Archivio Categoria: Auto

Mercedes presenta il nuovo MBUX Hyperscreen

A pochi giorni dalla sua anteprima mondiale digitale, il nuovo MBUX Hyperscreen celebra il suo debutto digitale al Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas. Con una larghezza di 141 centimetri, l’esclusiva unità schermo composta da tre display apparentemente uniti senza soluzione di continuità non è solo la più grande interfaccia uomo-macchina costruita da Mercedes-Benz fino ad oggi, ma anche di gran lunga la più intelligente: esteticamente impressionante, radicalmente facile da usare e desideroso di imparare. Grazie all’intelligenza artificiale, il display e il sistema operativo si adattano completamente all’utente e forniscono suggerimenti personalizzati per numerose funzioni di infotainment, comfort e veicolo a seconda della situazione. L’MBUX Hyperscreen sarà lanciato nella berlina di lusso full electric EQS completamente elettrica.

Mercedes: Classe G festeggia le 400 mila unità produttive

Classe G entra in produzione nel 1979 e oggi questa icona off-road ha raggiunto il traguardo di 400.000 unità prodotte. A celebrare questo anniversario è stata una G 400 d rossa, uscita dalla linea di produzione di Graz. L’auto è destinata ad un cliente di lunga data della Renania, un fan di questo iconico modello dal 1979, oggi proprietario di ben 20 modelli. Il suo motto? “Non posso stare senza la G.”

Mercedes-Maybach Classe S: lusso allo stato puro

Dal suo lancio nel 2015 Mercedes-Maybach Classe S è stata consegnata in circa 60.000 esemplari in tutto il mondo. Nel 2019, con circa 12.000 unità, le vendite di Mercedes-Maybach Classe S hanno toccato la punta più alta: in Cina il tasso di crescita è stato a due cifre. Oltre alla Cina, i mercati principali degli scorsi anni sono stati la Russia, la Corea del Sud, gli USA e la Germania. Nuova Mercedes-Maybach Classe S riprende questa storia di successo, combinando di nuovo la perfezione e il carattere high-tech dell’ammiraglia di Mercedes-Benz, presentata pochi mesi fa, con l’esclusività e la tradizione di Maybach. Il passo incrementato di 18 cm rispetto alla Mercedes-Benz Classe S lunga va interamente a vantaggio del vano posteriore. Grazie ai sedili Executive di serie e al pacchetto chauffeur il vano posteriore diventa un luogo di lavoro confortevole o una zona relax. A ciò si aggiungono dettagli esclusivi, come gli ampi elementi decorativi in legno sul retro dei sedili anteriori e tra i sedili dei due passeggeri posteriori. Mercedes-Maybach Classe S sarà disponibile in Italia dalla prossima estate, il listino in primavera.

Ferrari: report del GP d’Emilia

La Scuderia Ferrari lascia Imola, sede del primo Gran Premio dell’Emilia Romagna e ultima delle tre gare in terra italiana di questa anomala stagione, con un quinto posto raccolto da Charles Leclerc e con Sebastian Vettel dodicesimo, un piazzamento che non rende giustizia alla gara del tedesco, che avrebbe concluso in zona punti se non fosse stato per un problema al pit stop che gli ha fatto perdere posizioni preziose. Nel complesso la SF1000 ha mostrato ulteriori progressi anche se i punti portati a casa non riflettono pienamente questa piccola ma continua crescita.

Avvio. Alla partenza Charles è riuscito a passare la Red Bull di Alex Albon salendo al sesto posto. Sebastian invece è rimasto coinvolto in un contatto con la Haas di Kevin Magnussen che gli ha fatto perdere una posizione a vantaggio di Antonio Giovinazzi. La prima parte di gara è filata via senza particolari colpi di scena: Charles ha recuperato una piazza grazie al ritiro dell’AlphaTauri di Pierre Gasly e ha leggermente anticipato il proprio pitstop per tentare un undercut nei confronti di Daniel Ricciardo. Il pilota della Renault è tuttavia riuscito a rimanergli davanti anche se non teneva un passo particolarmente sostenuto. È successo così che Sergio Perez con la Racing Point, partito con gomme Hard, dopo il proprio pit stop si ritrovasse davanti ai due, in quarta posizione.

