Archivio Categoria: Cinema

AstraDoc – Viaggio nel Cinema del Reale “FUNERALOPOLIS – A Suburban Portrait” e “FRIEDKIN UNCUT”

Mercoledì 17 APRILE 2019 dalle ore 19.30 Cinema Astra – via Mezzocannone, 109 – Napoli

AstraDoc – Viaggio nel Cinema del Reale “FUNERALOPOLIS – A Suburban Portrait” di Alessandro Redaelli “FRIEDKIN UNCUT” di Francesco Zippel

Sarà presente il regista Francesco Zippel

Venerdì 17 aprile saranno proiettati al cinema Astra di Napoli (via Mezzocannone 109 alle ore 19.30 “Funeralopolis – A Suburban Portrait” di Alessandro Redaelli (Italia 2017 – 94’) e a seguire alle 21,00 “Friedkin Uncut” di Francesco Zippel (Italia 2018 – 107’) che sarà presente in sala, per l’appuntamento con “AstraDoc – Viaggio nel Cinema del Reale” organizzata da Arci Movie, Parallelo 41, Coinor e Università “Federico II” di Napoli.

Funeralopolis – A Suburban Portrait” di Alessandro Redaelli, presentato al Biografilm Festival di Bologna nel 2017 e selezionato, tra gli altri, anche a Dok Leipzig di Lipsia, ci porta tra Bresso, Sesto San Giovanni e Milano, nelle vite di Vash e Felce, che insieme fanno musica, si fanno di eroina e condividono tutto. La loro realtà è a volte brutale, spesso comica, tragica e romantica. Vash e Felce sono cresciuti a Bresso, tra il campetto da calcio, i murales, le risse e i litigi, le case popolari e gli appartamenti occupati. Si sono incontrati grazie al rap, ai graffiti e la comune passione per l’esoterismo e le droghe e sono diventati amici nonostante due percorsi di vita molto diversi. Registrano canzoni, fanno concerti, passano il tempo, tra lavoretti saltuari e spaccio.  Funeralopolis non parla di eroina. Non è un’indagine sugli effetti della dipendenza. Non vuole spiegare, né giustificare, né esaltare lo stile di vita dei suoi protagonisti. È, fondamentalmente, un film su due amici in cerca del senso della vita, in attesa della morte. Persi in un eterno girovagare in una città che sembra un deserto, parlando di sesso e religione, esagerando con la droga, cantando il degrado e la violenza e danzando tra le tombe di un cimitero.

“Friedkin Uncut” è stato presentato nella sezione Venezia Classici alla 75esima edizione della Mostra del Cinema ed ha ottenuta una candidatura a David di Donatello Una visione introspettiva nella vita e nel percorso artistico di William Friedkin, regista straordinario e anticonformista di film di culto come Il braccio violento della legge, L’esorcista, Sorcerer, Cruising e Vivere e morire a Los Angeles.

Per la prima volta il controverso regista si mette in gioco intimamente e decide di guidare il pubblico in un affascinante viaggio attraverso i temi e le storie che maggiormente hanno influenzato la sua vita e il suo percorso artistico.

Il titolo del documentario riflette al tempo stesso la sua schiettezza e l’eccentricità, elementi che hanno contribuito nel tempo a caratterizzarne l’eccezionale abilità di storyteller. Ma Friedkin non è solo in questa lunga e appassionata narrazione. Un cast ‘stellare’ di amici e collaboratori ha deciso di partecipare a questo film che da semplice omaggio si trasforma con il passare dei minuti in una vera e proprio saggio in cui grandi registi, straordinari attori e perfino celebrati direttori d’orchestra si uniscono a Friedkin per riflettere sul significato di essere artisti e sulla bellezza del mettersi in discussione in nome di una chiamata artistica vissuta nella dimensione autentica di un lavoro. Un lavoro da eseguire al meglio del proprio talento.

