In Basilicata, si mangia: minestra, baccalá lesso, strascinari al ragù, piccilatiedd, pane con le mandorle, pettole e come dolce i calzoncelli.

Per concludere in Puglia troviamo le cime di rape stufate, panzerotti fritti, anguilla arrostita, baccalá in umido, baccalá fritto, agnello al forno. Come dolce le pettole, le cartellate, il torrone e i delle piccle frittele chiamate porcedduzzi fichi secchi e pasticceria di mandorle

Fonte: Termometropolitico.it