Rimonta. Sebastian, dopo il contatto in partenza, è riuscito a trovare un ottimo passo con le gomme Medium che gli ha permesso di risalire fino addirittura al quarto posto quando i piloti partiti con le Soft hanno effettuato la propria sosta. Il tedesco era in lotta con Carlos Sainz per il decimo posto nel momento in cui è stato richiamato ai box per il proprio cambio gomme. Purtroppo in quella fase il dado spanato della ruota anteriore destra ha causato un pitstop di oltre tredici secondi e Seb ha perso così molte posizioni scivolando al 14° posto.

Finale. A poco più di dieci giri dal termine sulla Red Bull di Max Verstappen, in quel momento secondo, è esplosa una gomma in seguito al passaggio su un detrito. L’olandese è finito nella sabbia della curva Villeneuve e ha costretto la direzione gara a fare entrare la Safety Car. Considerata la difficoltà di effettuare sorpassi a Imola, a quel punto la squadra ha deciso di lasciare Charles in pista nonostante montasse gomme Hard, pur sapendo che al restart sarebbe stato difficile difendersi dai rivali in gara con mescole più morbide. Sebastian invece, che non aveva molto da perdere, ha montato un treno di Soft per cercare di recuperare posizioni.

Restart. Quando la Safety Car è uscita di scena Charles era dunque quarto dietro alle due Mercedes e a Ricciardo, ma nel primo giro ha dovuto incassare il sorpasso da Daniil Kvyat (AlphaTauri) che ha sfruttato al meglio le proprie Soft. Il monegasco, tuttavia, non appena è riuscito a far risalire le temperature delle sue gomme è stato bravissimo a difendersi dagli attacchi di Perez e a portare a casa un quinto posto importante. Vettel è riuscito a recuperare due posizioni ma si è però dovuto accontentare della dodicesima piazza finale. Sainz, con il quale Sebastian era in lotta nella prima metà di gara, si è poi classificato settimo, quindi senza l’intoppo ai box Seb si sarebbe sicuramente potuto classificare in zona punti.

Pausa. Dopo due gare consecutive il Mondiale di Formula 1 ora si ferma: si tornerà in pista fra due settimane in Turchia, all’Istanbul Park, dove si è corso per l’ultima volta nel 2011 e a vincere fu Sebastian Vettel.

Charles Leclerc #16

“La quinta posizione di oggi mi soddisfa, credo che fosse il massimo. Ci aspettavamo un primo stint molto difficile ma in realtà ci siamo dimostrati piuttosto competitivi. Al pitstop abbiamo montato gomme Hard e con quelle eravamo probabilmente un po’ più veloci di Daniel (Ricciardo), che era davanti a me, ma non abbastanza per tentare il sorpasso. Di fatto mi sono ritrovato bloccato dietro di lui.

Al restart dopo la Safety Car ho faticato più di Daniil (Kvyat) che aveva gomme nuove e stava rimontando da dietro e ho dovuto cedergli il passo. Direi che oggi ho spinto dall’inizio alla fine e che siamo stati abbastanza competitivi per tutta la gara. Sono anche soddisfatto di come siamo stati capaci di gestire le gomme”.

Sebastian Vettel #5

“Abbiamo iniziato la gara con le gomme Medium che erano la mescola migliore da avere oggi dal momento che funzionavano ancora molto bene anche dopo diversi giri. Direi che oggi il passo è stato buono, specie nel primo stint, poi purtroppo abbiamo perso molto tempo al pitstop e questo ha guastato la nostra gara. Nel finale, con la Safety Car, abbiamo montato la gomma Soft per provare a recuperare ma ho fatto molta fatica quando mi sono ritrovato nel trenino in fondo al gruppo. Chiaramente non è il risultato che vogliamo ma questa volta credo nemmeno quello che ci meritiamo.