Nuzzo racconta Napoli, ciak per “Fame” su Lungomare e Centro Storico

 

Una poesia in immagini per il film breve con Rai Cinema e MiBact, una dedica alla città ricca di cultura e aperta all’accoglienza: un uomo di fronte ad un importante scelta, tra vita onesta e delinquenza. Nel cast Massimiliano Rossi, Ludovica Nasti, Bianca Nappi, Ester Gatta e la partecipazione di Gigi Savoia

Napoli, crocevia di culture e colori. Sul Lungomare e nel Centro Storico una contaminazione di etnie tra ricchezza e povertà, il destino di un uomo di fronte ad una scelta: vivere onestamente o delinquere. Dopo il pluripremiato “Lettere a mia figlia” con Leo Gullotta e il lungometraggio “Le Verità” con Francesco Montanari, Giuseppe Alessio Nuzzo torna dietro la macchina da presa per “Fame”, film breve di Paradise Pictures con Rai Cinema, coprodotto da An.Tra.Cine, riconosciuto di interesse culturale e con il sostegno economico della Direzione Generale Cinema del Ministero dei Beni e le attività Culturali, in collaborazione con la Film Commission Regione Campania.

«E se avessi intrapreso l’altra strada? Cosa sarebbe accaduto? – spiega Nuzzo – Queste sono alcune delle domande che il protagonista si pone attraverso l’intricato sottotesto del film, completamente senza dialoghi, per condurre lo spettatore alla ricerca della verità della storia, aiutandolo a comporre il puzzle della narrazione e a comprenderne le dinamiche che muovono il destino partendo dalle nostre scelte. Un film breve ma complesso nella sua struttura atemporale per il susseguirsi di momenti e scene in maniera non lineare con un continuo di flashback e flashforward. Un dipinto, un omaggio ad una città che racchiude storie dimenticate ma indimenticabili».

Protagonisti Massimiliano Rossi (“Il Vizio della Speranza” di Edoardo de Angelis), Ludovica Nasti (“L’Amica Geniale” di Saverio Costanzo), Bianca Nappi (“Sirene” di Davide Marengo), Ester Gatta (“Così Parlò Bellavista – a teatro”) e la partecipazione di Gigi Savoia (“Loro” di Paolo Sorrentino).
Le riprese domenica 24 e lunedì 25 marzo.

“Un giorno all’improvviso” il 13 marzo presentato dal regista Ciro D’Emilio al Cineforum di Arci Movie

Alla presentazione del film, con il regista, ci saranno gli attori Giampiero De Concilio, Giuseppe Cirillo, Lorenzo Sarcinelli

Continuano gli appuntamenti con ospiti messi in campo da Arci Movie all’interno del Cineforum che si svolge al cinema Pierrot di Ponticelli; il 13 marzo agli spettacoli delle ore 18 e 21 saranno presenti il regista Ciro D’Emilio con gli attori Giampiero De Concilio, Giuseppe Cirillo, Lorenzo Sarcinelli che presentano Un giorno all’improvviso, il film che ha conquistato critica e pubblico alla 75° Mostra del Cinema di Venezia, in cui è stato presentato in concorso ufficiale nella sezione Orizzonti, e che da pochi giorni ha regalato ad Anna Foglietta la nomination ai David di Donatello come Miglior Attrice Protagonista.

Girato in napoletano, il film racconta con grande realismo e poesia la storia di una madre ingombrante e psicolabile, Miriam (Anna Foglietta), lasciata dal marito Marco e sotto tutela psichiatrica. Miriam ha un figlio, Antonio, che ha diciassette anni e un sogno: diventare un calciatore in una grande squadra. Tuttavia, vive in una piccola cittadina di una provincia campana. Carlo, il padre di Antonio, li ha abbandonati quando lui era molto piccolo e Miriam è ossessionata dall’idea di ricostruire la sua famiglia. All’improvviso la vita sembra regalare ad Antonio e Miriam una vera occasione: un talent scout, Michele Astarita, sta cercando delle giovani promesse da portare nella Primavera del Parma e sta puntando sul ragazzo.