In macchina mi sono sentito a mio agio, anche se più che in gara quest’anno i problemi a livello di sensazioni sono soprattutto in qualifica. Dobbiamo rimanere pazienti a continuare a raccogliere i piccoli progressi che facciamo gara dopo gara. Questo weekend abbiamo mancato l’accesso al Q3 per appena due decimi e dunque anche in questo ambito abbiamo fatto dei progressi. Dobbiamo continuare così perché se riusciremo a partire un po’ più avanti nei prossimi weekend potremo avere delle gare molto diverse sotto il profilo dei risultati”.

Mattia Binotto Team Principal

“Credo che si possa dire a ragion veduta che i progressi che si sono visti nelle ultime gare si stiano consolidando, anche e soprattutto sul passo di gara, su piste e in condizioni differenti fra loro. È un fatto importante sia per questo finale di stagione che in vista della prossima.

Charles è stato ancora una volta molto bravo, sia nella gestione delle gomme che nella fase difensiva. Anche Seb ha disputato una bella gara e ci dispiace molto per il problema al pit-stop che lo ha estromesso dalle prime dieci posizioni della classifica e ci ha fatto perdere punti preziosi.

Infine, voglio fare le congratuazioni alla Mercedes per la conquista del titolo iridato Costruttori. Da parte nostra, sappiamo bene che c’è tanta strada da fare per tornare a lottare per quegli obiettivi che ci competono ma siamo altrettanto convinti che ci riusciremo.”

Che programma per Renault Vitality

Renault Vitality si è avvalsa dei servizi di Fabrizio Donoso e Casper Jansen nella giornata Pro Draft della F1® Esports Series. Il primo è un pilota cileno che aveva conseguito un ottimo 2° posto nel Campionato Mondiale del 2017. In questa stagione, torna con la voglia di essere ancora protagonista. Il secondo è un giovanissimo pilota olandese di soli 17 anni, con un sicuro potenziale. Il team esordirà ufficialmente nella stagione il 14 Ottobre, in occasione del primo evento del calendario della F1® Esports series 2020.

Con la precisa volontà di contribuire allo sviluppo della performance di Team Vitality, Renault dà anche il suo nome al nuovissimo centro Renault V.Performance. Questo spazio di 400 m², situato presso lo Stade de France, è un luogo completamente dedicato all’allenamento degli atleti di Team Vitality. Il Renault V.Performance, in grado di accogliere fino a 3 team contemporaneamente, è strutturato anche per consentire alle squadre mediche e sportive di lavorare direttamente sul posto con gli atleti.

Anche le altre sette formazioni di esports di Team Vitality (tra cui League of Legends, Counter-Strike e Rainbow 6: Siege) potranno beneficiare appieno di questa collaborazione. Tutti gli atleti professionisti di Team Vitality potranno avvalersi dell’esperienza di Renault Sport Racing per il conseguimento di alti livelli di performance. Tutto questo si tradurrà, in particolare, in bootcamp (settimane di allenamento intensivo) organizzati nelle infrastrutture sportive dello stabilimento Renault Sport Racing ad Enstone in Inghilterra, dove si allenano i piloti di Renault DP World F1® Team e di Renault Sport Academy.

Cenni sul Renault V.Performance

Il Renault V.Performance, nato dalla collaborazione tra il leader mondiale di esports Team Vitality, la Marca emblematica del motorsport Renault Sport Racing e il mitico Stade de France, è il luogo di allenamento per eccellenza per incrementare le performance, ma anche il benessere fisico e mentale. Situato nel prestigioso stadio parigino, questo complesso di ben 400 m² dedicato alla performance è la sede ufficiale di Team Vitality e Renault Vitality.

Forte dell’esperienza di Renault Sport Racing in materia di performance sportiva, il centro è stato appositamente progettato per rispondere alle esigenze degli atleti di Team Vitality e Renault Vitality, che potranno avvalersi degli impianti e degli allenatori del Renault V.Performance, offrendo il massimo livello di supporto sia mentale che fisico. Renault Vitality è uno dei partner più datati e meglio integrati nell’esport ed il Renault V.Performance dimostra l’impegno di entrambe le marche a favore dell’eccellenza competitiva.

Cenni su Team Vitality

Team Vitality, squadra internazionale di eSport, pone l’accento sull’eccellenza e la crescita di una nuova generazione di atleti. Potendo contare tra le sue fila su alcuni dei migliori atleti di eSports del mondo, Team Vitality è uno dei dieci team che partecipano alla League of Legends European Championship, la lega europea di eSports più seguita. Team Vitality, che è una marca di entertainment e lifestyle nota a livello internazionale, e i suoi giocatori vantano oltre 20 milioni di iscritti nei vari social network. Team Vitality è la squadra di eSports più seguita al mondo, potendo contare- in particolare- su partner come Adidas, Renault, Orange e Red Bull. Il team ha partecipato a più di 1000 competizioni e si è aggiudicato oltre 250 piazzamenti sul podio in tutto il mondo.

Creato nel 2013 da Nicolas Maurer e Fabien Devide, Team Vitality ha sede in centro a Parigi presso il V.Hive, in un complesso eSports all’avanguardia, e può contare su due centri di performance nell’iconico Stade de France e presso lo stabilimento F1 Renault Sport Racing nell’Oxfordshire, in Inghilterra.

Cenni su Renault 

Il motorsport fa parte del DNA di Renault da oltre 115 anni. Tra breve, Renault festeggerà la sua partecipazione a ben 700 Gran Premi di Formula 1™ in cui ha conseguito 11 titoli Piloti, 12 titoli Costruttori e almeno 177 vittorie. Il legame che sussiste tra motorsport e competizioni dei videogiochi è innegabile: c’è passione, emozione e performance. Tutti ingredienti che uniscono da generazioni sia i fan del motorsport che gli appassionati di videogiochi ed eSports.  È in questo contesto che Renault e Team Vitality hanno dato origine a una nuova entità dedicata alle gare motoristiche sui videogiochi: Renault Vitality.

Classe S: protagonista del mondo Mercedes

Dal 22 al 25 ottobre Mercedes-Benz torna a parlare al cuore degli appassionati in occasione di Auto e Moto d’Epoca, tradizionale appuntamento dedicato al mondo dell’heritage, che ogni anno apre le porte a visitatori provenienti da tutta Europa. Un nuovo viaggio tra tradizione e innovazione che quest’anno vede protagonista la Classe S, da sempre punto di riferimento delle ammiraglie premium, che dedica al Salone di Padova la sua anteprima assoluta per il pubblico europeo, dopo la show première al Salone di Pechino, lo scorso settembre. Un’anteprima che offre l’opportunità di ripercorrere la storia del modello più rappresentativo della Casa di Stoccarda, anche attraverso un’esclusiva esposizione di ‘oldtimer’, selezionate insieme al Mercedes-Benz Registro Italia, il punto di riferimento per gli appassionati del Classic nel nostro Paese.

Suzuki ACROSS debutta con la Yoru Web Edition

Il nuovo SUV ibrido plug-in di Hamamatsu entra sul mercato italiano con una serie speciale a tiratura limitata di 12 esemplari, venduti online


Da oggi è possibile prenotare online Suzuki ACROSS YORU Web Edition, che segna il debutto del nuovo SUV ibrido plug-in di Hamamatsu sul mercato italiano. Suzuki presenta in anteprima, attraverso il suo web store, una serie limitata, che precede l’arrivo del modello presso la Rete dei Concessionari.

ACROSS YORU Web Edition è realizzata in 12 esemplari e offre un’occasione da non perdere per mettersi per primi al volante di un’auto tecnologicamente all’avanguardia, elegante ed esclusiva.


Linee decise e abbinamenti cromatici unici

L’allestimento YORU (termine giapponese che indica la notte e la sua eleganza) si caratterizza esternamente per il tetto e le calotte degli specchietti silver, abbinati con tre tinte della carrozzeria, tutte metallizzate: Bianco, Nero, Blu. La personalizzazione Web Edition si completa con cerchi in lega leggera da 19 pollici con finitura total black lucida, che richiama la finitura dei passaruota e delle barre al tetto.