Quando ho deciso di realizzare “Un giorno all’improvviso” volevo una storia priva di compromessi, radicale, estrema – dichiara il regista Ciro D’Emilio -. Raccontare il tema dell’abbandono, dell’adolescenza attraverso una storia d’amore tra un figlio e una madre mi ha permesso di rendere tutto più concreto. La scelta ardua è stata quella di abolire ogni possibile punto di vista diverso da quello del protagonista, Antonio. Attraverso la messa in scena e la scelta fotografica ho voluto estremizzare questo concetto lasciando i personaggi sempre in risalto rispetto all’ambiente che li circonda. Antonio e noi di conseguenza, viviamo e crediamo a tutto quello che accade e accettiamo tutto quello che gli (ci) succede, dimenticando quasi ogni volta che da soli è dura farcela senza prendere delle sonore batoste. Perché un giorno, all’improvviso, la vita ti si rovescia contro.

La mia è una figura materna che fagocita il figlio –  dice Anna Foglietta – una donna profondamente malata. La mia fortuna è stata di aver subito creato un’alchimia con Massimo De Matteo, un attore e una persona con la quale mi sono trovata subito a mio agio.

Ci sembrava giusto presentare in programma questa pellicola – dice Roberto D’Avascio, presidente Arci Movie – non solo perché si tratta di un’opera prima che evidenzia, ancora una volta, la qualità del cinema napoletano di questi ultimi anni. Voglio sottolineare la grande prova d’attrice di Anna Foglietta e il grande entusiasmo del regista, che viene dal nostro mondo associativo Arci, essendo nel consiglio nazionale di UCCA. Quindi, un grande onore per noi avere questi ospiti e questa serata a Ponticelli. 

Il film è già stato presentato in quasi 30 festival internazionali e ha ricevuto diversi premi: il Premio di Critica Sociale “Sorriso Diverso Venezia” e il “Nuovo Imaie Talent Award” alla Mostra del Cinema di Venezia; il Premio “FICE” Attrice dell’Anno a Anna Foglietta agli Incontri del Cinema d’essai; il Premio “CICAE” al Festival di Annecy Cinema Italien; il Premio del Pubblico al Festival del Cinema di Spello, il Premio “Ville deTorus” alle JournéEs du Film Italien a Torus.

Attualmente, inoltre, il film sta girando il paese grazie alla rassegna “L’Italia che non si vede” curata dall’associazione nazionale di cultura cinematografica U.C.C.A. (Unione Circoli Cinematografici Arci).

Il Cineforum di Arci Movie è giunto quest’anno alla sua ventinovesima edizione con dei numeri di spettatori che si aggirano sui 1000 soci, e si conferma come un appuntamento culturale immancabile per Napoli, vista la sua localizzazione decentrata e la sua ispirazione sociale, ma anche l’impatto culturale sul quartiere con 25 film e 100 proiezioni per il 2018/19. Da sempre i registi e gli attori che arrivano a Ponticelli trovano nel pubblico di periferia l’entusiasmo di persone “vere” e attente, semplici ma esigenti e ancora vogliose di migliorare, oltre che se stesse, il mondo che le circonda.

PACO DE ROSA IN “ED E’ SUBITO SERA”

 

Un film tratto dalla storia di Dario Scherillo

Con Franco Nero e Gianluca Di Gennaro

Regia di Claudio Insegno

 

 

Paco De Rosa, giovane attore partenopeo sarà il protagonista di: “Ed è subito sera” film basato sulla storia di Dario Scherillo, vittima innocente di camorra.

Una grande produzione che vede tra i suoi interpreti Franco Nero, uno dei miti del cinema nostrano, e una nutrita schiera di giovani attori ma di estremo talento e molto noti tra cui spicca Gianluca Di Gennaro.