Il quadro si completa con dettagli esterni sportivi e decisi, come i fari full LED, i fendinebbia, lo skid plate anteriore vetri privacy posteriori oscurati e i retrovisori esterni con indicatore di direzione integrato, oltre che riscaldabili e ripiegabili elettricamente.


Versatilità ed eleganza

L’abitacolo di ACROSS YORU è accogliente, spazioso e moderno, con dettagli rifiniti in materiale pregiato. Plancia, pannelli delle porte, sedili e bracciolo centrale sono realizzati con materiali pregiati e sono studiati per offrire agli occupanti il massimo in termini di praticità e qualità della vita in viaggio. Tutti i sedili sono riscaldabili, compresi quelli posteriori, al pari della corona del volante. Il sedile del guidatore è regolabile elettricamente. Il climatizzatore automatico bi-zona con modalità S-Flow è in grado di ottimizzare automaticamente il flusso d’aria in base al numero e alla posizione dei passeggeri rilevati a bordo, a vantaggio del comfort e dell’efficienza complessiva.

ACROSS dispone di un impianto d’infotainment multistandard con schermo touch da 9 pollici, che supporta Apple CarPlay®, Android Auto® e MirrorLink® e integra il sistema Bluetooth®. Nel quadro strumenti, digitale o analogico, a scelta del Ciente, un secondo display a colori da 7 pollici configurabile a piacere correda la strumentazione.

La tecnologia al servizio della sicurezza

Oltre che sul fronte connettività, Suzuki ACROSS YORU impiega le tecnologie più evolute anche in ottica sicurezza, fornendo un’assistenza puntuale ed efficace al guidatore per limitare il rischio di incidenti e rendere ogni spostamento più sereno.

Nel dettaglio la vettura è dotata dei sistemi:

  • “attentofrena” (PCS – Pre-Collision System) – frenata automatica d’emergenza con riconoscimento di pedoni e ciclisti;
  • “guidadritto” (LTA – Lane Tracing Assist) – mantenimento attivo della corsia di marcia;
  • “restasveglio” (VSW – Vehicle Sway Warning) – monitoraggio dei colpi di sonno e della distrazione del guidatore;
  • “occhioallimite” (RSA – Road Sign Assist) – riconoscimento dei cartelli stradali e dei limiti di velocità, con eventuale adeguamento dell’andatura a essi, in combinazione con il cruise control;
  • “guardaspalle” (BSM – Blind Spot Monitor) – monitoraggio degli angoli ciechi, con opposizione al cambio di corsia in presenza di altri mezzi-;
  • “vaipure” (RCTA – Rear Crossing Traffic Alert) – monitoraggio degli angoli ciechi in manovra in retromarcia;
  • “nontiabbaglio” (AHB – Automatic High Beam) – commutazione automatica abbaglianti-anabbaglianti in funzione del traffico;
  • “fermolì” (PKSB – Parking Support Brake) – arresto automatico dell’auto in manovra quando sta per urtare un ostacolo fisso.


La massima espressione dell’ibrido

Suzuki ACROSS, tecnicamente definibile come ibrida plug-in, è di fatto una vettura dotata di un’autonomia in modalità elettrica che la avvicina alle vetture puramente elettriche, con il vantaggio della estesa autonomia garantita dal motore termico che annulla del tutto l’effetto di ansia da ricarica che invece attanaglia chi guida un’auto a batterie, senza motore termico.

ACROSS presenta due motori elettrici, il primo posto sull’asse anteriore e il secondo sull’asse posteriore, con potenze rispettivamente di 182 e 54 CV.

Queste due unità sono coadiuvate da un terzo motogeneratore, che svolge le funzioni di ISG (Integrated Start Generator) e fa dunque da alternatore, motorino di avviamento e, in caso di necessità, fornisce coppia aggiuntiva per la trazione.