L’attore vanta un curriculum di alto livello, nonostante la giovane età, in merito alle sue collaborazioni con registi come Lello Arena, Carlo Vanzina, Marco Risi, Massimo Bonetti, Ciro Ceruti e Claudio Insegno che lo ha diretto anche in questo film, dalla forte impronta sociale.

Il 19 febbraio, al Los Angeles Italia Film Festival, il film è stato presentato in anteprima mondiale ed è atteso nelle sale italiane il prossimo 21 marzo.

Un cast d’eccezione che ha potuto contare anche sul compianto Salvatore Cantalupo, e su altri interpreti di grande spessore come Gaetano Amato, Gianclaudio Caretta, Simona Ceruti, Stefania De Francesco, Fabio Toscano, Alfredo Nuzzo e la partecipazione amichevole di Ciro Ceruti e nel ruolo di se stesso Sandro Ruotolo.

La storia, ispirata alla vicenda tragica di Dario Scherillo

Sullo sfondo di una piccola piazza di spaccio alle falde del Vesuvio si incrociano i sogni e le speranze di tre famiglie di diversa estrazione sociale, quella di Dario, onesta e laboriosa, che vuole rinnovare i saloni della scuola guida di loro proprietà, quella del Magistrato de Martino che vorrebbe estirpare il cancro della camorra e mettere fine alla faida tra i clan di don Tonino e del Talebano e quella del Muccuso, un codardo boss in ascesa. E talvolta basta un niente, una piccola modifica allo scenario ed i sogni e le speranze vengono spazzati via. Tratto dalla storia di Dario Scherillo, il film racconta la storia del giovane ucciso a Casavatore il 6 dicembre del 2004 nel pieno della prima faida di camorra che insanguinò l’area nord di Napoli, determinando decine di vittime, tra cui tanti innocenti. Dario fu ucciso perché erroneamente scambiato per un affiliato ad un clan rivale di quello al quale appartenevano i killer.

 

Il progetto è nato per ricordare tutte le vittime innocenti della criminalità e dare voce, a partire, appunto, dal racconto della storia di Dario Scherillo, a chi lontano dai riflettori si impegna con la propria testimonianza a diffondere la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile nei territori martoriati dalle faide di camorra e da ogni forma di illegalità, il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, la Fondazione Pol.i.s., la FAI, LegalmenteItalia e l’Associazione Dario Scherillo esprimono la propria adesione al progetto della PDR PRODUZIONI SRL e lo sostengono in misura convinta.

 

 

 

“Vogliamo in qualche modo far rivivere le nostre vittime e la loro innocenza”, spiega il Presidente del coordinamento Alfredo Avella. “Vogliamo che in un tempo non lontano le nuove generazioni dimentichino i nomi e le storie dei boss di camorra e ricordino i nomi e le storie delle vittime. Spesso anche attraverso film e fiction ai nostri giovani viene fornito un ritratto quasi idealizzato dei killer di camorra, generando il pericolo di assurde imitazioni. Il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità la Fondazione Pol.i.s., la FAI e l’Associazione Dario Scherillo vogliono collaborare alla realizzazione di questa serie che invece racconta l’esistenza di una Campania che va oltre gli stereotipi, che non è solo camorra ma anche e soprattutto un insieme di alternative culturali e sociali alla prepotenza del crimine”.

 

Trailer film

Partono le riprese a Portici di ‘Rosa, Pietra e Stella”