Il motore termico è a quattro cilindri 2.5 a ciclo Atkinson, un ciclo ideato sin dagli albori della storia dell’automobile, in cui la corsa utile di espansione è più lunga della corsa passiva di compressione, garantendo così un aumento dell’efficienza termodinamica. Il propulsore è alimentato da un sistema di doppia iniezione mista, diretta ed indiretta. La sua potenza è di 185 cavalli, mentre l’efficienza termica è del 41%, ben superiore alla maggior parte delle unità a benzina tradizionali, che si fermano intorno al 35%. I motori elettrici ricevono invece l’energia necessaria da un pacco di batterie da 18,1 kWh.

ACROSS è progettata per muoversi in modalità elettrica. Il motore termico dà forza motrice alle ruote solo quando si accelera con decisione o si procede ad andatura sostenuta. Nelle altre situazioni resta spento o si avvia solo, a richiesta, per ricaricare le batterie.


Prestazione da vera sportiva

La potenza massima dell’intero sistema motoproulsivo di ACROSS è di 306 CV. Grazie all’eccezionale motricità e alla grande efficienza del reparto trasmissione, Suzuki ACROSS scatta da 0 a 100 in soli 6 secondi, un tempo da autentica sportiva. Per un’auto ibrida, però, gli obiettivi in termini di performance sono anche altri ed ACROSS è in grado è far registrare valori strabilianti pure riguardo all’autonomia assicurata dagli accumulatori: è in grado infatti di garantire fino a 98 km di autonomia in elettrico sui percorsi urbani e 75 km nel ciclo misto (valori WLTP). Grazie al motore termico, poi, si annulla il problema dell’esaurimento della carica: nessuno stop forzato a limitare la libertà di viaggiare di chi sceglierà la nuova ACROSS.


Elettrica sempre, ibrida quando 
devi

Una centralina gestisce in modo integrato il sistema ibrido in base alla modalità di guida selezionata dal pilota tra le quattro a sua disposizione:

  • EV – è la modalità in cui si avvia l’auto di default ed è quella che la fa funzionare come una vera e propria vettura elettrica;
  • Auto EV/HV – questa modalità vede l’elettronica di controllo comandare il passaggio automatico dalla modalità elettrica a quella ibrida, in base allo stato di carica della batteria, allo stile di guida e al tipo di percorso affrontato;
  • HV – la funzione prevede l’impiego combinato del motore termico e di quello elettrico per esprimere il massimo delle prestazioni;
  • CHG – è la modalità di ricarica, che attiva il motore termico per ripristinare la carica delle batterie in assenza di una presa di corrente. Ciò permette di creare i presupposti per poter viaggiare in un secondo tempo in modalità elettrica, come durante un trasferimento autostradale seguito poi da un tragitto urbano.


Versatilità totale con la trazione integrale elettrica

Suzuki ACROSS è equipaggiata come da tradizione del Marchio di Hamamatsu e come, in opzione, tutto il resto della gamma Suzuki da una trazione integrale che, con la sua flessibilità, esalta la versatilità unica di questo modello. L’architettura del sistema ibrido consente di sfruttare il motore elettrico posteriore per ottenere uno schema 4×4 sui generis, privo di collegamento meccanico tra i due assi e capace di funzionare anche senza che sia necessario attivare il motore termico.

La ripartizione della coppia è gestita in modo automatico e intelligente dall’ AWD Integrated Management (AIM) e può variare dal 100% / 0% ant/post al 20% / 80% ant/post. In condizioni di bassa aderenza si può selezionare anche la funzione Trail, che agisce come un differenziale autobloccante, frenando le ruote che hanno perso aderenza e favorendo la spinta da parte di quelle in presa. Il sistema adegua all’occorrenza sia l’erogazione di potenza sia il comportamento del cambio per ottenere la motricità ideale.

La trazione 4×4 è sempre disponibile e non viene meno neppure in caso di abbassamento della carica. In questo caso il motore termico si attiva per portare agli accumulatori l’energia utile al motore posteriore.

Ecco Twingo Electric: Renault sfida il futuro

Renault Italia svela il listino prezzi e dà inizio all’ordinabilità di Twingo Electric, la regina della città:

  • Design altamente personalizzabile, agilità e dinamicità con un raggio di sterzata record, B Mode con 3 livelli di frenata rigenerativa, tecnologia di ricarica AC fino a 22 kW, mobilità connessa con il sistema multimediale EASY LINK.
  • Una gamma completa e una Serie Limitata di lancio: Twingo Electric Vibes Limited Edition.
  • Twingo Electric a partire da 22.450 euro IVA incl., escluso Ecobonus statale.

Sviluppata per rispondere ad una mobilità urbana pratica, rispettosa dell’ambiente e senza vincoli di circolazione, Twingo Electric è il settimo veicolo full electric di Renault, leader del mercato elettrico europeo. Twingo Electric si affianca così alla berlina compatta ZOE, al quadriciclo Twizy, e ai veicoli commerciali Kangoo Z.E. e Master Z.E., oltre che alla berlina RSM SM3 Z.E. e al piccolo SUV Renault City K-ZE, rispettivamente venduti in Corea e Cina.

Renault ha messo a frutto la sua conoscenza approfondita del segmento delle piccole city car per sviluppare un veicolo elettrico la cui maneggevolezza, autonomia e prestazioni sono perfettamente adatte agli utilizzi degli automobilisti urbani.

Twingo Electric riprende il design sbarazzino, la personalità e il potenziale di personalizzazione unico di Nuova Twingo, arricchendoli di dettagli che ne svelano l’identità elettrica.

Per quanto riguarda il piacere e la facilità di guida, proprio come la sua “gemella” dotata di motore termico, Twingo Electric vanta il miglior raggio di sterzata del mercato (4,3 m). Il motore elettrico R80 da 60 kW e il cambio automatico con la funzione B Mode a 3 livelli di frenata rigenerativa la rendono ancora più piacevole ed efficiente. Grazie alla sua batteria da 22 kWh, Twingo Electric può girare per tutta la città per una settimana intera con una sola ricarica: autonomia WLTP fino a 190 km* in ciclo misto e 270 km* in ciclo urbano. La sua versatilità di ricarica, grazie al caricatore CaméléonTM AC 22 kW di serie, le consente, inoltre, di ricaricarsi fino a quattro volte più velocemente delle auto concorrenti sulle colonnine a corrente alternata, le più diffuse nelle aree pubbliche: fino a 80 km di autonomia recuperati in soli 30 minuti, ricarica completa in un’ora e mezza.

Infine, Twingo Electric è più che mai complice della vita quotidiana, per una mobilità sempre connessa: sistema multimediale EASY LINK di serie, app MY Renault e i servizi connessi Z.E., già noti su Nuova ZOE. È così possibile controllare, in qualsiasi momento, il livello di carica e di autonomia restante della batteria tramite smartphone, ma anche programmare la ricarica e la pre-climatizzazione del veicolo.

La gamma di Twingo Electric

Twingo Electric è disponibile con batteria di proprietà a partire da 22.450 euro, escluso Ecobonus, nella versione Zen. Questa versione è dotata, fra l’altro, di climatizzatore automatico e del sistema multimediale EASY LINK con display da 7” e radio DAB, compatibile con Android Auto™ ed AppleCarPlay™.

La versione Intens aggiunge diversi elementi che ne caratterizzano ancor più la personalità: stripping specifici, griglia calandra anteriore con inserti blu, cerchi in lega da 15”, fari fendinebbia. A questi si aggiungono: Lane Departure Warning, Parking camera e sistema di navigazione connessa con la possibilità di verificare la disponibilità delle colonnine di ricarica in tempo reale e di programmare un itinerario che tenga conto delle soste per la ricarica con l’EV Route Planner.

Una serie limitata per il lancio di Twingo Electric

La serie limitata, denominata Vibes Limited Edition, si basa sull’allestimento Intens e propone una tinta inedita: Orange Valencia. Si arricchisce di una calandra con inserti bianchi ed è dotata di cerchi in lega da 16” diamantati bianchi con copridadi di color arancione.