Sul Molo Borbonico del Granatello, a Portici, sono partite le riprese di ‘Rosa Pietra e Stella’, primo lungometraggio di Marcello Sannino. Ha il volto di Ivana Lotito (l’Azzurra Avitabile, moglie di Genny Savastano nella serie Gomorra) la protagonista della storia, Carmela, giovane, bella e indomita. Sua figlia di 12 anni, Maria, è Ludovica Nasti, la piccola attrice rivelazione di ‘L’amica geniale’, nei panni di Lila. Sullo sfondo del set e della storia, c’è Napoli, la vicina metropoli, il luogo dove Carmela mossa da uno spirito ribelle segue le sue confuse ambizioni. Tra i tanti piccoli lavoretti che cerca di svolgere ce n’è uno che le appare l’occasione per svoltare: si tratta di fare affari con gli immigrati per conto di un avvocato. A lei si affiderà anche Tarek (Fabrizio Rongione, attore amato dai fratelli Dardenne), quarantenne algerino. E il fragile equilibrio della vita di Carmela crolla quando rischia di perdere la figlia portata via dai servizi sociali. Nel cast anche Imma Piro e Gigi Savoia.

 

 

 

 

Fonte: Ansa

“Bohemian Rhapsody” tra i film più visti di sempre

In nemmeno due mesi ha scalato inarrestabile tutte le classifiche, vinto premi e raccolto consensi e adesso “Bohemian Rhapsody” il film, opera rock sulla vita di Freddie Mercury e della popolare band Queen, entra nella lista dei 20 film più visti di sempre del mercato Italiano, con un box office, ad oggi, di 25.3 milioni di euro.

Diventato il biopic musicale di maggior successo in Italia “Bohemian Rhapsody” continua a mietere successi. Adesso manca la prova Oscar.

“Bohemian Rapsody”si presenta tra i favoriti in diverse categorie. Le nomination saranno rese note il 22 gennaio. Intanto, il film nel mondo ha già incassato oltre 774 milioni di dollari, celebrando e facendo rivivere le note dei Queen, in fondo mai passate di moda.

 

 

 

Fonte: Tgcom 24

Martone: “Ecco cosa è Capri-Revolution”

Non solo un viaggio in un pezzo di storia nella Capri del 1914, ma anche “un film sul passato che racconta anche molto il presente”. Così Mario Martone parla di ‘Capri-Revolution’, già in concorso al Festival di Venezia 2018 e ora in sala dal 20 dicembre con 01 in 150 copie.

“Il fatto è – spiega Martone – che il presente oggi è appiattito su conflitti, schematismi rigidi, muri, a cui però manca profondità, una cosa che il passato può invece ricreare. Il mondo è oggi – continua – più che mai complesso e, per fare solo un esempio, ha un bel dire Trump che quello che sta succedendo alla natura non ci riguarda, ci riguarda eccome”.

In Capri-Revolution, Martone, pronto a tornare sul set nel 2019 con ‘Qui rido io’ su Eduardo Scarpetta – rinnova invece la sua voglia di rileggere la storia a modo suo e ci porta a Capri nel 1914, a ridosso delle prima guerra mondiale. Qui una comune di giovani nordeuropei trova il luogo ideale per la propria ricerca esistenziale e artistica. Il film narra così l’incontro tra Lucia, giovane e semplice capraia (Marianna Fontana), la raffinata comune proto-hippie guidata da Seybu (Reinout Scholten van Aschat) e il giovane medico del paese (Antonio Folletto). Tre realtà che verranno trasformate entrando in contatto tra loro.

 

 

 

 

Fonte: Ansa

Omovies Film Festival 2018: ecco i vincitori dell’11a edizione

Quattro giorni di proiezioni, incontri e dibattiti con i protagonisti, un tour tra le bellezze della Campania e un gran gala di premiazione al Cinema Posillipo

NAPOLI, 17 DICEMBRE – Proiettati oltre 60 lungometraggi, documentari e cortometraggi provenienti da tutto il mondo, quattro giorni di incontri e dibatitti, un tour tra le bellezze della Campania, un gran gala di premiazione. Cala il sipario sull’Omovies Film Festival 2018, diretto da Carlo Cremona, ed è tempo di bilanci. «Quest’anno il festival è cresciuto nei numeri – così Cremona – grazie anche al sistema di multisala diffuso sul territorio che ha coinvolto il cinema Hart, la libreria del cinema e della legalità al Rainbow Center Napoli, il Palazzo delle Arti Napoli, l’Istituto Francese di Napoli, la Libreria del Cinema, Cinema Posillipo. Una 11a edizione che ci ha regalato tanti momenti di confronto, di spunto, di crescita grazie alle splendide opere selezionate. Un sentito ringraziamento a tutta la squadra e alla madrina Vladimir Luxuria che da sempre sostiene le nostre iniziative».