Oltre alle possibili scelte cromatiche, la carrozzeria è impreziosita da decorazioni specifiche – che evocano l’idea di vibrazioni – composte da linee bianche e grigie oppure arancioni e grigie, in funzione della tinta prescelta. Sono proposte due versioni di stripping: la versione cosiddetta “light”, che evidenzia la linea che corre lungo la carrozzeria, e la versione “full” che si estende fino al tetto.  Sulle porte posteriori, il monogramma Vibes orna le modanature di protezione laterali come la fibbia di una cintura.

Nell’abitacolo, il disegno Vibes dalle strisce colorate viene ripreso non solo sulla plancia, ma anche sui sedili con selleria mista tessuto/pelle TEP. Il tutto è completato dalle esclusive soglie porta, dai tappetini e dalla base della leva del cambio color arancione anodizzato.

Ferrari, disastro nel GP d’Italia

Il Gran Premio d’Italia della Scuderia Ferrari si è concluso con un doppio ritiro. Sebastian Vettel ha accusato un problema ai freni alla sesta tornata che lo ha costretto a rientrare al box al giro successivo, mentre Charles Leclerc è rimasto vittima di un incidente alla curva Parabolica.

Pilota ok. Leclerc è uscito di pista al 25° giro subito dopo la ripartenza da una fase di Safety Car mentre era appena salito in quarta posizione dopo aver superato le due Alfa Romeo di Kimi Raikkonen e Antonio giovinazzi. Dopo il violento urto alla Parabolica, Charles è stato visitato al centro medico del circuito ma fortunatamente non ha riportato conseguenze.

Ora Mugello. Il Mondiale non si ferma: la prossima settimana la terza tripletta della stagione si concluderà con il Gran Premio della Toscana – Ferrari 1000, il millesimo della Scuderia in Formula 1

Fonte: Bologna2000.com

Occhio alla guida con ciabatte da spiaggia: si rischia di non essere pagati dall’assicurazione

Una nuotata, un po’ di sole in spiaggia e poi in macchina per guidare verso casa, restando in ciabatte o, addirittura, a piedi nudi: la legge lo permette e in caso di controllo non si rischiano multe. Mettersi al volante senza scarpe o con calzature aperte come gli zoccoli o le infradito è, appunto, lecito ormai da anni (dal 1993 non esistono più prescrizioni specifiche relativamente al tipo di scarpa da utilizzare mentre ci si trova alla guida) ma, in caso di incidente stradale, potrebbero nascerne conseguenze spiacevoli per l’automobilista, in particolare con l’assicurazione. Questo potrebbe avvenire soprattutto se le Forze dell’Ordine nel loro verbale dovessero indicare proprio l’assenza delle calzature o la loro inadeguatezza come una delle cause che hanno portato al sinistro. Il piede infatti, magari sporco di sabbia, potrebbe scivolare dal pedale del freno, oppure le ciabatte potrebbero sfilarsi e incastrarsi sotto i pedali, rendendone difficoltoso l’utilizzo. D’estate si parla principalmente di sandali ma in generale le stesse considerazioni valgono anche per altri tipi di scarpe, come le zeppe e le tacco 12. La Compagnia, dopo aver pagato i danni causati, potrebbe infatti chiedere all’automobilista la cosiddetta rivalsa per non aver rispettato il Codice della Strada, a meno che nel contratto RCA non si sia firmata la clausola di rinuncia alla rivalsa per infrazioni al Codice. Gli articoli 140 e 141 del CdS prevedono infatti che venga tenuto un comportamento tale “che in ogni caso sia salvaguardata la sicurezza stradale” e che il conducente debba “essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile”. E in ciabatte, con le infradito ma anche con le scarpe tacco 12 questa reattività potrebbe non sempre essere possibile. Per una leggerezza si rischia, così, di dover rifondere di tasca propria i danni per la carrozzeria e per il meccanico delle controparti coinvolte o, peggio, le spese mediche e per i danni permanenti. E se all’automobilista fosse attribuita proprio per le ciabatte la piena colpa dell’incidente e la prognosi cagionata a terzi fosse superiore ai 30 giorni, allora si verificherebbero gli estremi per far scattare anche le previsioni penali sulle lesioni gravi, contenute nella legge sull’omicidio stradale.

Fonte: Ansa