IL GALA. Una chiusura in grande stile al Cinema Posillipo con il gala di premiazione che ha visto sul palco alternarsi Priscilla queen of Mikonos, e l’imitatore Vincenzo de Lucia. Grande atmosfera con la performance del divo di Bollywood, nonché presidente dell’Academy, Yuvraaj Parashar, che ha trascinato gli ospiti in una danza indiana. Il corAcor – Napoli Rainbow Choir, diretto ed arrangiato dal maestro Maria Gabriella Marino, ha debuttato nella sua nuova versione 4.0. Tra gli ospiti gli attori Rosaria De Cicco, Roberto Azzurro, Maria Mazza, Ludovica Coscione e la band A Toys Orchestra.

I PREMI. Svelati i vincitori. “13.11-2 El hijo de Fatima” di Carlotta Piccinini è il miglior corto della sezione fiction, menzione speciale per “Chutz” di Uri Schachter. Tra i mediometraggi fiction prevale “Il condannato a morte” di Matteo Blanco, una menzione sperciale per “Non riesco a dormire” di Donato Luigi Bruni. Il miglior lungometraggio fiction è “Mark’s diary” di Jo Coda, menzione speciale a Mona Ambegaonkar attrice protagonista del film “Evening Shadows”. Tra i documentari vince “The world is round so that nobody can hide in the corners” parte 1 e 2 di Leonardo Goddinho tra i mediometraggi, “Au printemps tu verras” di Nicolas Gerifaud tra i lungometraggi.

Il Premio speciale i Ken “Vincenzo Ruggiero”, istituito nel 2017 in memoria del giovane ragazzo col sogno della recitazione, presieduto dalla sorella Federica Ruggiero e composta da suoi amici e parenti, è andato “Evening Shadows” di Sridar Rangayan. La stessa giuria ha assegnato il premio Under 25 ai giovani attori Simone Amoruso e Giacomo Pugliese per il corto “Non riesco a dormire” di Donato Luigi Bruni.

L’OMOVIES è il primo festival internazionale di cinema a tematica LGBT+ del Sud Italia, nato nel 2007 con l’obiettivo di promuovere nei circuiti nazionali ed internazionali, Napoli e la Campania quale territori di socializzazione, solidarietà ed accoglienza e favorire lo sviluppo di un turismo innovativo. L’edizione 2018 è realizzata con il contributo del piano operativo annuale di promozione dell’attività cinematografica e audiovisiva della Regione Campania. Partner del festival Comune di Napoli, Fly Up, Run Film, CFCC, Rainbow Center Napoli, CorAcor, SPI CGIL Campania, Giudice srl. Sponsor Palazzo Caracciolo, Tenuta Sant’Agostino, Sexy Pepe, Napoli Gay Friendly, Noy & You Communication, Uilcom Campania.

Omovies Film Festival 2018: Gran Gala di premiazioni al cinema Posillipo

Show dalle 14,30 con Priscilla, queen of Mikonos, affiancata da Vincenzo de Lucia

Tra gli ospiti Rosaria De Cicco, Maria Mazza, Roberto Azzurro, Ludovica Coscione

NAPOLI, 15 DICEMBRE – Dopo una settimana di proiezioni, incontri e dibatitti, l’Omovies Film Festival 2018, diretto daCarlo Cremona, giunge al gran galafinale svelando i vincitori domani, domenica 16 dicembre, dalle ore 13 al Cinema Posillipo (Via Posillipo, 66).Si partirà con un brunch con un menù dal sapore partenopeo prima delloshow alle 14,30 di Priscilla queen of Mikonos, affiancata daVincenzo de Lucia. Grande attesa per la performance deldivo di Bollywood, nonché presidente dell’Academy, Yuvraaj Parashar, che si esibirà in una danza indiana.Spazio anche al debutto delcorAcor – Napoli Rainbow Choir versione 4.0 diretto ed arrangiato dalmaestro Maria Gabriella Marino.

Attesi tanti ospiti, tra questi gli attori Rosaria De Cicco, Roberto Azzurro, Maria Mazza, Ludovica Coscione e la band A Toys Orchestra.Verranno assegnati premial miglior lungometraggio, mediometraggio e cortometraggio, miglior documentario corto e lungo, e il premio specialei Ken “Vincenzo Ruggiero”, istituito nel 2017 in memoria del giovane ragazzo col sogno della recitazione, presieduto dalla sorella Federica Ruggiero e composta da suoi amici e parenti. La stessa giuria, novità di quest’edizione, assegnerà il premio Under 25 che andrà al miglior attore.

“Il nome che mi hai sempre dato” con Mariano Rigillo è il primo corto di Rai Cinema Channel su IGTV

La storia commovente dell’anziano di Gaeta diventa un film di Giuseppe Alessio Nuzzo: dopo premi e proiezioni in tutta Italia è disponibile sul canale televisivo Instagram di Rai Cinema

È disponibile sulla IGTV di Rai Cinema il cortometraggio “Il nome che mi hai sempre dato” di Giuseppe Alessio Nuzzo, in occasione della presentazione alla 41a edizione delle Giornate Professionali di Cinema di Sorrento (proiezione venerdì 7 alle ore 20.15 al Cinema Teatro Tasso). Si tratta del primo film breve che Rai Cinema pubblica sul suo canale Instagram, affinché i suoi prodotti cinematografici di qualità, come questo corto girato in modalità verticale, possano raggiungere anche il pubblico del web per una perfetta fruizione da mobile.

Un lavoro che approda sul web dopo un tour di proiezioni in tutta Italia tra festival ed eventi, da Roma a Napoli, da Salerno a Torino passando per Avellino e Pescara ottenendo numerosi riconoscimenti. L’opera si basa su un fatto realmente accaduto, di profonda bellezza. Racconta la storia un vedovo anziano che porta tutti i giorni con sé la foto incorniciata della moglie, si siede sul muretto guardando il mare di Gaeta e rimane in silenzio. Dopo uno scatto fatto a sua insaputa è diventato virale, una vicenda che ha colpito l’opinione pubblica.

Prodotto da Paradise Pictures in associazione con An.Tra.Cine Produzioni, Alfiere Productions e Social World Film Festival e con il sostegno di Rai Cinema Channel, vede come protagonista Mariano Rigillo affiancato da Anna Teresa Rossini, Marco Rosso Cacciapuoti e Fabiola Dalla Chiara.

Un ritorno alla regia per Nuzzo dopo il fortunato “Lettere a mia figlia” con Leo Gullotta che gli è valso la vittoria del Giffoni Film Festival, una menzione speciale ai Nastri d’Argento e oltre 60 premi in tutto il mondo. Classe 1989, è direttore generale del Social World Film Festival, Mostra Internazionale del cinema Sociale, ha al suo attivo diversi documentari ed ha esordito al cinema nel 2017 con il lungometraggio “Le verità” con Francesco Montanari, Nicoletta Romanoff, Fabrizio Nevola, Anna Safroncik e la partecipazione di Maria Grazia Cucinotta.

SINOSSI Liberamente ispirato da una storia vera. Un racconto d’amore infinito, un viaggio nel passato, un uomo prigioniero del suo spazio umano, orizzontale, terreno. Deciso a partire, attraverso i ricordi, verso un nuovo ed inesplorato “punto di fuga”.